Pronto il decreto interministeriale, a metà mese l’esame Ivass poi il varo finale. Improbabile rispettare il termine del 31 dicembre
Il decreto interministeriale destinato a dare attuazione alla norma della legge finanziaria dello scorso anno sull’obbligo di assicurazione delle imprese conto i danni catastrofali è ormai pronto. Una prima bozza era stata condivisa dai ministeri per lo Sviluppo economico e per l’Economia con l’Ania nel giugno scorso: molti aspetti, però, dovevano essere affinati e messi a punto e questo lavoro ha richiesto ancora tempo. L’aspettativa, ora, è che possa essere inviato all’Ivass, per il parere obbligatorio sugli aspetti prudenziali, entro metà settembre per poi essere varato a inizio ottobre. In ogni caso, anche se questa tabella di marcia sarà rispettata, sarebbe troppo tardi per consentire a compagnie e imprese produttive di rispettare l’obbligo di legge che prevede la stipula di una polizza contro sismi, alluvioni, frane, inondazioni ed esondazioni entro il 31 dicembre di quest’anno.
Una volta varato il decreto, che fissa nuove regole del gioco per la stipula di questa tipologia di polizze danni, le imprese assicurative si devono attrezzare per predisporre i contratti e le imprese produttive devono essere messe in grado di fare il calcolo dei costi e a quali condizioni. È per questo che diventa sempre più probabile una proroga rispetto alla scadenza di fine anno: non è da escludere che arrivi un prolungamento di qualche mese con la prossima legge finanziaria. Il lavoro di affinamento del decreto si è concentrato su alcuni aspetti finalizzati a ridurre il peso dell’esposizione per le compagnie e il premio per le imprese. Le leve sulle quali i tecnici si sono concentrati per trovare il punto di equilibrio tra sostenibilità per l’offerta (compagnie) e la domanda (aziende) sono 4: definizione degli eventi, casi di esclusioni, limiti di indennizzo e massimali/franchigie. Per capire la portata innovativa basta fare riferimento all’indagine sulle polizze catastrofali in Italia pubblicata da Ivass a giugno.
Il regolatore aveva preso in considerazione le polizze “standard” presenti in Italia, quelle con contenuti predefiniti e consultabili online. Sono state esaminate 46 polizze in commercio a gennaio 2024, offerte da 14 compagnie di assicurazione, di cui 34 per le Pmi e 12 per individui e famiglie. I prodotti in commercio riguardano prevalentemente coperture catastrofali che si possono aggiungere alle polizze incendio e danni ai beni, con il pagamento di un supplemento di premio. L’Ivass non ha potuto, però, «analizzare i livelli di franchigie, scoperti e massimali perché, come accade solitamente nelle polizze contro i danni, i relativi valori non sono riportati nelle condizioni di polizza, ma sono fissati in sede di stipulazione del contratto e indicati nel modulo di polizza», si spiega nel rapporto. Quindi oggi la definizione di esclusioni, franchigie e massimali sono lasciate al negoziato tra le parti (cioè a discrezione delle compagnie) e non sono previsti paletti e requisiti di trasparenza che invece dovrebbero essere previsti dal nuovo decreto. Nei pochi casi in cui Ivass a potuto ricostruire gli importi, per i fabbricati i massimali variano da 20 mila a 100 mila euro. Con riferimento al contenuto del fabbricato i massimali variano da 5mila a 50mila euro.
FONTI Laura Serafini “Enti Locali & Edilizia”
