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Cantiere codice appalti, semplificazione del sottosoglia, stretta sul massimo ribasso e disciplina dell’appalto integrato

 

Sono alcune delle novità normative previste dal ddl delega sulla riforma del codice appalti esaminato dal Consiglio dei ministri

 

Qualificazione delle stazioni appaltanti con forte riduzione numerica»; «massima semplificazione» per affidare lavori servizi e forniture di importo sotto la soglia Ue; significativa riduzione e certezza dei tempi» per le procedure di gara; «revisione e semplificazione» delle norme su programmazione, localizzazione e dibattito pubblico relativo alle opere; «revisione e semplificazione» della qualificazione delle imprese; «riduzione degli automatismi nella valutazione delle offerte»; riduzione dei livelli di progettazione; «forte incentivo» per il ricorso a Pf, dialogo competitivo procedure negoziate con bando; regolamentazione dell’appalto integrato; «razionalizzazione» delle regole sugli appalti dei concessionari; «razionalizzazione» dei premi e sanzioni sull’esecuzione dei contratti; «estensione e rafforzamento» delle soluzioni extragiudiziali in caso di contenzioso; «razionalizzazione» annunciata per il Consiglio dei lavori pubblici.

Sono questi i principali capitoli di intervento sul codice degli appalti che si trovano elencati nell’articolo unico del Ddl delega che il governo ha preparato in vista della riforma del codice degli appalti. Una revisione “profonda” come annunciato ministro delle Infrastrutture che appunto viene abbozzata nelle 19 voci che descrivono sommariamente il campo di intervento, gli obiettivi da raggiungere e, in alcuni casi, anche la strada per raggiungerli.

Il principio guida dell’aderenza alle norme comunitarie viene richiamato più volte e fin dall’inizio; e si farà sentire anche nella stesura del regolamento. Il perseguimento degli obiettivi di semplificazione, si legge nel testo del governo, avverrà in «stretta aderenza alle direttive europee, mediante l’introduzione o il mantenimento di livelli di regolazione corrispondenti a quelli minimi richiesti dalle direttive stesse, al fine di assicurare l’apertura alla concorrenza e al confronto competitivo fra gli operatori dei mercati dei lavori, dei servizi e delle forniture, nonché assicurare una drastica riduzione e razionalizzazione delle norme in materia di contratti pubblici, con ridefinizione del regime della disciplina secondaria, ove necessario».

Sulle stazioni appaltanti l’intenzione è di ridefinire e rafforzare «la disciplina in materia di qualificazione delle stazioni appaltanti, al fine di conseguirne la loro forte riduzione numerica, nonché l’accorpamento e la riorganizzazione delle stesse e introduzione di forti incentivi all’utilizzo delle centrali di committenza e delle stazioni appaltanti ausiliarie per l’espletamento delle gare pubbliche, e potenziamento della qualificazione e della specializzazione del personale operante nelle stazioni appaltanti».

La nuova disciplina del sottosoglia per lavori servizi e forniture dovrà essere perseguito «nel rispetto dei principi di trasparenza e di concorrenzialità». Attenzione anche a specifiche clausole sociali e ambientali da prevedere nei bandi di gara, per il cui inserimento sarà però prevista per le stazioni appaltanti facoltà oppure obbligo «tenendo conto della tipologia di intervento e nel rispetto dei principi dell’Unione europea». Gli obiettivi sono: «promuovere la stabilità occupazionale del personale impiegato» e «garantire l’applicazione dei contratti collettivi nazionali e territoriali di settore, tenendo conto, in relazione all’oggetto dell’appalto e alla prestazioni da eseguire, di quelli stipulati dalle associazioni dei datori e dei prestatori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale» e, infine, «promuovere le pari opportunità generazionali e di genere».

Sul fronte delle imprese, come anticipato dal ministro delle Infrastrutture, ci saranno misure per semplificare la vita agli operatori economici. L’obiettivo è la «significativa riduzione e certezza dei tempi relativi alle procedure di gara, alla stipula dei contratti, alla realizzazione delle opere pubbliche». Come? puntando sulla «piena digitalizzazione e informatizzazione delle procedure» ma anche con il «superamento dell’Albo nazionale dei componenti delle commissioni giudicatrici» e rafforzando la «specializzazione professionale dei commissari all’interno di ciascuna amministrazione». Ci sarà una «riduzione degli oneri documentali ed economici a carico dei soggetti partecipanti». Si promettono anche snellimenti anche sul pagamento di acconti, corrispettivi e Sal.
Interventi normativi anche in materia di programmazione e localizzazione delle opere pubbliche. In questo caso, semplificazioni e revisioni non hanno come unico e principale scopo quello di tagliare i tempi ma di «rendere le relative scelte maggiormente rispondenti ai fabbisogni della comunità, e più celeri e meno conflittuali le procedure finalizzate al raggiungimento dell’intesa fra i diversi livelli territoriali coinvolti nelle stesse».

