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Illegittimo richiedere il progetto esecutivo con l’offerta in un appalto integrato

Lo ribadisce l’Anac accogliendo le obiezioni dell’Oice nei confronti di una gara da 1,6 milioni promossa dal Comune di Lignano Sabbiadoro

 

È illegittimo chiedere ai concorrenti di presentare il progetto esecutivo già con l’offerta in un appalto integrato. Lo ha precisato l’Anac, con il parere n. 506 del 6 novembre 2024, con cui rispondendo positivamente alle obiezioni sollevate dall’Oice (l’associazione delle società di ingegneria e architettura) ha bocciato il comportamento del Comune di Lignano Sabbiadoro, invitandolo ad annullare in autotutela la gara da 1,6 milioni per la ristrutturazione di un impianto sportivo.

Il caso è nato quando il Comune di Lignano Sabbiadoro, nell’ambito dell’appalto integrato scelto per riqualificare e ampliare la palestra comunale ha chiesto ai partecipanti di includere nell’offerta il progetto esecutivo. L’idea è stata contestata dall’Oice come un onere eccessivo, oltre che un rischio per la concorrenza, poiché disincentivava la partecipazione di molte imprese. Il caso è stato sottoposto all’Anac, che ha confermato l’illegittimità della richiesta

Secondo l’Autorità una richiesta simile viola la normativa sugli appalti (articolo 44 del Dlgs 36/2023). Secondo il parere dell’Anac il progetto esecutivo è una fase progettuale dettagliata che deve essere elaborata solo dall’aggiudicatario. Altrimenti si potevano scegliere soluzioni diverse, come un concorso di progettazione. «Richiedere il progetto esecutivo in fase di gara – scrive l’Anac – non solo viola il principio di proporzionalità, ma altera il rapporto tra la stazione appaltante e l’aggiudicatario». Tale richiesta impone un onere progettuale sproporzionato, poiché costringe le imprese a sostenere costi ingenti per redigere un progetto esecutivo che, qualora l’offerta non fosse vincente, non verrà mai utilizzato. In questo senso contrasta anche con il divieto di prestazioni professionali gratuite perchè «per tutti gli operatori diversi dall’aggiudicatario» l’obbligo di produrre un progetto esecutivo in gara «si traduce nell’imposizione di un onere economico, la redazione del progetto esecutivo, non remunerato dalla stazione appaltante». In aggiunta, l’obbligo di presentare il progetto esecutivo limita la partecipazione alla gara, in quanto scoraggia le imprese con minori risorse economiche, limitando così la concorrenza e il confronto tecnico.

Per questo l’Autorità ha intimato al Comune di annullare in autotutela la gara, ripubblicando il bando eliminando la richiesta del progetto esecutivo con l’offerta, In caso non intenda conformarsi al parere il Comune ha 15 giorni per spiegare il perché esponendosi però al rischio di un ricorso al Tar della stessa Autorità.

 

 

FONTI     Mauro Salerno    “Enti Locali & Edilizia”

Categorized: News