Sono 2.913 gli appalti che potranno beneficiare del fondo per il rimborso degli extracosti delle opere pubbliche
Sono 2.913 gli appalti per i quali le rispettive stazioni appaltanti hanno chiesto e ottenuto l’accesso al fondo per compensare esattamente 458.441.797,74 euro di extracosti dovuti agli incrementi di prezzo dei materiali da costruzione impiegati nella realizzazione di opere pubbliche. La lunga lista – distinta per singolo intervento – si legge nel decreto appena pubblicato dal Mit e non include le istanze che per vari motivi non sono state ammesse, che portano a quasi tremila (esattamente 2.961) il totale delle richieste. Le amministrazioni richiedenti sono tutte quelle che hanno inviato l’istanza nella “finestra” temporale di luglio 2023. Si tratta della secondo periodo utile previsto dal quadro di norme sulla compensazione dei prezzi. Le prossime istanze potranno essere inviate per tutto il mese di ottobre (dal 1° al 31) e poi ancora nel primo mese del prossimo anno (dal 1° al 31 gennaio 2024). Dalla lunga lista delle domande ammesse sono state escluse 2 istanze (annullate in sede di istruttoria) e poi 46 istanze inviate oltre la scadenza. Domande, queste ultime, che le stazioni appaltanti possono ripresentare – se già non lo hanno fatto – entro la fine di questo mese.
La possibilità di accedere al fondo riguarda una vasta platea di stazioni appaltanti e tipologia di opere: tutti i Sal eseguiti, contabilizzati o annotati nel 2023, relativamente agli appalti aggiudicati sia entro il 31 dicembre 2021, sia nel corso del 2022 (inclusi appalti per general contractror e accordi quadro). Poi ci sono tutti gli appalti mandati in gara da società pubbliche (principalmente da Rfi e Anas) e poi ancora tutti gli appalti in corso affidati a general contractor da Ferrovie e Anas, «per i quali si applica un incremento del 20% agli importi delle lavorazioni eseguite e contabilizzate dal direttore dei lavori dal 1° gennaio 2022 fino al 31 dicembre 2023». Le somme richieste hanno una oscillazione amplissima. Si va dai 68 euro di una gara di Gaia Spa fino ai quasi 15,5 milioni di un appalto Rfi; ma la gran parte delle istanze riguarda somme di poche centinaia o poche migliaia di euro: le istanze per somme oltre il milione di euro sono rarissime. In cinque casi, l’esito delle istruttoria ha portato a calcolare somme da compensare pari a zero. Il decreto informa che, complessivamente, le somme effettivamente disponibili nel capitolo 7007 (“Fondo per la prosecuzione delle opere pubbliche”) ammontano a poco più di 50 milioni per il 2022 (cassa) e a quasi 763,8 milioni per il 2023.
FONTI Massimo Frontera “Enti Locali & Edilizia”
