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Cam Strade, è sull’analisi puntuale costi-benefici che si gioca la partita

 

Nelle Linee guida Siteb che Edilizia e Territorio ha visionato in anteprima, indicazioni puntuali su tutti i parametri da considerare già nella fase iniziale dei progetti. Cinque check list operative per passare dal dire al fare

 

È anche e soprattutto sull’analisi costi-benefici che si gioca la partita legata all’applicazione del decreto Cam Strade (5 agosto 2024) e del relativo decreto correttivo (11 settembre 2025). Numerosi i parametri da tenere in considerazione ed è determinante calcolare con puntualità tutte le spese nella fase preliminare del progetto. Tutti i dettagli sono stati messi nero su bianco nelle   Linee guida Cam Strade realizzate da Siteb, l’Associazione Strade Italiane e Bitumi; un vero e proprio manuale operativo da 200 pagine che sarà svelato ufficialmente il 24 marzo e che Edilizia e Territorio ha potuto visionare in anteprima. «L’auspicio del Gruppo di lavoro è di essere riusciti ad offrire un documento che possa migliorare le conoscenze professionali, agevolare l’oggettiva interpretazione degli adempimenti e facilitare la doverosa applicazione di un dispositivo normativo di particolare complessità, in coerenza con una concezione della sostenibilità intesa come capacità di mantenere nel tempo l’equilibrio tra prestazioni, impatti ambientali e impegno economico», scrive nel documento l’architetto Marco Capsoni, coordinatore del Gruppo di lavoro Cam Strade.

Rilevante la responsabilità della stazione appaltante già nella fase preliminare del progetto, per valutare tanto per cominciare se sia necessario procedere con una nuova realizzazione o con una riqualificazione delle infrastrutture esistenti. «Pertanto, nella fase preliminare il progetto della strada deve essere preceduto da un’attenta analisi costi-benefici, compresi quelli ambientali e sociali, connessi alla realizzazione dell’opera rispetto ad eventuali soluzioni alternative. Gli aspetti da considerare sono inerenti alle fasi di realizzazione e di esercizio dell’opera e riguardano, in primis, la produzione e gestione dei rifiuti, il consumo di energia, le emissioni di rumore, le vibrazioni, la contaminazione delle acque superficiali e sotterranee, l’utilizzo di risorse naturali non rinnovabili», si legge nel documento.

Necessaria inoltre una revisione degli elenchi dei prezzi per recepire i nuovi adempimenti. E nelle linee guida vengono indicati con puntualità gli elementi da tenere in considerazione per gli adeguamenti relativi ai materiali usati negli impianti di produzione nonché ai macchinari (se è previsto di sostituirli vanno calcolati i tempi di ammortamento), l’eventuale riconversione dei siti, l’impiego di nuovi materiali (ad esempio nuovi leganti e additivi necessari per la conformità alle specifiche tecniche richieste). Poi bisognerà calcolare l’incremento dei costi lungo l’intera catena di fornitura per i procedimenti di qualifica, ossia le prove di laboratorio, e la certificazione di materiali e prodotti finiti. E, ancora, da non sottovalutare i costi per l’elaborazione delle relazioni tecniche per non parlare di quelli per la formazione e qualificazione del personale, di adeguamento degli incarichi, di nuovi adempimenti in capo alle risorse, di necessità di consulenze esperti non disponibilità all’interno della stazione appaltante e, non ultimo, per il reperimento di dati e informazioni.

Fra gli elementi più innovativi del documento – ci tiene a sottolineare l’Associazione – la presenza di diverse checklist operative, finalizzate alla verifica di completezza e di adeguatezza delle informazioni. E per l’esattezza sono cinque: check list di verifica del documento di indirizzo alla progettazione (Dip); check list delle verifiche in fase di gara (affidamento servizio di progettazione e affidamento dei lavori); check list di verifica della relazione Cam progettista; check list per le verifiche del direttore lavori; check list di verifica della relazione Cam appaltatore. Si tratta di «un diretto supporto ai soggetti interessati per assicurare il recepimento degli adempimenti e delle prescrizioni in base al soggetto direttamente coinvolto (stazione appaltante, progettista, direttore dei lavori, appaltatore)», si legge nel documento. «Ogni singolo soggetto può così individuare le azioni che deve compiere (adempimenti) e verificare la corretta esecuzione operativa di clausole e criteri obbligatori e premianti, ove previsti (check list)».

 

 

 

 

FONTI            Mila Fiordalisi          “Enti Locali & Edilizia”

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