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Caro-materiali, per il nuovo ministro anche la grana delle compensazioni

Il Consiglio di Stato ha bocciato la richiesta di sospensiva contro il ricorso dei costruttori. Porta Pia dovrà ricalcolare i rincari (sottovalutati) di almeno 15 prodotti chiave per i cantieri

 

Va ai costruttori dell’Ance (difesi dallo studio Satta Romano & Associati) anche il secondo round della battaglia contro il ministero delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili sulla sottovalutazione degli aumenti subiti dai materiali edili nel primo semestre del 2021. Il Consiglio di Stato ha infatti rigettato l’istanza cautelare richiesta dal Mims contro la sentenza del Tar che lo scorso giugno (con la sentenza n. 7215/2022) ha bocciato i dati di aumento del prezzo rilevati su 15 prodotti chiave per il mondo delle costruzioni.

Il ministero ha provato a opporre resistenza chiamando in causa il Consiglio di Stato e chiedendo ai giudici di Palazzo Spada di sospendere l’operatività della sentenza che non ha cancellato tutto il valore del decreto, ma ha semplicemente imposto al Mims un supplemento di istruttoria necessario a rifare i calcoli sui 15 materiali nel mirino.

Il Consiglio di Stato non ha accolto la richiesta del Mims. Anzi. Con la sentenza n. 6978/2022, (pubblicata venerdì 14 ottobre) ha spiegato che il pericolo agitato dal ministero (non poter procedere alle compensazioni richieste dalle imprese a causa della sentenza sfavorevole) non sussiste in quanto gli effetti della sentenza non escludono «la transitoria applicazione delle variazioni dei prezzi già accertare, salvo compensazioni in aumento o diminuzione all’esito della definizione nel merito del giudizio».

Con l’uscita di scena del governo Draghi, la questione dunque passerà nelle mani del nuovo ministro. Toccherà lui decidere come procedere tenendo conto che le imprese attendono ancora i rimborsi legati agli eccezionali rincari registrati dai materiali nel primo semestre 2021 e che anche il decreto con l’analoga rilevazione dei prezzi per il secondo semestre dell’anno scorso ha subito la medesima bocciatura da parte del Tar.

 

 

 

FONTI    Mauro Salerno      “Edilizia e Territorio”








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