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Polizze fideiussorie, l’Anac rimprovera Veneto Strade: verificare sempre la validità

A distanza di pochi mesi l’Anticorruzione torna a occuparsi delle verifiche sulle polizze fideiussorie, raccomandando sempre di chiedere una conferma ai garanti

 

Appena lo scorso 10 aprile l’Anac aveva “pizzicato” una stazione appaltante che non aveva effettuato un adeguato controllo sulla polizza fideiussoria per un appalto di oltre un milione di euro. A distanza di poco più di due mesi, l’Autorità guidata da Giuseppe Busia ha rimproverato per la stessa cosa una stazione appaltante di maggiori dimensioni e per un appalto di importo ben più elevato dei precedenti. Con il provvedimento n.4180/2023 del 24 giugno scorso, appena pubblicato sul sito, l’Autorità ha contestato a Veneto Strade di non avere effettuato le opportune verifiche su una polizza fideiussoria emessa a favore di un operatore economico aggiudicatario dell’appalto da oltre 19,5 milioni di euro per la realizzazione di una galleria nel bellunese.

Sia la polizza fideiussoria (cui è seguita una anticipazione di oltre 5,35 milioni di euro), sia il relativo atto di coobbligazione della impresa di assicurazioni – peraltro entrambi autenticati da un notaio – sono risultati falsi. I documenti falsi risultavano rilasciati da una società emettitrice con sede in Finlandia, abilitata a operare in Italia in regime di libera prestazione di servizi. Insospettita da un comunicato dell’Ivass sul rischio di polizze fideiussorie false proprio a nome di quella società, una impresa consorziata al consorzio aggiudicatario, ha effettuato una verifica con la società emettitrice. Avuta conferma della falsità dei documenti, ha sporto denuncia, facendo emergere il caso. Ne è seguita la revoca dell’appalto, la richiesta di restituzione dell’anticipazione e l’esclusione dal consorzio dell’impresa garantita. Ma la responsabilità maggiore è in capo alla committenza. «L’operato della stazione appaltante – scrive l’Autorità – non risulta conforme a quanto previsto dal Codice Appalti vista la non adeguatezza delle verifiche, propedeutiche all’erogazione dell’anticipazione, risultate prive dei necessari approfondimenti, in ordine alla idoneità della polizza fideiussoria, volte ad assicurare l’operatività della garanzia, per la salvaguardia dell’interesse pubblico».

La leggerezza dimostrata dalla stazione appaltante appare ancora più colpevole se si considera che una prima basilare verifica avrebbe richiesto solo pochi clic. «La consultazione del sito Ivass – scrive infatti l’Anac – avrebbe consentito alla Stazione appaltante di rilevare la mancanza di veridicità della predetta polizza fideiussoria o quanto meno di far emergere fondati sospetti in merito alla bontà del documento, che avrebbero dovuto indurla ad attivare ogni opportuno riscontro in merito alla veridicità del documento». «L’azione della Veneto Strade spa – ribadisce l’Autorità – è stata permeata da una certa superficialità per la mancata consultazione del sito dell’Ivass, peraltro del tutto agevole. Ciò ha indotto l’erogazione di un’ingente somma di denaro a titolo di anticipazione, in assenza delle tutele previste dalla legge». In ogni caso, la verifica on line con l’Ivass è solo il primo passo. Il controllo – precedente all’erogazione dell’anticipazione – deve sempre passare anche attraverso il riscontro diretto con la società emettitrice della garanzia.

«La mancata adozione di tutte le opportune cautele nella valutazione delle polizze fideiussorie offerte a garanzia della anticipazione – ribadisce l’Autorità – rientra tra i doveri di diligenza, prudenza, perizia, imparzialità e buona condotta che i pubblici dipendenti sono tenuti ad osservare, nel caso di specie rimasti inosservati». In questi casi, la raccomandazione è sempre la stessa: attenersi alle indicazioni contenute nel comunicato congiunto Banca d’Italia, Ivass, Anac e Acgm del 28 maggio 2020 per la verifica della genuinità della polizza. Pertanto, conclude l’Anticorruzione, «le stazioni appaltanti devono verificare sempre la validità delle polizze fideiussorie prima di erogare ogni anticipo così da evitare l’acquisizione di polizze rilasciate da soggetti abusivi, o contraffatte. Questo va fatto non solo attraverso la consultazione del sito dell’Ivass, ma anche mediante la richiesta diretta alle singole società assicurative che hanno rilasciato la polizza fideiussoria».

 

 

FONTI    Massimo Frontera    “Enti Locali & Edilizia”

Categorized: News