Banche. Nell’incontro di oggi con il ministro Franco verrà chiesto un ruolo di Sace sulle fideiussioni per gli appalti
Strumenti efficaci per garantire il supporto alle imprese nella fase della ripresa e soprattutto nella partecipazione alle gare per il Pnrr. È uno dei temi che sarà sottoposto dai banchieri al ministro per l’Economia, Daniele Franco, in occasione della partecipazione al comitato esecutivo dell’Abi prevista per oggi.
I vertici dell’Associazione ricorderanno al ministro il ruolo delle banche nel supporto alle imprese durante la pandemia, ruolo che intendono mantenere anche a supporto della ripresa e alle imprese ancora in difficoltà e per consentire la partecipazione alle gare per il Pnrr, aggiungendo proprie risorse a quelle pubbliche. A patto, però che ci siano le condizioni. Tra queste le semplificazioni: in particolare sulle fideiussioni bancarie, garanzie che saranno necessarie alle imprese per partecipare alle gare d’appalto. Secondo i banchieri è necessaria una standardizzazione di queste garanzie, che oggi variano a seconda della diversa stazione appaltante, ma che dovrebbero essere invece uniformi possibilmente rinconducibili a un modulo unico a livello nazionale. E ancora: sempre in tema di fideiussioni, quelle rilasciate a fronte di crediti di forma, che assorbono molto capitale in termini di requisiti patrimoniali, per ridurre questo impatto sarebbe auspicabile un rafforzamento con l’intervento di Sace. Queste misure potrebbero essere già inserite con emendamenti alla legge di bilancio. Restando in tema di Sace, si attende la firma del decreto interministeriale che deve rendere operativa una nuova garanzia a condizioni di mercato, già prevista dal decreto liquidità, necessaria per poter supportare le operazioni di ristrutturazione dei prestiti dopo la fine delle moratorie per imprese che altrimenti rischierebbero di non poter essere rifinanziate.
Ci sono poi ulteriori misure auspicabili in sede di implementazione del Pnrr. In particolare, gli investimenti green previsti dal piano devono rispondere alle caratteristiche previste dalla tassonomia Ue (classificazione degli asset sostenibili), altrimenti per le banche diventerà più difficile finanziarli, soprattutto dopo l’introduzione da parte della vigilanza europea del green asset ratio che prevede un a ponderazione del rischio (dunque accantonamenti) per le esposizioni green inversamente proporzionali al livello di conformità rispetto alla tassonomia. Per quanto riguarda la riforma fiscale, invece, viene auspicata una riduzione dell’aliquota sui rendimenti finanziari, oggi al 26%, con un trattamento differenziato per le attività speculative rispetto a quelle di lungo termine. E ancora: è stata ultimata la valutazione sull’impatto del recepimento delle nuove regole di Basilea come proposto dalla Commissione europea con le modifiche alle direttive proposte a fine ottobre. Il giudizio nel complesso è positivo; l’auspicio è che il governo italiano sia vigile affinché questo impianto non sia stravolto. Un focus anche sul completamento dell’Unione bancaria. Si raccomanderà di seguirne il processo durante la presidenza francese, che in materia di banche ha interessi diversi da quelli italiani.
FONTI Laura Serafini “Edilizia e Territorio”
