Storicamente diffidenti per i rischi burocrazia e contenzioso ora diversi gruppi stranieri partecipano (vincendo) alle maxi-gare: i casi di Acciona, Sacyr, Besix e di chi ha già filiali stabili da noi
Il mercato italiano delle costruzioni per anni si è dimostrato poco attrattivo per i grandi gruppi europei del settore, che avrebbero teoricamente dimensioni tali da poter agevolmente competere con i player locali, poiché associavano alle gare d’appalto del nostro Paese rischi di contenziosi e ritardi dovuti a un’eccessiva complessità burocratica.
Qualcosa sembra stia cambiando grazie alle opportunità rappresentate dal Pnrr, che hanno attirato numerosi big internazionali come dimostra anche il contratto più recente. La divisione Agua del gruppo spagnolo Acciona (sesto in Europa con un valore della produzione 2023 di 18,4 miliardi) si è aggiudicata per 40 milioni la costruzione di un impianto di potabilizzazione di acqua salata a Cefalù (Pa). Esso segue almeno altri due contratti: del luglio 2023 e del febbraio 2024 per l’efficientamento nelle reti di distribuzione idrica rispettivamente della città metropolitana di Roma (25 milioni) e in Sardegna (42 milioni). Si ricorda anche che Acciona partecipa con il consorzio stabile Eteria e Rcm Costruzioni al raggruppamento che attende la sentenza definitiva in merito all’aggiudicazione della diga foranea di Genova all’accoppiata Webuild – Fincantieri Infrastructure.
Un altro gruppo spagnolo, Sacyr (20° con 4,9 miliardi di produzione), opera in Italia tramite il consorzio stabile Sis di cui detiene il 49% (il 51% è controllato da Fininc). Questo, oltre a vincere numerose gare di opere pubbliche, lo scorso ottobre ha avuto il suo maggior successo ottenendo la conferma dal Consiglio di Stato degli accordi per la gestione per 12 anni delle autostrade A21 Torino-Alessandria-Piacenza, A5 Torino-Ivrea-Quincinetto, del collegamento A4/A5 Ivrea-Santhià, del Sistema della Tangenziale di Torino (Satt) e della tratta Torino-Pinerolo, che complessivamente ammontano a 320 chilometri e rappresentano un volume d’affari di 3,7 miliardi. Per suo conto Sacyr partecipa dal 2006 (con una quota del 18,7%) a Eurolink, consorzio guidato da Webuild, che potrebbe realizzare il Ponte sullo Stretto di Messina.
Anche il gruppo belga Besix recentemente si è mosso con successo in Italia aggiudicandosi lo scorso novembre, in joint venture con l’impresa Donati (con la quale ha un rapporto consolidato), il contratto da 108 milioni per l’”ultimo miglio” che collegherà la strada statale 16 “Adriatica” e il porto di Ancona. Sempre dal Belgio, la società specializzata in dragaggi Jan De Nul è impegnata nell’ampliamento del porto di Bari del valore di 34 milioni.
In altri casi grandi realtà europee sono presenti in Italia con filiali stabili:
• due gruppi francesi: Bouygues (terzo in Europa che con il solo polo delle costruzioni fattura 27,5 miliardi), che è presente dal 2018 sia con Bouygues E&S Italia, attiva nell’energia e nei servizi con soluzioni impiantistiche innovative e attiva come general contractors nello specifico mercato dei data center con soluzioni anche di fit out o revamping dell’infrastruttura, sia, in un settore ben diverso, quel degli impianti ferroviari, con Colas Rail Italia, ed Eiffage (quarto con 21,8 miliardi), che dal lontano 2001 controlla la società impiantistica comasca Elettromeccanica Galli Italo;
• il gruppo austriaco Strabag (quinto con 19,1 miliardi fatturati nel 2023) che nel 2008 era entrato in Italia acquistando (e ridenominando) l’impresa Adanti si è aggiudicato nel 2023 sette accordi quadro per conto di Aspi del valore complessivo di 454 milioni per la manutenzione e riqualificazione di barriere, gallerie e arginelli lungo la rete nazionale;
• tre gruppi tedeschi: Max Bögl, che ha prima costituito nel 2005 una società a Bressanone fondendola poi nel 2012 con la locale P. Goller dando vita alla Goller Bögl, Goldbeck, che dal 2019 controlla indirettamente l’impresa milanese specializzata in edilizia logistica GSE Italia, filiale dell’omonimo gruppo francese, e Max Streicher, specializzato in pipelines e presente a Parma dal 2002;
• il belga Deme che a Roma controlla Sidra – Società Italiana Dragaggi;
• l’olandese Strukton, che nel 1999 ha costituito con la cooperativa Unieco (poi messa in liquidazione nel 2017) l’impresa CLF – Costruzioni Linee Ferroviarie, di cui è oggi socio unico.
FONTI Aldo Norsa e Stefano Vecchiarino “Enti Locali & Edilizia”
