La relazione di Ansfisa al Parlamento con dati al novembre 2025: 157 tunnel stradali della rete Tern non sono stati adeguati entro la scadenza fissata al 31 dicembre 2025
Procede al ralenti l’adeguamento delle gallerie stradali del Trans european road network (Tern), ossia la rete stradale d’interesse comune per i collegamenti tra le nazioni dell’Ue. Delle 411 gallerie aperte al traffico di lunghezza superiore a 500 metri, e per questo sottoposte al processo di adeguamento, solo 158 sono conformi ai requisiti di sicurezza del Dlgs 264 del 2006. Decreto con cui l’Italia ha recepito la direttiva 2004/54/Ce. Dunque, trascorsi circa 20 anni da quel Dlgs, ben 253 tunnel, ossia il 61,6% delle gallerie Tern oltre i 500 m, sono ancora da adeguare. I dati (aggiornati a novembre 2025) sono forniti dalla relazione predisposta dalla Commissione permanente per le gallerie incardinata nell’Ansfisa, inviata al Parlamento dal ministero delle Infrastrutture e pubblicata ieri, 17 marzo, dalla Camera. Dai dati si evince anche che ben 157 gallerie della rete Tern 2006 non sono state adeguate entro l’ultima scadenza prevista del 31 dicembre 2025.
In un anno messa in servizio per 35 tunnel
Dal confronto col precedente rapporto, aggiornato a giugno 2024 (quando erano 303 le gallerie non conformi), si evince che in un anno e cinque mesi sono state adeguate 50 gallerie. Dall’ultimo rapporto si apprende, inoltre, che 38 sono stati i procedimenti di messa in servizio istruiti nel 2025, di cui tre oggetto di diniego. La curva che nel documento descrive l’andamento dei procedimenti deliberati di messa in servizio disegna un’impennata dal 2022, ma per adeguare le gallerie entro la scadenza del 2025 occorrevano progressi di entità ben maggiore. Si registrano passi avanti rispetto agli anni precedenti al 2022, durante i quali il processo di adeguamento era pressoché fermo (si è messo in moto qualche anno dopo la costituzione in mora per l’Italia), ma ancora più evidenti sono i ritardi.
157 gallerie impreparate alla scadenza del 2025
Gran parte delle gallerie Tern della rete, esistente al 2006, doveva terminare la messa a norma entro il 31 dicembre 2025. Una data che era stata fissata in risposta alla procedura di infrazione avviata nei confronti dell’Italia nel 2019 (e tutt’ora aperta) per violazione delle norme Ue. La scadenza del 2025 è stata, infatti, introdotta dalla legge di conversione (legge 69 del 2021) del Dl Sostegni (Dl 41 del 2021) per l’adeguamento dei tunnel della rete Tern 2006. Si dava, invece, più tempo alle gallerie stradali oggetto dell’estensione della rete transeuropea, che devono concludere la messa a norma entro il 30 giugno 2027. La scadenza del 2025 è stata poi prorogata dal Dl “salva-infrazioni” (131 del 2024) al 31 dicembre 2027 limitatamente a 65 gallerie della rete Tern 2006.
Le gallerie della rete 2006 in esercizio sono 361, di queste ne restano ancora 222 non conformi. Ben 65 hanno ottenuto la proroga al 30 giugno 2027. Dunque, dai dati aggiornati al 30 novembre 2025, si evince che i tunnel ancora non conformi e che avrebbero dovuto mettersi a norma entro il 2025 sono ben 157. In più, già si prevede che sei gallerie delle 65 che beneficiano di uno slittamento dei termini avranno bisogno di un’ulteriore proroga. Non va meglio per le gallerie aperte al traffico e incluse nella rete Tern 2014, queste ad oggi sono 50, di cui 31 non conformi (62%).
Gli adempimenti più problematici
Ci sono degli adempimenti che risultano particolarmente ostici nel processo di adeguamento: il 36,93% delle gallerie non a norma non rispetta le prescrizioni sulle modalità di drenaggio di liquidi infiammabili e tossici tramite canali di scolo o altri dispositivi, obbligatori se al loro interno è autorizzato il trasporto di merci pericolose. Nel 35,25% delle gallerie non conformi manca l’erogazione idrica tramite idranti e il 29,26% è sprovvisto di stazioni di emergenza dotate di estintori e telefoni di emergenza. Le stesse prescrizioni risultavano difficili da ottemperare anche secondo il rapporto del 2024, ma le percentuali di gallerie che non rispettavano quei requisiti di sicurezza erano ben maggiori (62,5% delle gallerie non a norma per drenaggio dei liquidi infiammabili; 57% per mancanza di erogazione idrica e 48,9% per assenza di stazioni di emergenza).
