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Nuovo codice, corsa delle Pa a pubblicare le gare prima della tagliola del 1° luglio

Sotto pressione il portale dell’Anac costretto a rilasciare migliaia di codici al giorno a stazioni appaltanti e imprese

 

Stazioni appaltanti in cosa per evitare la tagliola del 1° luglio. Tra pochi giorni entrerà in vigore il nuovo codice degli appalti con un portato di innovazione che spaventa le amministrazioni e le sta evidentemente spingendo a svuotare i cassetti prima che cali la ghigliottina del Dlgs 36/2023. Restano pochi giorni per bandire le gare affidandosi alle prassi consolidate del Dlgs 50/2016. Poi entreranno in vigore tutte le novità. A partire dalla qualificazione delle stazioni appaltanti che impedirà alle imprese non incluse nell’elenco Anac di mandare in gara opere di importo superiore ai 500mila euro. Senza contare tutte le novità sulla progettazione, il ruolo e i compiti dei Rup, i subappalti, le cause di esclusione, il project fnancing.

Inutile dire che i tre mesi concessi dal governo per acclimatarsi al nuovo regime

(il nuovo codice è stato pubblicato in Gazzetta il 31 marzo, con efficacia rimandata al 1° luglio)

se – ma si tratterebbe di un «se» da scrivere a caratteri cubitali – sono stati effettivamente usati dalle amministrazioni per prendere confidenza con le nuove regole, evidentemente non sono bastati.

Lo dimostra quanto sta accadendo sul portale dell’Anac, autorità deputata a rilasciare i codici Cig (codice identificativo di gara) che le amministrazioni devono chiedere prima di avviare le procedure di affidamento dei contratti, in modo da rendere tracciabili tutte le attività connesse.

Messo sotto pressione il portale rischia di esplodere. Tanto da spingere la stessa Autorità a rilasciare una nota di consigli pratici per il rilascio dei codici alle stazioni appaltanti (Cig) e alle imprese (Passoe).

Dal 12 al 18 giugno, l’Autorità ha generato 8.235 Passoe. Nella settimana in corso ne sono stati rilasciati altri 6.391. Stessa cosa per il rilascio dei Cig. Il 14 giugno, ricostruisce la stessa Anac, sono stati emessi 3.690 Cig. Il giorno dopo sono stati 4.624, il venerdì 16, «generalmente giorno di minore attività lavorativa», sono stati 3. 256.

Per avere idea della caccia al codice scatenatasi tra le amministrazioni basta pensare che il valore medio giornaliero di Cig emessi nel primo trimestre 2023 è di 2.600. Il valore quindi in alcuni giorni è raddoppiato. E nei giorni che ci separano dal 1° luglio la corsa dei funzionari delle Pa a mettere in gara tutto il possibile rischia di accelerare.

Mentre i gruppi social stanno esplodendo di lamentele e richieste di chiarimenti, è la stessa Autorità a evidenziarlo. «Sembra evidente dai numeri, che in vista del nuovo codice le Stazioni appaltanti cerchino di pubblicare gare entro il primo luglio, ma è altrettanto evidente che i sistemi Anac stiano rispondendo all’aumento delle richieste», si legge nella nota che prova a dare anche qualche consiglio pratico ai funzionari pubblici che in questi giorni stanno incontrando parecchie difficoltà a interloquire con le piattaforme gestite dall’Autorità. «Tecnicamente – si legge nella nota pubblicata sul sito dell’Anac – può essere che gli utenti che non riescono ad accedere continuino a vedere sul loro browser la vecchia pagina memorizzata nella cache, anche quando i servizi sono attivi e funzionanti. Ecco alcuni consigli pratici: aggiornate la pagina del browser, pulite la cache, collegatevi alla pagina da un browser diverso». Chissà se basterà.

 

 

FONTI      Mauro Salerno     “Enti Locali & Edilizia”

Categorized: News