Il ministro Salvini parla a Osaka e annuncia i cantieri dell’opera e l’accordo con il Giappone. Incontro con i vertici di Toyota, Honda, Hitachi e IHI
«I lavori del ponte di Messina inizieranno prima della fine dell’estate». Lo promette il vicepresidente del Consiglio, ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, alla platea italo giapponese che partecipa all’evento “Italia e Giappone. Un ponte tra Europa ed Asia per la mobilità del futuro”, organizzato in collaborazione con il Sole 24 Ore e ospitato all’Expo di Osaka, all’interno del padiglione Italia. Dopo aver firmato con il suo omologo giapponese Hiromasa Nakano un Memorandum di Collaborazione sulla costruzione, gestione e manutenzione di ponti a campata unica e aver incontrato i vertici di Toyota e Honda che stanno già investendo in Italia, ma anche di Hitachi, e IHI, il ministro Salvini presenta il piano italiano di investimenti al 2032. E insiste sul valore del progetto del Ponte. «Se 15 anni fa la sua costruzione avrebbe rappresentato solo la nascita di una grande opera di ingegneria senza il giusto contesto a causa dell’arretratezza infrastrutturale di Calabria e Sicilia, oggi, alla luce dei 40 milioni investiti per l’ammodernamento della rete stradale e ferroviaria delle due regioni, sarebbe incomprensibile non costruirlo.
Nella situazione attuale, un treno merci impiega tre ore per attraversare lo stretto di Messina: appena arriva a Reggio Calabria viene smontato, caricato su un traghetto e poi rimontato appena sbarcato in Sicilia. 180 minuti per una distanza di tre chilometri, che diventeranno 15 quando il ponte sarà operativo». La struttura, che sarà lunga 3.366 metri, larga 60,4 metri e i cui pilastri saranno alti 399 metri, avrà sei corsie stradali e due ferroviarie e rappresenterà il più lungo ponte a campata unica del mondo. Un primato che un tempo spettava alla struttura giapponese di Akashi (superata poi da un’opera turca),struttura sospesa gemella del ponte di Messina, visitata nella giornata di oggi dal ministro Salvini. «Il ponte sullo Stretto rappresenta un’opera fondamentale dal punto di vista economico, sociale, industriale e ambientale. Anche se c’è sempre qualcuno in Italia che è contrario. Ma successe anche a Brunelleschi quando 600 anni fa volle costruire la cupola di Santa Maria del Fiore a Firenze. Nonostante i “no cupola” che mettevano in dubbio la fattibilità e l’utilità dell’opera, Brunelleschi non mollò e in 16 anni costruì quella che ancora oggi è la volta in muratura più grande al mondo».
Se il Ponte rappresenta certamente il cavallo di battaglia del ministro Salvini, il piano complessivo, che è superiore ai 200miliardi di investimenti, spazia dalle ferrovie alle strade, dalle infrastrutture dell’acqua alle case, dalle metropolitane alle strutture per le Olimpiadi invernali Milano Cortina 2026. «Per le ferrovie stiamo lavorando per dividere il traffico dell’alta velocità da quello regionale e locale, come hanno fatto i giapponesi con la linea Tokyo/Osaka o gli spagnoli con quella Barcellona/Madrid. Se in italia un treno locale ha dei problemi a Firenze, si rallenta tutta l’alta velocità, una situazione insostenibile. Per questo stiamo investendo 125 miliardi nelle ferrovie, con 700 nuove opere e 500 cantieri di manutenzione programmata». Le strade rappresentano la seconda voce di investimento. «I finanziamenti sul ferro sposteranno dalle strade parte del traffico merci che in Italia è ancora per l’80% su gomma. Sulle strade investiamo 44 miliardi sulla rete nazionale, ma ci sono anche gli investimenti dei concessionari privati, 32mila km di rete e 4,5 miliardi per la manutenzione».
Sei miliardi saranno invece dedicati alle infrastrutture dell’acqua. «Abbiamo lavorato a un piano nazionale a medio e lungo termine per la gestione dell’acqua e lo abbiamo fatto in chiave autonomista, chiedendo ai territori di fornirci i progetti nuovi o di risanamento delle strutture esistenti. Abbiamo ricevuto quasi 600 progetti e ne abbiamo selezionati 418 per 12 miliardi di potenziali investimenti, ma saremo in grado di finanziarne meno della metà, quindi la porta è aperta ai fondi “pazienti”». Sul tema abitativo, il ministro Salvini ha ricordato il Piano Casa, sul quale sono già stati messi sul tavolo 660 milioni per le prime sperimentazioni. Ma anche il progetto di ristrutturazione di un ampio patrimonio immobiliare non abitabile. «Stiamo investendo quasi 3 miliardi di euro per recuperare alcune migliaia di case popolari che entro giugno dell’anno prossimo torneranno abitabili. Ma non basta perché in Italia il problema casa sta crescendo nelle fasce meno povere della popolazione».
Il piano di finanziamento delle metropolitane è di circa 30 miliardi, tra i progetti la linea C di Roma, che consentirà di andare dall’Altare della Patria alla Farnesina e allo stadio Olimpico. Quattro miliardi saranno invece dedicati alle infrastrutture di Milano Cortina 2026, con un ritorno previsto superiore ai 5 miliardi. «Le Olimpiadi saranno una vetrina che esporrà l’Italia al mondo. I visitatori previsti saranno 2 milioni ma quelli a distanza saranno circa 3 miliardi. Un’occasione di branding internazionale incredibile per il nostro Paese». Che si dimostra attrattivo anche all’Expo, dove i visitatori stanno in coda 5 ore per visitare il padiglione Italia. Celebrata ieri dal ministro Salvini anche la partnership con i giapponesi, che nelle infrastrutture include grandi progetti e collaborazioni strategiche. Un piano ambizioso, quello presentato a Osaka, che coprirà un arco temporale ampiamente superiore all’attuale legislatura. «Tra due anni torneremo al voto ed elettori e Dio permettendo, conto di arrivare al 2032».
FONTI Rosalba Reggio “Enti Locali & Edilizia”