Incidenti: in quasi 15 anni 1.212 feriti e 56 morti
Il rapporto riporta anche i dati sugli incendi e sugli eventi che hanno messo in pericolo la sicurezza degli utenti, considerando anche le gallerie di lunghezza inferiore a 500 metri della rete Tern. I dati annuali partono dal 2010 e se fino al 2021 il numero di eventi di rilievo comunicati dai gestori alla Commissione permanente si attestava al di sotto di 100, dal 2022 questa soglia viene costantemente infranta, fino ad arrivare al picco di 178 incidenti o eventi comunicati nel 2023, con un progressivo aumento anche del numero di gallerie interessate (116 nel 2023). Nel 2024 il numero di incidenti scende leggermente, attestandosi a quota 159 con 100 gallerie interessate. Anche il 2025 sembra in linea con i dati degli ultimi anni: nel primo semestre si sono registrati 77 incidenti con 64 tunnel coinvolti.
L’incremento di incidenti – secondo gli estensori del rapporto – «è dovuto probabilmente anche alle numerose cantierizzazioni presenti nelle gallerie di interesse del decreto», oltre che alle sollecitazioni che negli ultimi anni la Commissione ha inviato ai gestori per l’ottenimento dei rapporti di incidente. «I dati – viene precisato nel documento – si riferiscono a quanto comunicato dai Gestori in termini di incidenti o eventi di rilievo. In considerazione del fatto che la valutazione della tipologia di evento resta in capo ai Gestori, si ritiene che il reale numero di incidenti sia potenzialmente maggiore rispetto ai dati di cui la Commissione dispone».
Il 53% degli eventi segnalati riguarda incidenti con feriti o morti; il 25% incidenti senza feriti o morti; il 21,3% sono incendi, di cui il 18,7% conseguente ad un guasto del veicolo e il 2,6% derivanti da incidenti. Con riferimento all’intero periodo di osservazione (2010 – primo semestre del 2025) si contano 1.212 feriti e 56 morti, di cui rispettivamente 141 e 9 per incendio, su un totale di 1.298 incidenti.
Le misure di mitigazione del rischio
Va anche ricordato – anche il rapporto lo evidenzia – che fino alla messa in servizio, i gestori delle gallerie non conformi sono stati obbligati a adottare opportune misure per la mitigazione del rischio derivante dallo stato di non conformità alla normativa. Si tratta di misure minime temporanee da mantenere fino alla messa in esercizio.
I motivi dei ritardi secondo il rapporto
I ritardi evidenziati sono attribuiti ai «gestori ed enti competenti per gli interventi di adeguamento», ai «differimenti di natura finanziaria e/o progettuale», nonché alla «particolare complessità del contesto italiano, caratterizzato da una densità elevata di gallerie, da un territorio orograficamente complesso e da opere spesso in esercizio da oltre trent’anni».
Un’altra difficoltà è individuata nella misura, introdotta dal Dl 131 del 2024, che ha previsto l’intervento di organismi di ispezione di terza parte nel procedimento di richiesta di messa in servizio. «L’Ente di accreditamento nazionale – viene evidenziato nella relazione – ha emanato, il 9 giugno 2025, una circolare tecnica contenente le disposizioni necessarie per l’accreditamento di tali organismi. Tuttavia, alla data del 23 ottobre u.s., risultava accreditato un solo Organismo». «Tale scenario – viene sottolineato – ha reso necessaria la definizione di un apposito indirizzo operativo da parte della Commissione, relativo alle istanze di messa in servizio già in fase di definizione avanzata, con validità fino al 31 dicembre 2025».
Nel rapporto si evidenzia anche come il processo di adeguamento sia andato più veloce con l’insediamento della Commissione permanente per le gallerie in Ansfisa, che «ha rafforzato in modo significativo la propria attività di presidio dei processi autorizzativi e di vigilanza, conseguendo un aumento sensibile del numero di istruttorie concluse, dei provvedimenti di messa in servizio emessi e delle attività ispettive e di controllo in sito».
Estensione della rete Tern
Nel corso del 2024, la rete stradale Tern ha subìto un aggiornamento cartografico e funzionale, adottato dalla Commissione Europea, che ha comportato una ridefinizione di alcuni tracciati nazionali e l’inclusione di nuove tratte stradali di interesse europeo, con conseguente potenziale variazione del numero di gallerie rientranti nell’ambito di applicazione del Dlgs 264 del 2006. Tale aggiornamento determinerà l’inclusione di ulteriori gallerie esistenti e di nuovi progetti in costruzione nel campo di applicazione del decreto, «con un conseguente incremento del carico istruttorio per la Commissione e per i Gestori interessati», si evidenzia nel documento. «In previsione di tale ampliamento – si apprende dal rapporto -, la Commissione ha avviato un’attività di ricognizione preliminare finalizzata a individuare tempestivamente le opere potenzialmente coinvolte, al fine di pianificare l’estensione delle attività di monitoraggio e di garantire un’applicazione uniforme delle disposizioni del Dlgs 264 del 2006».
FONTI Mariagrazia Barletta “Enti Locali & Edilizia”
