Pubblicato a un mese dall’adozione ma manca ancora provvedimento sulle rilevazioni dei prezzi
Nell’imminenza della scadenza (31 ottobre) per adottare il decreto del Mims sulle rilevazioni dei prezzi dei materiali per le compensazioni riferite al primo semestre di quest’anno, esce sulla Gazzetta ufficiale il decreto, sempre a cura del ministero delle Infrastrutture, che stanzia la dote disponibile per i ristori. Il decreto è stato pubblicato sulla Gazzetta del 28 ottobre, ma è stato firmato da quasi un mese esatto. Le risorse sono divise quasi esattamente in tre parti, riservate a tre categorie di imprese selezionate in base al numero di addetti: alle grandi imprese vanno 33 milioni, alle imprese di dimensione media vanno 33 milioni mentre le piccole imprese ottengono 34 milioni.
Il decreto indica anche un secondo criterio di assegnazione delle risorse, che avverrà «esclusivamente in ragione della propria qualificazione (…) a prescindere dall’importo del contratto aggiudicato». Il criterio che fa riferimento alle qualificazioni Soa possedute dall’operatore si applica anche agli appalti svolti dai raggruppamenti temporanei. Come si diceva si attende ora il Dm “prezzi” – entro il mese di ottobre – per far partire la “macchina” delle compensazioni. Che non sarà rapidissima. Le richieste di compensazione da parte delle imprese vanno inviate entro 60 giorni dalla pubblicazione in Gazzetta del Dm “prezzi”. Gli operatori devono anche specificare «l’attestazione relativa all’importo definitivo ammesso a compensazione», la categoria Soa posseduta e «la dichiarazione comprovante l’insufficienza delle risorse finanziarie (…) risultanti dal quadro economico».
I soldi, a questo punto, ci sono, mancano soli i parametri per stabilire l’entità delle compensazioni. Il dato, come si diceva, dipende dall’ampiezza degli scostamenti sui listini dei principali materiali da costruzione registrati da un organo appositamente incardinato al Mims. Che i listini siano lievitati è un fatto. Quello che renderà più o meno efficace il ristoro è l’entità dell’incremento che verrà riconosciuto. In passato i costruttori edili hanno avuto occasione di dissentire sulle rilevazioni effettuate, giudicate non pienamente corrispondenti alla realtà, e dunque inadeguate a compensare gli aumenti. Il caro materiali – e le crescenti difficoltà di approvvigionamento da parte delle imprese – sta diventando la principale preoccupazione dei costruttori – non solo per la gestione d’impresa ma per l’attuazione stessa del Pnrr – come denunciato dal presidente dell’Ance, Gabriele Buia, nell’assemblea annuale pubblica.
Link utili
Il De Mims che assegna 100 milioni per compensare i rincari dei materiali edili
FONTI M.Fr. “Edilizia e Territorio”
