In Gazzetta Ufficiale il decreto Mit con le misure attuative del Fondo previsto dal Dl Aiuti, prorogato con lo stanziamento di altri 300 milioni (più altri 100 per il 2026) con l’ultima legge di Bilancio
Arrivano le istruzioni del ministero delle Infrastrutture per permettere a imprese e stazioni appaltanti di accedere ai contributi del Fondo per la prosecuzione delle opere pubbliche, destinati a coprire gli aumenti eccezionali dei costi di materiali e carburanti nei cantieri. Il decreto (8 maggio 2025), firmato dal ministro Salvini, è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 125 del 31 maggio 2025. Un provvedimento molto atteso dalle imprese, che durante la gestazione della scorsa legge di Bilancio avevano chiesto a gran voce la proroga della speciale disciplina sull’aggiornamento dei prezzi, contenuta nell’articolo 26 del Dl Aiuti (Dl 50/2022) anche nel 2025, consentendo la compensazione degli extra-costi relativi ai lavori eseguiti o contabilizzati nel corso di quest’anno. Alla fine, quella proroga, invocata per scongiurare il blocco di tanti grandi cantieri in corso, è arrivata e il decreto appena pubblicato serve proprio ad attuare le disposizioni introdotte dall’ultima legge di Bilancio (legge n. 207/2024, articolo 1, comma 532) che stanzia 300 milioni per il 2025, ultima tranche di un plafond totale di 2,2 miliardi lanciato nel 2022, al netto degli eventuali fondi rimasti ancora disponibili delle risorse stanziate negli anni passati.
A chi si rivolge il fondo
Resta fermo il perimetro delle opere che possono beneficiare dei contributi. Il decreto precisa che possono accedere al Fondo gli appalti aggiudicati entro il 31 dicembre 2021 per lavorazioni eseguite/contabilizzate tra il 1° gennaio 2023 e il 31 dicembre 2025, oltre gli appalti aggiudicati tra il 1° gennaio 2022 e il 30 giugno 2023, se non hanno già usufruito del Fondo ex art. 26 comma 7 del DL 50/2022. Ok anche ai contratti di Ferrovie dello Stato e Anas per lavori in corso al 17 maggio 2022, con incrementi del 20% sulle lavorazioni 2022-2025.
Come richiedere i contributi
Tutta la procedura sarà gestita per via telematica. Le stazioni appaltanti potranno chiedere di accedere alle risorse presenti nel fondo, appoggiandosi alla piattaforma on line creata allo scopo, (https://adeguamentoprezzi.mit.gov.it) e indirizzata alla Direzione generale per l’edilizia statale e gli interventi speciali. Nella domanda dovranno essere precisate le informazioni relative al progetto tra cui elementi chiave saranno i dati del contratto (Cup e Cig), il prospetto firmato dal direttore dei lavori con il calcolo del maggior costo, lo stato di avanzamento dei lavori e le risorse già utilizzate, il dato dell’entità delle lavorazioni effettuate, con l’indicazione del relativo stato di esecuzione, contabilizzazione o annotazione nel libretto delle misure, i dettagli del conto corrente per il bonifico. Oltre, ovviamente all’entità del contributo richiesto.
Le scadenze per l’invio delle domande
Due le finestre temporali in cui si potranno avanzare le richieste. La prima finestra si aprirà il prossimo 1° luglio per chiudersi alla fine dello stesso mese. In questa finestra potranno essere richiesti i contributi relativi ai maggiori costi sostenuti per le lavorazioni eseguite tra gennaio e maggio 2025. La seconda finestra si aprirà il 1° febbraio 2026 per chiudersi il 28 dello stesso mese e riguarderà le lavorazioni eseguite da giugno a dicembre 2025. Il Mit valuterà le domande in ordine cronologico, quindi la tempestività di affaccio sulla piattaforma è un aspetto da non trascurare. L’ok o il diniego alle domande avanzate durante la prima finestra arriverà, con decreti direttoriali ad hoc, entro il 31 ottobre 2025 per le richieste della prima finestra ed entro il 31 maggio 2026 per la seconda finestra. La promessa è quella di trasferire le risorse entro 90 giorni dai decreti, fino a esaurimento fondi. Ma l’esperienza passata insegna che ritardi sono all’ordine del giorno, visto che le imprese lamentano ancora il mancato arrivo dei vecchi ristori. Previsti controlli a campione per verificare l’effettiva congruità delle richieste, con eventuale revoca dei contributi in caso di irregolarità.
Scenario e criticità
Il Fondo per la prosecuzione delle opere pubbliche è stato istituito nel 2022 (Dl 50/2022, art. 26) per far fronte al caro-materiali (+35% su acciaio e cemento nel 2022, dati Ance) e ai rincari energetici. Nonostante timidi segnali di discesa, i prezzi di alcuni dei principali materiali da costruzione continuano ad aumentare, sebbene in rallentamento rispetto ai livelli eccezionali del passato. Con la legge di Bilancio 2025 (legge 207/2024, comma 532), è stato rifinanziato con 300 milioni per il 2025 e 100 milioni per il 2026, dopo i 1.100 milioni del 2023 e i 700 milioni del 2024. In passato il meccanismo di riconoscimento dei contributi è stato segnato dai ritardi . Il nuovo decreto cerca di snellire le procedure, ma resta il nodo della saturazione dei fondi, per cui molte stazioni appaltanti potrebbero rimanere scoperte. Proprio mentre, per i cantieri in crisi, queste risorse rappresentano l’ultima chance per evitare blocchi.
FONTI Mauro Salerno “Enti Locali & Edilizia”
