Non solo risorse nel provvedimento annunciato da Draghi: saranno velocizzate le compensazioni
Governo già al lavoro sul decreto legge di fine mese da 5 miliardi annunciato ieri dal premier Mario Draghi. Sulla questione scottante degli extracosti delle opere pubbliche, il ministro delle Infrastrutture, Enrico Giovannini, sta lavorando con il ministro dell’Economia, Daniele Franco, non solo per recuperare i fondi necessari a pagare le compensazioni per le opere in corso e quelli necessari per ampliare il quadro economico delle opere da mettere ancora in gara, ma anche per modificare le norme sulle compensazioni (opere in corso) e sulla revisione prezzi (opere da appaltare). In entrambi i casi l’obiettivo del ministro è rendere più veloci i pagamenti alle imprese, come ha esplicitamente scritto nella circolare alle stazioni appaltanti vigilate dal ministero martedì scorso. Le modifiche legislative interverranno dove la circolare non è sufficiente e soprattutto per definire un meccanismo che sia ancora più veloce.
Prima di scrivere le misure da inserire nel decreto legge, Giovannini attende le proposte dell’Istat sulle metodologie per calcolare gli scostamenti di prezzo sui principali materiali. Nei giorni scorsi, era stato firmato il decreto Mims che definiva gli aumenti relativi al secondo semestre 2021 (per il tabellone completo dei 54 materiali aumentati oltre l’8% si veda il Sole 24 Ore di ieri o il sito www.ilsole24ore.com).Mercoledì Giovannini era stato esplicito sulla volontà di intervenire ancora per sostenere gli sforzi delle imprese. «Per i progetti che sono a valere sui contratti in essere – aveva spiegato il ministro – abbiamo già assegnato delle risorse per aggiornare i contratti e contiamo di intervenire ancora per evitare che le opere si blocchino. Mentre per le nuove gare – aveva continuato il ministro – è chiaro che si partirà dai prezzi di mercato e quindi certamente costeranno di più: il Governo è pronto a mettere le risorse aggiuntive su questi progetti perché l’impegno alla realizzazione del Pnrr è assolutamente prioritario».
Giovannini aveva anticipato i «nuovi interventi» dopo l’approvazione del Def che lo stesso Documento di economia e finanza e l’intervento del premier mercoledì sera avevano confermato. «Il Governo farà nuovi interventi perché la realizzazione delle opere del Pnrr è assolutamente una priorità», aveva concluso Giovannini. Per il decreto legge di fine aprile, il Def indica altri tre campi di intervento: contenimento dei prezzi di carburanti ed energia, aumento dei fondi per le garanzie sul credito, altre misure «per assistere i profughi ucraini e per alleviare l’impatto economico del conflitto sulle aziende italiane».
FONTI Giorgio Santilli “Edilizia e Territorio“
