Skip to content
Close
Hit enter to search or ESC to close

Infrastrutture e servizi locali con garanzie pubbliche

 

Al Cipess il piano annuale Sace: 10 miliardi di cui due in cauzioni anche su obbligazioni

 

Il Governo comincia a dare attuazione alla norma dell’ultima legge di Bilancio che introduce le garanzie pubbliche per supportare gli investimenti nell’ambito di infrastrutture, innovazione industriale, transizione ecologia, mobilità sostenibile, adattamento ai cambiamenti climatici e servizi pubblici locali. La norma prevede garanzie pubbliche, per l’80% fornite dallo Stato e per il 20% da Sace, a favore di imprese diverse da Pmi o aziende in difficoltà, per investimenti negli ambiti descritti anche in condizioni di parziale fallimento di mercato. Ieri è stato portato all’approvazione del Cipess il piano annuale di attività per l’anno 2024, visto che la norma prevede l’utilizzo del fondo istituito nel 2020 per le garanzie Sace, pari a 60 miliardi, con impegni assumibili per un anno di 10 miliardi.

Il piano stabilisce la suddivisione tra settori per cui sono stanziabili le garanzie: 4 miliardi per le infrastrutture; per la transizione ecologica 500 milioni; per l’adattamento ai cambiamenti climatici 2 miliardi; un miliardo ciascuno a industria e servizi pubblici locali. Su 10 miliardi, 8 sono destinati a garanzie, 2 sono cauzioni (impegni di firma) a valere anche su obbligazioni. Nel piano annuale si spiega che «all’interno del settore delle infrastrutture Sace interverrà e supporterà le operazioni che mirano a potenziare» infrastrutture come «rete di trasporti in Italia, infrastrutture idriche, e infrastrutture digitali». Nei trasporti «diversi sono i progetti che le imprese stanno valutando con un focus sulle infrastrutture innovative e sostenibili: dalle linee metropolitane alla realizzazione di nuove linee ferroviarie ad alta velocità».

Nelle infrastrutture idriche, Sace interverrà stipulando una convenzione con l’Arera e la Cassa per i servizi energetici e ambientali per individuare su quali investimenti agire. Il documento evidenzia che «si riscontra che l’intera filiera è destinata a usi civili multipli che comprendono, il servizio di trasporto dell’acqua tramite acquedotti, le attività di captazione, trattamento, adduzione, le fognature e la depurazione. L’Italia nell’allegato al Def 2022 ha individuato un fabbisogno complessivo di investimenti per allineare lo stato delle infrastrutture idriche ai migliori standard internazionali pari a circa 12 miliardi di euro. Al fine di assicurare l’efficace attuazione degli interventi a supporto di investimenti per il potenziamento delle infrastrutture idriche, ivi comprese le reti di fognatura e depurazione, in tutto il territorio nazionale e per la tutela della risorsa idrica e dell’ambiente, Sace stipulerà una convenzione con l’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente e con la Cassa per i servizi energetici e ambientali con lo scopo di disciplinare i criteri di individuazione degli investimenti ritenuti prioritari ovvero eleggibili alla fruizione delle garanzie. Complessivamente si stima un coinvolgimento di Sace sulle garanzie per linee di finanziamento di circa 2 miliardi di euro».

L’intervento sugli investimenti legati al Pnrr sarà svolto tramite il sistema delle cauzioni per controgarantire banche e assicurazioni per un massimo di 2 miliardi. Nell’ambito dell’innovazione industriale si valuta il supporto di imprese in aree di ricerca e sviluppo su informatica quantistica, biologia sintetica, scienza dei materiali e realtà virtuale aumentata. In questo ambito gli impegni possono ammontare a 1,5 miliardi. Nel macrosettore industria, Sace supporterà gli investimenti per sviluppo dei processi produttivi basati su tecniche tradizionali e relativi alle aziende dei principali settori manifatturieri italiani (un miliardo l’impegno per l’anno). Il documento afferma che «saranno attivati approcci di filiera e programmi di sviluppo di investimenti con singole grandi imprese italiane (ad esempio: Acea, Webuild, Ghella eccetera)». E ancora: «ad oggi sono stati individuati oltre 3.500 gruppi su cui poter attivare sia la rete commerciale sia le reti bancarie con cui si intende stipulare accordi di partnership/collaborazione».

 

 

FONTI     Laura Serafini     “Enti Locali & Edilizia”

Categorized: News