Nel decreto contro la crisi energetica anche la possibilità di anticipare fino al 50% del fondo compensazioni
Sospensione o proroga della prestazione in caso di aumento dei prezzi. È una delle due soluzioni messe in campo dal governo per venire incontro agli appaltatori alle prese con i rincari di materie prime e energia che hanno messo in crisi i cantieri italiani proprio all’avvio della sfida del Pnrr. L’altra novità è la possibilità che il ministero delle Infrastrutture riconosca un’anticipazione del 50% del fondo per l’adeguamento prezzi istituito l’anno scorso con l’obiettivo di compensare gli extra-costi subiti dalle imprese. Le due novità per il mondo degli appalti pubblici sono contenute nel decreto contro il caro energia approvato nell’ultimo Consiglio dei ministri.
Proroga o sospensione fino a fine anno
La novità di maggiore impatto è la possibilità di prorogare le scadenze degli appalti in caso di aumenti dei prezzi delle materie prime. La norma riguarda tutti i tipi di appalto. Dunque non solo i lavori, ma anche i servizi e le forniture. Nasce però con una durata limitata nel tempo. Più in particolare, la misura inserita nel decreto, prevede che fino al 31 dicembre 2022, le variazioni in aumento dei prezzi di alcuni materiali da costruzione, rilevate dal ministero delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili, ovvero gli aumenti eccezionali dei prezzi dei carburanti e dei prodotti energetici, accertati dal responsabile unico del procedimento nell’appalto in contraddittorio con l’appaltatore, possono essere valutati come causa di forza maggiore e dare luogo alla sospensione della prestazione qualora impediscano, anche solo parzialmente, il regolare svolgimento dei lavori ovvero la regolare esecuzione dei servizi o delle forniture.
Non solo. Il decreto prevede anche uno scudo per l’appaltatore nel caso in cui si accerti che a causa dei rincari sia materialmente impossibile portare a termine l’attività prevista. Nel caso in cui «gli aumenti impediscano di ultimare i lavori, i servizi o le forniture nel termine contrattualmente previsto», spiega il governo, questi «costituiscono causa non imputabile all’esecutore e questi può chiedere la proroga del termine per eseguire la prestazione».
Anticipazione del fondo compensazioni
Riguarda il fondo per le compensazioni alle imprese l’altra misura messa in campo dal governo. Su questo fronte il decreto prevede la possibilità per il ministro delle Infrastrutture di anticipare, per interventi urgenti, fino al 50% del fondo per l’adeguamento dei prezzi istituito con il decreto Sostegni-bis (Dl73/2021) e rifinanziato con l’ultima legge di bilancio. Una misura che punta dunque ad accelerare gli aiuti già previsti alle imprese, con l’obiettivo di «mitigare gli effetti economici derivanti dagli aumenti eccezionali dei prezzi di alcuni materiali da costruzione, nonché dei carburanti e dei prodotti energetici».
Ora bisognerà capire come funzioneranno in concreto queste due soluzioni e soprattutto quale sarà l’accoglienza da parte delle imprese che finora hanno bocciato, giudicandole come largamente insufficienti, le strategie del governo per fronteggiare il caro-materiali in atto da mesi, ora aggravato dalla crisi energetica scoppiata con la guerra in Ucraina.
FONTI Mauro Salerno “Edilizia e Territorio”
