Una circonvallazione ferroviaria allontanerà il traffico dei treni merci dal centro città Per la Regione dal Pnrr 1,3 miliardi di risorse per digitalizzazione, salute, mobilità sostenibile e turismo
Manca solo l’ultimo passaggio formale in Conferenza dei servizi: per Trento si avvicina la realizzazione di un progetto che, in prospettiva, è destinato a sanare una frattura storica, quella segnata dalla ferrovia che attraversa la città e che ha comportato la perdita del rapporto con il proprio fiume. Il progetto di circonvallazione ferroviaria, ormai vicino al varo, punta innanzitutto ad allontanare i treni merci dal centro città, che con l’apertura del tunnel di base del Brennero saranno più lunghi e numerosi di quelli attuali. Inoltre la circonvallazione ferroviaria pone le condizioni per interrare la ferrovia cittadina e recuperare così lo spazio finora occupato dai binari – 16 ettari su una lunghezza di 2,5 chilometri – e per creare un grande parco lineare, che dal nuovo quartiere delle Albere, progettato da Renzo Piano, arriva fino alla rotatoria di Nassirya, simile come concezione all’High line realizzata a New York proprio sul sedime di una ferrovia in disuso. È il fiore all’occhiello di un programma più ampio che porterà Trento al 2030.
Ripresa e resilienza
Le risorse complessive del Pnrr per il Trentino ammontano a 1,3 miliardi, per 51 investimenti e riforme da attuare entro il 2026. Giovani, parità di genere e riduzione del divario di cittadinanza sono le priorità condivise, e sei le misure individuate: digitalizzazione, innovazione e competitività, cultura e turismo; rivoluzione verde e transizione tecnologica; infrastrutture per la mobilità sostenibile, istruzione e ricerca, coesione e inclusione, salute. Per favorire il confronto e il coordinamento nella realizzazione degli interventi del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) e del Piano nazionale per gli investimenti complementari (Pcn) la Giunta provinciale, su proposta dell’assessore allo sviluppo economico, ricerca e lavoro Achille Spinelli, ha istituito un Tavolo permanente di confronto composto dai rappresentanti provinciali, delle parti sociali e degli enti locali con funzioni consultive, di verifica dello stato di attuazione dei progetti realizzati nel territorio provinciale.
Ricucire la città
La Missione 3 riguarda un tema centrale: la mobilità. Il Piano mette a disposizione 930 milioni per interventi sull’alta velocità Verona- Brennero e la Tangenziale ferroviaria di Trento. La circonvallazione di Trento è l’unica della linea Fortezza-Verona che rientri nel Pnrr, ed è uno dei primi 10 per valore: sono 13 chilometri prevalentemente in galleria sotterranea. È uno dei tre lotti della linea di accesso sud alla galleria di base del Brennero sull’asse europeo Monaco-Verona (gli altri due sono la circonvallazione di Bolzano e la linea Bronzolo-Trento Nord da realizzare successivamente). L’opera consente la realizzazione di un’idea inseguita dall’inizio degli anni 2000, con il Prg coordinato dal professor Busquets, che aveva pensato di interrare i binari nella zona centrale per ricucire il territorio cittadino. L’occasione, irripetibile, è di poter deviare temporaneamente anche i treni passeggeri sulla nuova circonvallazione merci, per poter lavorare sull’interramento del tratto cittadino della ferrovia storica e sulla realizzazione della nuova stazione ipogea. È inoltre in programma la realizzazione del NorduS, un sistema di collegamento veloce tra nord e sud e la trasformazione dell’attuale stazione in un centro aperto a servizi e attività commerciali. L’obiettivo è ottenere tutti i pareri entro i primi mesi del 2022, per poi appaltare la circonvallazione ferroviaria e dare incarico per la redazione del progetto esecutivo entro la fine del 2022.
Obiettivo salute
Fra gli ambiti in cui agisce il Pnrr c’è il fronte più colpito dalla pandemia e dalla necessità di ripensare i punti chiave: la Giunta provinciale di Trento ha approvato il Pop – Piano operativo provinciale, che individua gli interventi della cosiddetta Missione 6 del Piano. Nel dettaglio la Missione Salute prevede due componenti: la prima riguarda le Reti di prossimità e le strutture di telemedicina per l’assistenza sanitaria territoriale, la seconda l’innovazione, la ricerca e la digitalizzazione del Servizio sanitario. Fra gli obiettivi potenziare l’assistenza territoriale, allineando i servizi ai bisogni delle comunità e dei pazienti anche alla luce delle criticità emerse durante l’emergenza, rafforzare i servizi sanitari di prossimità e i servizi domiciliari, sviluppare la telemedicina avanzata. Un capitolo a parte è rivolto all’ammodernamento delle strutture tecnologiche e digitali esistenti e al rafforzamento delle competenze del personale e alla formazione. In totale il Pop prevede una spesa pari a 68milioni di cui oltre 64 derivanti dal Pnrr.
FONTI Barbara Ganz “Edilizia e Territorio”
