Pnrr e lo “svuota cassetti” prima dell’entrata in vigore del nuovo codice protagonisti del boom. Ma a luglio è già frenata di gare con le regole del dlgs 36/2023
Numeri record mai visti nel mercato italiano dei bandi sulla spinta di Pnrr e nuovo codice appalti che ha generato nella pubblica amministrazione l’effetto di “svuota cassetti” prima del 30 giugno. Nuove regole che però, fisiologicamente, stanno provocando a luglio un blocco di procedure vista la scarsità di gare promosse con il dlgs 36/2023 (a partire dalla Gazzetta europea).
Il primo semestre del 2023 dei lavori pubblici passerà alla storia: secondo i dati dell’osservatorio Cresme Europa Servizi da gennaio a giugno sono stati promossi 14.886 bandi per un valore di 55,103 miliardi, pari a un incremento del 46,1% per il numero e del 113,9% per i valori rispetto allo stesso periodo del 2023.
Proprio il mese di giugno risulta essere il più “prolifico”, con 4.442 procedure per 23,831 miliardi, nuovo record che va a superare quello precedente di dicembre 2022 quando erano stati indetti 4.421 avvisi per 20,756 miliardi.
Le amministrazioni comunali hanno conquistato il primo posto tra gli enti appaltanti con 7.780 gare (+49,6% rispetto al primo semestre 2022) per 11,716 miliardi (+259%). Seguono i gestori di reti, infrastrutture e servizi pubblici locali con 1.608 appalti (+69,8%) per 9,258 miliardi (+216%), le ferrovie con 179 bandi (+371%) per 7,889 miliardi (+159%) e l’Anas, che passa dai 101 avvisi per 80 milioni del primo semestre 2022 a 268 per 4,556 miliardi di quest’anno (rispettivamente +165% e +5.532%).
Crescita in valore a tre cifre anche per regioni (1,927 miliardi, +352%), province (1,782 miliardi, +157%) ed edilizia sanitaria (1,988 miliardi, +230%).
La conferma che il boom del mercato sia prodotto dal Pnrr è dimostrato dal dato delle grandi opere: la metà dei 55 miliardi andati in gara nel 2023 riguarda i bandi oltre i 50 milioni (151, +104%) che hanno totalizzato da soli 27,884 miliardi (+111%). La crescita ha riguardato tutte le fasce d’importo (con impennate di numeri e valori tra uno e 50 milioni) a esclusione dei piccoli bandi fino a 150mila euro ormai fuori dal radar delle pubblicazioni.
Nel primo semestre 2023 la classifica delle regioni premia la Campania con 6,957 miliardi che precede la Lombardia con 6,448 miliardi, Piemonte (5,812 miliardi), Lazio (4,523 miliardi) e Puglia (4,294 miliardi).
FONTI Alessandro Lerbini “Enti Locali & Edilizia”
