L’invito a Draghi nella segnalazione annuale per la legge sulla concorrenza
Sospendere il codice appalti per il tempo necessario a realizzare gli investimenti del Recovery plan. L’idea-choc che riecheggia le richieste più volte arrivate dalla Lega di Matteo Salvini arriva questa volta dall’Autorità Antitrust, presieduta da Roberto Rustichelli (nella foto). E non si tratta di una dichiarazione sfuggita a margine di un convegno, ma di una proposta ufficiale messa nero su bianco nella segnalazione annuale inviata al Governo con le proposte per la legge sulla concorrenza.
Per l’Autorità la riforma degli appalti (liquidata come «un labirinto di norme che genera inefficienze») è un obiettivo strategico per rilanciare gli investimenti. Ma visto che c’è il Recovery plan, l’Authority segnala che non c’è tempo per attuare subito una rivisitazione organica. Di qui l’idea di muoversi su due piani differenti.
Il primo, da attuare subito, consiste «nella sospensione dell’applicazione del Codice dei contratti pubblici» per ricorrere solo alle direttive europee per aggiudicare gli appalti interessati dai «fondi europei del Next generation Eu e alle opere strategiche». «Ciò – secondo l’Autorità – consentirebbe di poter eliminare immediatamente i vincoli che attualmente insistono, tra gli altri, sul subappalto, l’avvalimento, l’appalto integrato, i criteri di valutazione delle offerte, l’obbligo di nomina di commissari esterni».
In seconda battuta dovrebbe arrivare la riforma complessiva del Codice per semplificare le procedure «e lasciare maggiore spazio alla discrezionalità delle stazioni appaltanti». Anche se a dire il vero le Pa hanno finora dimostrato di volere bussole certe e rigorose più che responsabilità di scelta, come ha dimostrato l’intenzione di tornare a un regolamento attuativo unico e vincolante destinato a mandare in soffitta l’esperienza infelice della «soft law» dell’Anac.
Forse proprio avendo in mente questo l’Antitrust sottolinea allora che «il riconoscimento di una più ampia discrezionalità delle stazioni appaltanti nel rispetto delle regole deve accompagnarsi a una riqualificazione delle stesse» e anche a una «specializzazione» delle Pa insieme alla «digitalizzazione delle procedure».
Un percorso di questo tipo, secondo l’Autorità, riducendo «formalismi e adempimenti non necessari», andrebbe a vantaggio «non solo dell’acquirente pubblico, che può spendere meglio le risorse assegnate, ma anche delle imprese che, in assenza di norme di dettaglio, vengono liberate da tutti quegli oneri che, ad oggi, ne rendono spesso ingiustificatamente costosa e complessa la partecipazione agli appalti e ne ritardano l’aggiudicazione e l’esecuzione».
Task force per le opere del Recovery
Per le opere del Recovery l’Antitrust propone anche di creare una task force per vigilare sugli investimenti di fronte al rischio criminalità e non solo. «A fronte dell’alleggerimento degli oneri amministrativi e burocratici derivanti dall’applicazione delle direttive europee», segnala l’Antitrust «non dovrebbero venire meno i presidi volti a tutelare la legalità delle opere pubbliche». Di qui l’idea di costituire «una struttura dotata delle necessarie risorse economiche, umane e tecniche per vigilare esclusivamente su tali opere». «A tal fine – aggiunge l’Antitrust – si dovrebbe coinvolgere non solo l’expertise tecnica dei Ministeri e dell’Autorità nazionale Anticorruzione, ma anche le specifiche competenze della magistratura (ordinaria, amministrativa e contabile), nonché le capacità investigative dei reparti che operano quotidianamente nel contrasto alla criminalità organizzata di tipo economico».
Le reazioni delle imprese
Non c’è dubbio che l’iniziativa dell’Antitrust sia destinata a far discutere. La prima reazione (negativa) arriva dalle imprese costruttrici di impianti rappresentate dall’Assistal. «La storia legislativa degli ultimi 30 anni – commenta il presidente Angelo Carlini – ha segnato il raggiungimento di un equilibrio normativo, che verrebbe stravolto con il riferimento alle troppo generiche regole comunitarie. L’attuale Codice dei Contratti rappresenta la sintesi di anni e anni di confronto per il miglioramento della regolazione del mercato, per la massima garanzia del miglior risultato per le stazioni appaltanti e per il rispetto dei principi di trasparenza e di par condicio tra gli operatori». Carlini «rifiuta questa narrazione secondo la quale per spendere i soldi del Recovery Plan sia consentito ignorare le regole vigenti. Siamo convinti che non sia questa la soluzione ai problemi che attanagliano il Paese da decenni. La soluzione è da ricercare nell’introduzione di correttivi e di percorsi virtuosi. La sospensione delle attuali regole genererebbe una situazione di fragilità del nostro sistema, in primis in merito alla trasparenza, e rappresenterebbe l’ennesima occasione persa per migliorare ed attuare un impianto normativo di per sé funzionale».
Servizi pubblici locali e concessioni: le altre indicazioni
Nella segnalazione al Governo l’Antitrust indica anche l’obiettivo di completare la riforma dei servizi pubblici locali e raccomanda di circoscrivere il ricorso agli affidamenti in house ai soli casi in cui l’alternativa offerta dal mercato non costituisca una soluzione più efficiente.
Nella stessa ottica la razionalizzazione delle partecipazioni pubbliche dovrebbe portare a esplicare la loro effettiva missione e a evitare il loro uso distorto come «ammortizzatori sociali impropri»,
Quanto alle concessioni l’Authority stigmatizza « la proroga automatica e ingiustificatamente lunga delle concessioni» e ribadisce la richiesta di innalzamento dal 60% all’80% della quota dei lavori che i concessionari autostradale devono affidare con gara. Mentre, per le concessioni demaniali marittime con finalità turistiche-ricreative, l’Autorità propone: l’abrogazione delle norme che ne prorogano indebitamente la durata; l’adozione in tempi brevi di una nuova normativa che preveda l’immediata selezione dei concessionari in base a principi di concorrenza; il ricorso alla procedura competitiva anche per la determinazione dei canoni concessori e la reintroduzione dei vincoli all’utilizzo della sub-concessione.
Link utili
Il testo della segnalazione annuale dell’Antitrust per la legge sulla concorrenza
FONTI : Mauro Salerno “Edilizia e Territorio”
