Il ruolo che l’intelligenza artificiale avrà già nel prossimo futuro viene descritto da alcuni progetti presenti nella mostra
Un robot che oscilla sopra una rete di tondini, sospeso in aria, come potrebbe accadere se stesse lavorando su uno spazio verticale troppo pericoloso per un umano.
È una delle immagini che descrivono meglio «Construction futures», il progetto speciale della Biennale di architettura di Venezia sostenuto da Fondamentale, l’iniziativa che raggruppa 12 sigle della filiera delle costruzioni: imprese, grandi e piccole, artigiani, cooperative e sindacati (Ance, Anaepa Confartigianato edilizia, Cna costruzioni, Fiae Casartigiani, Claai, Confapi Aniem, Agci produzione e lavoro, Confcooperative lavoro e servizi, Legacoop produzione e servizi, Feneal Uil, Filca Cisl, Fillea Cgil) insieme agli enti bilaterali del settore, Formedil e Sanedil.
Il ruolo che l’intelligenza artificiale avrà già nel prossimo futuro in edilizia viene descritto da alcuni progetti, presenti nella mostra, curati da alcune tra le più prestigiose università del mondo: il Mit di Boston, l’Eth di Zurigo, il Politecnico di Torino, la Tongji university di Shanghai.
Così, oltre a osservare i movimenti del robot volante, è possibile testare le reazioni di due umanoidi che rispondono con danza e musica agli stimoli dei passanti, esplorando così le potenzialità di interazione, anche in altri ambiti, tra uomo e intelligenza artificiale. Mentre un altro umanoide smonta e ricostruisce mosaici, rappresentando quello che potrebbe essere il futuro dell’artigianato. Tutte queste installazioni acquisiranno informazioni nel corso dell’esposizione, migliorando giorno dopo giorno.
Nel frattempo, a pochi passi, si terranno incontri pubblici che andranno avanti fino a novembre. «Bisogna scegliere se essere architetti o vittime del futuro. È importante sperimentare le tecnologie, capirne i limiti ma anche dove ci possono portare», ha detto il curatore di questa edizione della Biennale, Carlo Ratti. Una visione condivisa dalla presidente di Ance, Federica Brancaccio che ha parlato di «processo da governare» con alcune applicazioni immediate, come la sicurezza: «Alcuni lavori, quelli più rischiosi – racconta -, potranno essere svolti nel giro di poco da umanoidi».
Ma c’è anche il controllo sulle situazioni di pericolo e sull’avanzamento dei cantieri. Con un paletto, illustrato da Antonio Di Franco, segretario generale Fillea Cgil: «Noi non vediamo una sostituzione degli operai ma l’uso di tecnologie al servizio di un lavoro diverso»
FONTI Giuseppe Latour “Enti Locali & Edilizia”
