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Caro-materiali, 500 imprese scrivono a Draghi: revisione prezzi automatica o addio opere Pnrr

Le proposte: aggiornamento immediato ei prezzari e una vera clausola di allineamento dei prezzi ai valori di mercato

 

Continuano gli allarmi e le proteste delle imprese per l’ondata di rincari abbattutasi sui cantieri pubblici e privati. Ieri è stata la volta di 500 aziende di costruzione, provenienti da tutta Italia, che si sono autoconvocate a Roma sotto la sigla «I Costruttori», per chiedere al governo interventi urgenti.

In una lettera indirizzata al presidente del Consiglio, Mario Draghi, i costruttori denunciano una media di aumento dei fattori della produzione che va oltre il 35%, giudicando inadeguate le misure poste in essere finora. Provvedimenti, spiegano nel documento, non idonei a far fronte ai rincari e capaci di coprire solo una minima parte degli extracosti. Nel testo rivolto a Palazzo Chigi vengono giudicate insufficienti anche le modifiche normative introdotte, «visto che – si legge – continuano a lasciare le responsabilità in capo alle stazioni appaltanti e ai Rup».

Le imprese hanno denunciato ancora una volta che gli investimenti del Pnrr in corso di programmazione rischiano di non andare a buon fine, con migliaia di opere pubbliche e private destinate a rimanere sulla carta. Costo e reperibilità delle materie prime e delle lavorazioni, totalmente fuori controllo, delineano un quadro nel quale i contratti in corso di esecuzione rischiano di non essere portati a termine, mentre per i nuovi appalti il pericolo concreto è che i cantieri non aprano neppure i battenti.

Da qui una serie di proposte. Per i lavori in corso di esecuzione i costruttori chiedono un “aggiornamento straordinario dei prezzari in uso; l’imposizione di un aggiornamento dei progetti prima dell’affidamento degli applicativi; consentire la risoluzione contrattuale per eccessiva onerosità sopravvenuta, senza sanzioni e/o segnalazioni all’Anac per l’appaltatore; garantire l’esonero da responsabilità per causa di forza maggiore”.

Quanto ai lavori in corso di affidamento le richieste sono due: prevedere un costante aggiornamento straordinario dei prezzari, unitamente all’inserimento nei contratti di «una vera clausola di revisione dei prezzi in linea con le migliori esperienze internazionali».

 

 

FONTI    Mauro Salerno    “Edilizia e Territorio”







 








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