Sulla Guce del 3 luglio nessuna procedura pubblicata fa riferimento al Dlgs 36/2023. Bandi «ritardatari» per cira 400 milioni
I bandi di gara ignorano l’entrata in vigore del nuovo codice appalti. Nessun avviso per l’affidamento di lavori o servizi di progettazione (o appalti integrato) pubblicato sull’edizione del 3 luglio della Gazzetta europea contiene un riferimento al Dlgs 36/2023, entrato in vigore il 1 luglio. In tutti i casi le varie procedure scelte dalle stazioni appaltanti si riferiscono al vecchio codice, il Dlgs 50/2016. Si tratta cioè di bandi “ritardatari” che la stazione avrebbe voluto far uscire prima dell’efficacia del nuovo codice dei contratti.
In alcuni casi le gare hanno un importo rilevante. L’appalto di maggior importo è per esempio il bando lanciato da Invitalia in più lotti per lavori e servizi di ingegneria e architettura sulle scuole della Capitale. Gara che vale complessivamente quasi 200 milioni di euro. Sullo stesso numero della Gazzetta c’è anche un secondo appalto di Invitalia, da circa 27 milioni di euro, per un impianto di trattamento rifiuti a Messina. C’è poi l’ appalto integrato da 93,6 milioni di euro lanciato dall’Ente autonomo Volturno di Napoli per l’ammodernamento e potenziamento della linea ferroviaria Benevento-Cancello. Un altro appalto integrato – da 48,3 milioni di euro lo ha mandato in gara l’Università di Pavia, per realizzare un nuovo polo didattico. Stessa cosa nel settore della progettazione. A Udine la direzione regionale dell’Agenzia del Demanio ha mandato in gara un pacchetto di servizi tecnici per quasi 4 milioni di euro per realizzare un nuovo centro polifunzionale per la Polizia nell’ex caserma Cavarzerani.
In tutti questi casi citati gli avvisi sono stati inviati alla Gazzetta europea precedentemente al 1° luglio ma pubblicati in data successiva. In quasi tutti i casi – l’unica eccezione è la gara dell’Ente autonomo Volturno – i documenti di gara sono stati pubblicati sul sito della stazione appaltante negli ultimi giorni di giugno. Le stazioni appaltanti contattate – incluso l’Ente autonomo Volturno – ritengono che i bandi siano pienamente validi. La data dell’invio – spiegano le committenze – dimostra il rispetto del termine da parte della stazione appaltante, a fronte di una data di pubblicazione su cui non si ha pieno controllo. In altri termini, i committenti ritengono che il ritardo della pubblicazione da parte della Gazzetta europea, non può essere imputato alla stazione appaltante.
Dagli affidamenti diretti al Ppp: guida ai momenti spartiacque tra vecchio e nuovo codice
FONTI Massimo Frontera “Enti Locali & Edilizia”
