Breve viaggio negli ultimi decenni delle costruzioni, dai primi computer all’intelligenza artificiale
La storia del CAD (Computer-Aided Design) nel settore delle costruzioni italiane inizia negli anni ’80, con una diffusione su larga scala negli anni ’90 grazie alla diminuzione dei costi delle attrezzature informatiche e dei software. Questo ha reso il CAD accessibile agli studi di progettazione e alle imprese di costruzione, che ne hanno riconosciuto i vantaggi, come maggiore precisione, modelli tridimensionali e facilità di modifiche progettuali. Nel 2016, il CAD è stato formalmente introdotto nella normativa italiana sui lavori pubblici con il Decreto Legislativo 50/2016 che recepisce le direttive europee e prevede l’uso obbligatorio di strumenti elettronici per la progettazione, inclusi i sistemi BIM (Building Information Modeling).
L’articolo 23, comma 13 dell’attuale codice, prevede l’uso progressivo del BIM per i lavori di nuova costruzione, ristrutturazione, manutenzione e recupero del patrimonio esistente. Il decreto attuativo n. 560/2017, noto come “Decreto BIM” e successivi, ha specificato le scadenze per l’introduzione obbligatoria del BIM, iniziata nel 2019 per lavori di importo superiore a determinate soglie. Prima del 2016, non esisteva una normativa specifica che rendesse obbligatorio l’uso del CAD nei lavori pubblici in Italia, sebbene ci fossero diverse raccomandazioni e linee guida da enti pubblici e organizzazioni professionali. La Legge Merloni-ter del 1994 promuoveva la modernizzazione e l’efficienza nella progettazione e gestione dei lavori pubblici, senza tuttavia rendere obbligatorio l’uso del CAD. Fu con il Codice dei contratti pubblici del 2016 e il successivo Decreto BIM del 2017 che si stabilì una normativa chiara sull’uso di strumenti informatici avanzati, inclusi CAD e BIM.
La questione computistica e della contabilità lavori
La contabilità dei lavori pubblici ha visto l’introduzione dei sistemi informatici con il DPR 554/1999, che regolamentava l’uso dei sistemi elettronici per la gestione delle fasi di progettazione, affidamento ed esecuzione dei lavori pubblici, inclusa la contabilità. Successivamente, il D.Lgs. 163/2006 e il D.Lgs. 50/2016 hanno continuato a supportare l’uso di strumenti informatici per la contabilità. L’introduzione del BIM 4D e 5D, che integra rispettivamente le dimensioni temporale e dei costi, è stata sancita dal D.lgs. 36/2023, noto come nuovo Codice degli Appalti. Questo decreto legislativo obbliga l’uso del BIM per i lavori pubblici di importo superiore a una certa soglia, promuovendo maggiore efficienza e trasparenza nei processi di costruzione.
Benefici dell’Implementazione del BIM 4D e 5D
L’adozione del BIM 4D e 5D porta numerosi benefici, tra cui:
- Migliore Pianificazione e Coordinamento: La dimensione temporale del BIM 4D consente una pianificazione più accurata, riducendo i ritardi e migliorando il coordinamento tra le diverse fasi del progetto.
- Gestione Efficiente dei Costi: Il BIM 5D permette di monitorare e controllare i costi in modo più preciso, migliorando la gestione finanziaria dei progetti.
- Trasparenza e Comunicazione: L’uso del BIM facilita la comunicazione tra tutti gli stakeholder, aumentando la trasparenza e riducendo il rischio di errori o fraintendimenti.
- Riduzione degli Sprechi: Una migliore pianificazione e gestione dei costi contribuisce a ridurre gli sprechi di materiali e risorse, promuovendo la sostenibilità.
L’Integrazione di LLM e AI nel BIM 4D e 5D
L’introduzione di Large Language Models (LLM) e intelligenza artificiale (AI) nel contesto del BIM 4D e 5D rappresenta una rivoluzione tecnologica che può potenziare significativamente l’efficacia di questi strumenti.
- Analisi Predittiva: Gli algoritmi di AI possono analizzare grandi quantità di dati storici e in tempo reale per prevedere possibili ritardi o problemi, consentendo una gestione proattiva dei progetti.
- Automazione delle Attività: L’AI può automatizzare molte attività ripetitive e complesse, come la generazione di report o la gestione dei documenti, liberando tempo prezioso per i professionisti.
- Ottimizzazione dei Costi: Gli algoritmi di AI possono identificare opportunità di risparmio e ottimizzare l’allocazione delle risorse, migliorando l’efficienza economica dei progetti.
- Miglioramento della Sicurezza: L’AI può essere utilizzata per monitorare i siti di costruzione in tempo reale, identificando potenziali rischi e prevenendo incidenti.
L’integrazione del BIM per la gestione dei tempi e dei costi come disciplinato dal D.lgs. 36/2023, rappresenta un significativo passo avanti verso la modernizzazione del settore delle costruzioni in Italia. L’adozione di queste tecnologie migliora la pianificazione, gestione, trasparenza ed efficienza dei progetti, promuovendo anche la sostenibilità. Con l’implementazione di LLM e AI, il settore delle costruzioni può affrontare con maggiore sicurezza le sfide della digitalizzazione, cogliendo nuove opportunità.
In ogni caso, bisogna fare i conti con l’approccio culturale che il mercato delle costruzioni ha avuto ed ha riguardo a questi passaggi. Ad oggi, il CAD è la modalità primaria di progettazione, così come l’uso di strumenti informatici per la computistica e la contabilità lavori. Tuttavia, per quanto riguarda il BIM, siamo ancora indietro sia nell’authoring della modellazione sia nel mondo dei computi metrici e della contabilità lavori. Tant’è che tra le proposte di cambiamento del vigente codice appalti c’è già chi cerca di far slittare i tempi di attuazione per l’obbligo del BIM su larga scala. Dopo il difficile e parziale recepimento metodologico, che riguarda in particolare il RUP (ma non solo) in merito al Project Management, si sta tentando di allungare i tempi, come se non fossero già passati circa 40 anni per aspettare una vera e propria digitalizzazione.
L’allegato I.1 all’art. 3, che tratta le definizioni delle procedure e degli strumenti, al comma q recita: «metodi e strumenti di gestione informativa digitale delle costruzioni, metodologie, processi e tecnologie abilitati dalla formulazione dei requisiti informativi e dalla modellazione dei dati, che permettono la collaborazione e lo scambio di dati strutturati fra i soggetti interessati durante tutte le fasi del ciclo di vita, in particolare finalizzati a mitigare e gestire i rischi, a migliorare lo studio della fattibilità e a incrementare l’efficacia di un investimento pubblico, nelle fasi di progettazione, realizzazione e gestione nel ciclo di vita dei cespiti fisici quali edifici, infrastrutture e reti».
CAD (Computer-Aided Design), BIM (Building Information Modeling/Management) e Project Management, tutti termini in inglese. Come ogni buon manager sa, il vero cambiamento parte anche dal vocabolario e dai termini usati. Non ci saranno forse troppi termini in inglese per riuscire a compiere queste transizioni del mondo delle costruzioni nel digitale?
FONTI Antonio Ortenzi “Enti Locali & Edilizia”
