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Contratto di programma Rfi, Giovannini: ok a settembre con iter veloce

 

Ok alla riorganizzazione del ministero. Ance: bene l’attenzione alle politiche urbane e la direzione ad hoc

Sei mesi di tempo risparmiati per approvare l’aggiornamento 2020-2021 del contratto di programma con Rfi 2017-2021 parte investimenti. Il ministro ha spiegato alla commissione Trasporti della Camera la sua idea per velocizzare l’iter approvativo del documento sugli investimenti ferroviari di Rfi, che sono anche funzionali alla realizzazione del Pnrr. L’idea è di eliminare “rimpalli” e alcuni passaggi, uno dei quali è proprio quello parlamentare, attualmente a valle del parere del Cipes (l’ex Cipe). Un passaggio che potrebbe essere diversamente collocato, anche se Giovannini non ha spiegato bene come.

Il ministro ha invece indicato il frutto di questo iter accelerato, che consiste nell’approvazione dell’aggiornamento 2020-21 del contratto di programma Rfi 2017-21 «se non a luglio, ad agosto o ai primi di settembre». L’iter semplificato indicato da Giovannini, prevede entro giugno la condivisione del documento tra Mims e Mef, seguita dalla sottoscrizione dell’aggiornamento. A seguire l’invio al Cipes, a luglio, ottenendo il parere del Comitato entro luglio, «per poi sottoscrivere il contratto di programma nel più breve tempo possibile». La procedura, ha aggiunto Giovannini – che «prevede comunque il parere delle commissioni parlamentari» – consentirà «almeno sei mesi di vantaggio». In ogni caso, il ministro ha precisato che questa procedura semplificata non va considerata «un precedente» e riguarda esclusivamente questo aggiornamento, e non il successivo contratto 2022-2026.

L’idea però è di rendere strutturale l’iter accelerato anche per il successivo programma Rfi 2022-26 «e in generale i contratti di programma». «Propongo di rivederci tra un paio di settimane – ha aggiunto Giovannini – per discutere la proposta che vi possiamo fare per semplificazione dell’iter 2022-2026, ma più in generale dei contratti di programma in modo da avere le vostre opinioni per inserire questa proposta nel decreto Trasporti». Provvedimento che il governo conta di approvare «tra fine luglio e primi giorni di agosto, in modo da consentire una discussione del Parlamento dopo la pausa estiva». Il ministro ha aggiunto che conta di proporre al Parlamento il contratto di programma Rfi 2022-26 «il prima possibile, nel mese di settembre».

Nuova organizzazione del Mims
Nella stessa giornata di giovedì 24 il consiglio dei ministri ha approvato anche la nuova riorganizzazione del dicastero di Porta. Il cambio di nome voluto dal ministro Giovannini ha acquistato dunque anche una sostanza in termini organizzativi . Tra le altre cose, il ministero segnala che il “Dipartimento per opere pubbliche, le risorse umane e strumentali” viene rinominato “Dipartimento per le opere pubbliche, le politiche abitative e urbane, le infrastrutture idriche e le risorse umane e strumentali”. «Coerentemente con tale indirizzo – si legge nella nota del Mims – nasce la “Direzione generale per l’edilizia statale, le politiche abitative, la riqualificazione urbana e gli interventi speciali”». «Bene la nuova direzione del ministero delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili sulle politiche urbane e l’impegno del ministro Giovannini per l’avvio di una vera cabina di regia sul tema, come Ance chiede da tempo», ha commentato il presidente dell’Ance Gabriele Buia. «Finalmente – ha aggiunto – anche in Italia si va verso una struttura governativa ad hoc per le città».

 

 

FONTI : Massimo Frontera  “Edilizia e Territorio”




















 














 

 

 

 











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