Per asset fino a 30 milioni le compagnie devono assicurare almeno il 70%, assicurabili anche edifici e impianti in leasing. Proroga di 90 giorni dall’emanazione
l governo è intenzionato a rendere operativo l’obbligo a carico delle assicurazioni di coprire le imprese sui danni catastrofali il prima possibile. Il decreto attuativo, come spiegato ieri da Il Sole 24 Ore, è ormai definito e contestualmente anche un altro passo cruciale è stato compiuto. E cioè la definizione di uno schema di convenzione di riassicurazione da parte di Sace che indichi le condizioni per la condivisione dei rischi assunti dalle compagnie. Lo schema è stato messo a punto, dopo un lungo lavoro di condivisione con le imprese del settore. Nei giorni scorsi è stato inviato ai ministeri competenti (Made in Italy ed Economia) che hanno elaborato il decreto attuativo della norma contenuta nella finanziaria dello scorso anno, la quale introduce l’obbligo di copertura per i danni da terremoti, alluvioni e frane. Il decreto, infatti, dovrà essere emanato corredato dello schema di convenzione, il quale nella sostanza rappresenta un aspetto importante ai fini dell’attuazione.
La norma introduce, infatti, la possibilità per le compagnie di poter far riassicurare a Sace fino al 50 per cento del rischio assunto. Tra le novità importanti previste dal decreto, recepite nello schema di convenzione, e che Il Sole 24 Ore è in grado di anticipare, ci sono le percentuali del valore che devono essere assicurati dalle compagnie, in particolare quelle che vogliono accedere alla riassicurazione pubblica. Per beni, o l’insieme di beni, il cui valore rientra nel milione di euro la compagnia è tenuta ad assicurare il 100%; per un valore tra uno e 30 milioni il 70%, oltre i 30 milioni la percentuale è lasciata al negoziato tra le parti. Il provvedimento consente alle imprese produttive di scegliere di assicurare i propri beni anche separatamente o con differenti coperture a seconda delle aree geografiche nelle quali sono localizzati. Altra novità introdotta è relativa alla possibilità di coprire non soltanto i beni di proprietà, ma anche i beni tenuti in conto terzi come i leasing per i capannoni o per i beni strumentali. Nel testo del decreto, poi, è contenuta già una sorta di proroga rispetto alla scadenza del 31 dicembre 2024 prevista dalla legge, affinchè le compagnie assicurative siano in grado di recepire le novità previste per le nuove polizze catastrofali.
Il provvedimento prevede che le imprese assicurative si debbano adeguare entro 90 giorni dall’emanazione del decreto, che probabilmente avrà bisogno ancora di uno o due mesi per superare tutti i passaggi approvativi formali. Tempi più lunghi servirebbero a far slittare l’applicazione di sanzioni alle compagnie se non adempiono. Tornando alla convenzione, va ricordato che la legge prevede un tetto massimo alle risorse alle quali Sace può attingere per garantire le coperture pari a 5 miliardi. Il fatto che per la società pubblica ci sia un plafond al quale è ancorata la dimensione del rischio che può assumere, mentre questo non accade per le imprese private, aveva generato la preoccupazione che in caso di somme rilevanti da assicurare ci fosse uno sbilanciamento verso il settore privato. A questo limite trova soluzione il decreto, prevedendo che la compagnia dichiari l’entità dell’esposizione massima che può assumere e che questa sia verificata dall’Ivass. Nello schema di convenzione, viene formalizzata la possibilità per le imprese assicurative di organizzarsi in pool per garantire la copertura dei danni.
FONTI Laura Serafini “Enti locali & Edilizia”
