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Appalti, le maxiopere ferroviarie fanno impennare i lavori: +14,7% nel 2020

Cresme Europa Servizi: crolla l’edilizia sanitaria dove sono state indette 694 procedure (-15,9%) per 1,669 miliardi (-25,5%)

Il mercato dei lavori pubblici risale la china grazie ai maxi bandi ferroviari. La spinta di novembre riguarda però solo i valori degli appalti visto che il numero di procedure è in calo rispetto a 12 mesi fa. Con questi ultimi risultati, da gennaio a novembre l’osservatorio Cresme Europa Servizi ha rilevato 19.556 gare (-7,3%) per un valore di 36,261 miliardi (+14,7%), di cui un terzo promossi proprio nel settore delle ferrovie.

Le amministrazioni comunali hanno pagato più di tutti il lockdown causato dall’emergenza sanitaria: pur rimanendo in testa nella graduatoria degli enti locali per numero di lavori promossi (10.891), rallentano sia per la quantità (-11,8%) che per gli importi (5,49 miliardi, -6,6%).
Il boom delle ferrovie emerge dai 395 appalti (+216%) per 13,253 miliardi (+199,6%) e dalla lista dei maxi avvisi di novembre aperta dal secondo lotto funzionale Hirpinia-Orsara della Napoli-Bari da 1,273 miliardi e dove spiccano anche i quattro accordi quadro per gli interventi di rinnovo dell’armamento per un importo di oltre 2,1 miliardi.
Più bandi, ma meno ricchi invece per l’Anas che ha mandato in gara nel corso dell’anno 471 opere (+7,5%) per 2 miliardi (-33,1%). Crolla invece l’edilizia sanitaria dove sono state indette 694 procedure (-15,9%) per 1,669 miliardi (-25,5%).

Tornano a correre le grandi opere oltre i 50 milioni: in 11 mesi sono state 63 (+18,9%) per 13,421 miliardi (+5%). In rialzo anche le classi tra 5 e 50 milioni, mentre i segni negativi per i tagli piccoli fino a 500mila euro (-4%) e per i lavori tra uno e cinque milioni (-10%).

FONTI: Alessandro Lerbini  Edilizia e Territorio

Categorized: News