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Adeguamento prezzi, al via contenzioso su tre maxi-gare Rfi per 4,7 miliardi

Circonvallazione di Trento, Av Salerno-Reggio e Catania-Palermo: i ricorsi presentati al Tar Lazio dai consorzi Xenia, Tridentum e Triscelio 3 (tutti a guida Webuild) sono stati indirizzati a Tar competenti per territorio

 

Rete Ferroviaria Italiana dovrà fronteggiare tre conteziosi “pesanti” promossi da tre consorzi affidatari di tre maxi appalti, in tutti e tre i casi guidati da Webuild. La contestazione muove dal rifiuto di accogliere le richieste di adeguamento dei prezzi presentate alla stazione appaltante. La notizia emerge da tre ordinanze “gemelle” del Tar Lazio, pubblicate lo scorso 23 maggio, con le quali il Tar Lazio – cui era stato presentato il ricorso, dichiara la sua incompetenza territoriale, invitando i ricorrenti a rivolgersi ai tre diversi Tar territorialmente competenti. Per il ricorso presentato dal consorzio Tridentum per il “Lotto 3A, Circonvallazione di Trento, del quadruplicamento della linea ferroviaria Fortezza-Verona” è stato indicato il Tar Trento. Per il ricorso presentato dal consorzio Triscelio 3 per l’appalto integrato della “Direttrice ferroviaria Messina–Catania–Palermo, Nuovo Collegamento PA–CT. Lotto 3: Tratta Lercara Dir.–Caltanissetta Xirbi” è stato indicato il Tar Sicilia. Per il ricorso presentato dal Consorzio Xenia per l’appalto integrato della “AV/AC Salerno-Reggio Calabria – lotto 1a Battipaglia-Romagnano e interconnessione con la linea storica Battipaglia-Potenza” è stato indicato il Tar Campania.

Tutti i consorzi, come si diceva sono guidati dal numero uno delle costruzioni in Italia, e includono altre imprese. Più precisamente, nel Consorzio Xenia con Webuild, ci sono Ghella, Pizzarotti e TunnelPro. Al Consorzio Tridentum (55%) partecipano Ghella (35%) e Collini (10%). Infine, nel Consorzio Triscelio 3 figurano anche Ghella, Pizzarotti, Selioverseas e Tunnelpro.

Dalle ordinanze non emerge la quantificazione delle richieste monetarie. Certo è che non si tratta di numeri piccoli. I ricorrenti hanno chiesto l’adeguamento dei prezzi ai sensi del decreto legge aiuti (n.50/2022). E hanno chiesto anche «l’accertamento del diritto» di beneficiare della clausola della revisione prezzi definita dal Decreto legge 4/2022. Più in particolare si chiede la «declaratoria dell’obbligo di Rete Ferroviaria Italiana S.p.A. di inserire nel contratto per cui è causa la clausola revisionale di cui all’art. 29 co. 1 lett. a) del D.L. 4/2022, con espressa condanna a carico della stessa di procedere al relativo adempimento, previa occorrenda declaratoria di nullità delle clausole negoziali, in particolare dell’art. 9 della Convenzione e degli eventuali atti negoziali inter partes, anche successivi, nella parte in cui non prevedono la clausola revisionale». In tutti i casi si cita un ordine di servizio della direzione lavori (affidata a Italferr) contraria al riconoscimento delle somme.

Gli appalti sono enormi: Il lotto mandato in gara da Rfi nel Nord-est per la Fortezza Verona affidato a Tridentum vale oltre 934 milioni di euro (valore contrattuale, rispetto all’importo del bando di oltre 977 milioni di euro). L’appalto vinto dal consorzio Xenia per l’Alta Velocità Salerno-Reggio Calabria vale 2,039 miliardi di euro (valore contrattuale rispetto all’importo del bando di 2,165 miliardi). Infine, l’appalto integrato per la Messina-Catania-Palermo affidato al consorzio Triscelio 3 vale oltre 1.772 miliardi di euro (valore complessivo indicato nel bando di gara).

Le ordinanze del Tar Lazio: Consorzio Triscelio 3Consorzio XeniaConsorzio Tridentum

 

 

 

FONTI          Massimo Frontera     “Enti Locali & Edilizia”

Categorized: News