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Anac, il Governo avvia il rinnovo dei vertici: Altieri indicato alla presidenza

Il Cdm ha deliberato la procedura per la nomina del successore di Busìa e dei quattro componenti del Consiglio. Opposizioni all’attacco: lottizzazione. Per l’insediamento serve il parere a maggioranza dei due terzi delle commissioni parlamentari. Proroga di 45 giorni per l’attuale Autorità, con poteri limitati

 

 

Si apre la successione al vertice dell’Autorità nazionale anticorruzione, l’organismo che vigila sul mercato degli appalti pubblici. Il Consiglio dei ministri ha deliberato l’avvio dell’iter per la nomina di Trifone «Nuccio» Altieri alla presidenza dell’Anac, al posto di Giuseppe Busia, e dei quattro nuovi componenti del Consiglio dell’Autorità. Nelle more del completamento della procedura, il Governo ha approvato un decreto-legge per garantire la continuità delle funzioni dell’organismo di vigilanza sugli appalti pubblici, prorogando temporaneamente l’attuale vertice.

La scelta di Altieri, pugliese, già deputato della Lega dal 2014 al 2018 dopo un passaggio da Forza Italia e l’adesione ai Conservatori e Riformisti di Raffaele Fitto, è riconducibile all’area di Matteo Salvini. Dalla scorsa primavera Altieri siede anche nel consiglio di amministrazione di Leonardo. La sua indicazione, tuttavia, non equivale ancora alla nomina: il percorso prevede un passaggio parlamentare tutt’altro che formale. La procedura è quella disegnata dall’articolo 13 del decreto legislativo 150/2009. Il presidente è nominato con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del ministro per la Pubblica amministrazione, di concerto con i ministri della Giustizia e dell’Interno: per questo il Cdm ha deliberato l’avvio della procedura con il concerto di Carlo Nordio e Matteo Piantedosi. Prima della nomina, però, il nome indicato dal Governo deve passare dal Parlamento: serve il parere favorevole delle commissioni Affari costituzionali di Camera e Senato, espresso a maggioranza qualificata dei due terzi dei componenti. È questo il passaggio più delicato, perché la maggioranza da sola non basta e occorrerà cercare un consenso con le opposizioni. Una dinamica analoga riguarda i componenti del Consiglio, scelti dal Governo e sottoposti al vaglio parlamentare.

Il Governo ha indicato anche i quattro componenti destinati a entrare nel nuovo Consiglio dell’Autorità: il generale di divisione Ivano Maccani, il dottor Eugenio Rubolino, l’avvocata Carmela Margherita Rodà e la professoressa avvocata Maria Rosaria Maugeri.

A garantire il passaggio tra l’attuale e il nuovo vertice sarà il decreto-legge approvato dal Cdm. Il provvedimento stabilisce che il presidente e i componenti dell’Anac nominati con i decreti del presidente della Repubblica dell’11 settembre 2020 continuino a esercitare le proprie funzioni fino alla nomina dei successori, ma con poteri circoscritti agli atti di ordinaria amministrazione e a quelli indifferibili e urgenti. La proroga non potrà comunque superare i 45 giorni dall’entrata in vigore del decreto. Una soluzione di prassi per evitare una vacanza al vertice dell’Autorità mentre si completa il percorso di rinnovo, che dovrà ora misurarsi con il passaggio parlamentare decisivo per la nomina del presidente, tra le prime bordate dell’opposizione.

Per la senatrice Enza Rando, responsabile nazionale Legalità e lotta alle mafie del Partito Democratico , «la scelta del Governo di nominare alla guida dell’Autorità nazionale anticorruzione un dirigente della Lega è irresponsabile e gravissima. Utilizzare un organismo di fondamentale importanza per la legalità e il contrasto alla corruzione come luogo di collocazione di esponenti di partito significa colpire direttamente l’autonomia, l’indipendenza e la credibilità dell’Autorità. L’Anac deve essere un presidio di garanzia al servizio delle istituzioni e dei cittadini, non un terreno di occupazione politica». Su X il leader di Azione Carlo Calenda scrive: «Oltre la lottizzazione. Ma molto oltre. Che vergogna», riferendosi all’indicazione di Altieri. Per Angelo Bonelli, Avs, «il governo Meloni sta terremotando, uno dopo l’altro, tutti gli organismi di controllo e al loro posto mette i fedeli di partito. Oggi tocca all’Autorità anticorruzione, affidata a Nuccio Altieri, dirigente della Lega e consigliere di amministrazione di Leonardo».

 

 

 

 

FONTI          Mauro Salerno              “Edilizia & Territorio”

Categorized: News