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Grandi opere, finisce deserta la gara da 1,6 miliardi per il metrò Napoli-Afragola

 

Dopo i rinvii l’ufficialità. Alla base della mancata risposta il progetto considerato non remunerativo. L’episodio getta anche un’ombra sulla capacità produttiva di un settore con pochi big a fronte della mole di progetti Pnrr (e ora anche del Ponte di Messina)

 

Alla fine è andata deserta la maxi-gara da 1,6 miliardi per il progetto e la realizzazione delle linea metropolitana a guida autonoma Afragola-Napoli, con il conseguente rischio di perdita di finanziamenti di una delle opere più attese in Campania. Al termine della scadenza per presentare le offerte per la mega-opera non si è fatta viva alcuna impresa. L’ufficialità è arrivata oggi con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale europea dell’avviso con cui l’Ente autonomo Volturno dichiara chiusa la gara per mancanza di partecipanti.

Evento temuto, ma forse non sorprendente. Il rischio di vedere finire la gara deserta era stato in qualche modo anticipato anche su questo giornale all’indomani dell’ennesimo rinvio della scadenza dei termini di presentazione delle offerte in una procedura ristretta messa in campo un anno fa, ad aprile 2023. Secondo le indiscrezioni, le società invitate a partecipare (circolano i nomi di Webuild e Pizzarotti) avrebbero declinato l’invito a causa di un importo di gara ritenuto non remunerativo a fronte della complessità del progetto.

A parte lo sconcerto dei territori per il rischio di perdere un’opera fondamentale per il collegamento della città con la linea ad alta velocità, l’interrogativo principale riguarda la perdita dei finanziamenti. La scadenza stabilita dal Mit per raggiungere il traguardo dell’aggiudicazione, pena la perdita dei fondi Cipess, fissata al 31 marzo, è trascorsa invano. E ora si insegue la richiesta di una ulteriore proroga di un anno al 31 marzo 2025 o la ricerca di nuove fonti di finanziamento.

È forse la prima volta che una gara di queste portata finisce per cadere nel vuoto. A parte le discussioni sulla mancata remuneratività del progetto a base di gara, l’episodio fa emergere anche una pesante ombra sull’attuale capacità produttiva del settore delle costruzioni di un Paese – presidiato da pochissime, se non da una sola impresa di grandi dimensioni – in passato sempre avaro di grandi cantieri e ora improvvisamente inondato dalla necessità di realizzare in pochissimo tempo gli investimenti del Pnrr, cui in questi mesi si è aggiunto anche il progetto multimiliardario (in euro) del Ponte di Messina. Tanta domanda, scarsissima offerta: la selezione delle occasioni da cogliere è scritta nella legge di mercato.

 

 

FONTI        Mauro Salerno      “Enti Locali & Edilizia”

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