L’«eventuale riduzione dei livelli di progettazione» è prevista nel capitolo che intende perseguire la «significativa semplificazione delle procedure relative alla fase di approvazione dei progetti in materia di opere pubbliche». Snellimenti annunciati anche nelle procedure di verifica e validazione dei progetti. Per il Consiglio superiore dei lavori pubblici il governo si riserva una «razionalizzazione dell’attività e della composizione».

Come per le stazioni appaltanti, anche sul fronte dell’offerta si annunciano interventi di revisione e semplificazione sul «sistema di qualificazione generale, valorizzando criteri di verifica formale e sostanziale delle capacità realizzative, delle competenze tecniche e professionali, del rispetto della legalità, ivi comprese delle disposizioni relative alla tutela del lavoro e quella in materia di prevenzione e contrasto della discriminazione di genere, nonché delle attività effettivamente eseguite, anche attraverso l’utilizzo di banche dati a livello centrale che riducano le incertezze in sede di qualificazione degli operatori nelle singole procedure di gare».

Sui criteri e procedure di aggiudicazione si interverrà riducendo gli «automatismi nella valutazione delle offerte, anche in relazione alla verifica delle offerte anomale». Per l’applicazione del criterio del massimo ribasso ci sarà una «tipizzazione dei casi in cui le stazioni appaltanti possono ricorrere». Quanto all’oggetto del contratto, l’appalto integrato sarà meglio precisato con l’«individuazione delle ipotesi in cui le stazioni appaltanti possono ricorrere all’affidamento congiunto della progettazione e dell’esecuzione dei lavori».
Si cercherà anche di incoraggiare forme di negoziazione alternative al classico bando, attraverso un «forte incentivo al ricorso a procedure flessibili, quali il dialogo competitivo, il partenariato per l’innovazione e le procedure negoziate con bando, per la stipula di contratti pubblici complessi e di lunga durata, nel rispetto dei principi di trasparenza e di concorrenzialità». In questa prospettiva si cercherà di rendere le procedure del ppp e della finanza di progetto «effettivamente attrattive per gli investitori professionali”, oltre che per gli operatori del mercato delle opere pubbliche, garantendo la trasparenza e la pubblicità degli atti». Intervento ampio sui concessionari, con applicazione delle norme che ci arrivano dall’Europa: «divieto di proroga dei contratti di concessione, fatti salvi i principi europei in materia di affidamento in house, e razionalizzazione della disciplina sul controllo degli investimenti dei concessionari e sullo stato delle opere realizzate, fermi restando gli obblighi dei concessionari sulla corretta e puntuale esecuzione dei contratti, prevedendo sanzioni proporzionate all’entità dell’inadempimento, ivi compresa la decadenza in caso di inadempimento grave».

Sempre per gli appalti promossi dai concessionari si annuncia «una disciplina specifica per i rapporti concessori riguardanti la gestione di servizi e, in particolare, dei servizi di interesse economico generale». Giro di vite su tempi e contenziosi, con interventi sulla «disciplina concernente i meccanismi sanzionatori e premiali finalizzati a incentivare la tempestiva esecuzione dei contratti pubblici da parte dell’aggiudicatario, anche al fine di estenderne l’ambito di applicazione» ed «estensione e rafforzamento dei metodi di risoluzione delle controversie alternativi al rimedio giurisdizionale, anche in materia di esecuzione del contratto». Annunciata, infine, una regolamentazione di appalti e contratti segretati.

I tempi? «Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della legge – ricorda il ministero delle Infrastrutture – il Governo dovrà adottare uno o più decreti legislativi sulla disciplina dei contratti pubblici».

 

Link utili

IL TESTO DEL DDL DELEGA DI REVISIONE DEL CODICE APPALTI APPROVATO DAL CDM

 

 

FONTI : Massimo Frontera  “Edilizia e Territorio”























 














 

 

 

 











Categorized: News