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Digitalizzazione appalti: nuovo supporto ai RUP per la fase di programmazione

Il MIT mette a disposizione un nuovo strumento online per RUP e stazioni appaltanti, utile per la programmazione degli acquisti e dei lavori, con focus su digitalizzazione e obblighi del Codice

 

Qual è il ruolo operativo della programmazione nel ciclo di vita dei contratti pubblici? In che modo la digitalizzazione sta trasformando questa fase? E quali obblighi ricadono oggi su stazioni appaltanti e RUP?

Domande che evidenziano come la programmazione non sia un mero adempimento formale, ma l’elencazione dettagliata degli approvvigionamenti che un’amministrazione intende realizzare, con indicazione di tempi, modalità operative e fonti di finanziamento. La logica è quella della coerenza con bilancio e documenti programmatori, in modo da legare le scelte di acquisto a obiettivi misurabili e verificabili.

 

Bussola del RUP e appalti pubblici: online la nuova sezione sulla Programmazione
Proprio per supportare le amministrazioni nella gestione digitale degli appalti anche in questa fase, il MIT ha inserito sul sito “Bussola del RUP” la nuova sezione “Programmazione”.

La sezione è interamente dedicata al Programma Triennale dei Lavori Pubblici (PTLLPP) e al Programma Triennale degli Acquisti di Beni e Servizi (PTABS), strumenti fondamentali per assicurare efficacia, trasparenza e coerenza alle procedure di acquisizione.

Un supporto pratico per i Responsabili di Progetto, tenendo conto che la programmazione:

  • è obbligatoria e vincolante per lavori, servizi e forniture;
  • deve essere gestita solo in digitale tramite piattaforme certificate;
  • è il presupposto necessario per progettazione, affidamento ed esecuzione;
  • richiede coerenza con bilancio e strumenti programmatori;
  • ha una valenza strategica e di trasparenza, oltre che gestionale.

Obiettivo è la corretta applicazione del d.lgs. 36/2023 (Codice dei contratti pubblici), fornendo contenuti mirati sugli adempimenti previsti nella fase iniziale del ciclo di vita degli appalti.

 

Programma triennale degli acquisti di beni e servizi
Il P.T.A.B.S. è il documento con cui le stazioni appaltanti o gli enti concedenti pianificano, su base triennale, gli acquisti di beni e servizi da realizzare. Si tratta di uno strumento obbligatorio per tutti gli approvvigionamenti che rientrano nell’ambito di applicazione del Codice dei contratti pubblici (d.lgs. 36/2023) e che superano determinate soglie di rilevanza economica.

Fasi operative
La redazione e gestione del P.T.A.B.S. si articola in sei passaggi principali:

  • Adempimenti preliminari – raccolta dei fabbisogni e verifica della copertura finanziaria.
  • Redazione – predisposizione del documento sulla base degli schemi-tipo.
  • Approvazione – adozione formale da parte dell’amministrazione.
  • Pubblicazione – trasmissione e pubblicazione digitale.
  • Modifiche e aggiornamenti annuali – revisione dei contenuti in base a esigenze sopravvenute.
  • Pubblicazione degli aggiornamenti – comunicazione e aggiornamento sulla piattaforma SCP.

Ambito di applicazione
Il P.T.A.B.S. è obbligatorio per:

  • servizi e forniture soggetti al Codice dei contratti (artt. 7 e 13);
  • acquisti con importo stimato pari o superiore a 140mila euro (art. 50, co. 1, lett. b) e art. 37, co. 3);
  • contratti per i quali è richiesto il Codice Identificativo di Gara (CIG), con l’eccezione dei casi disciplinati dalle delibere ANAC n. 584 e 585 del 19 dicembre 2023.

Non è invece richiesto per gli acquisti esclusi dal Codice o dalle direttive UE 2014/23, 2014/24 e 2014/25.

 

Requisiti per l’inserimento
Perché un acquisto possa essere inserito nel programma, occorre:

  • copertura finanziaria in bilancio;
  • avvio della procedura di affidamento entro il triennio di validità del programma;
  • verifica delle pianificazioni di soggetti aggregatori e centrali di committenza;
  • eventuale indicazione della stazione appaltante qualificata, della centrale di committenza o del soggetto aggregatore a cui sarà affidata la procedura.

Struttura del documento
Il P.T.A.B.S., da redigere secondo gli schemi-tipo dell’Allegato I.5 al Codice, comprende:

  • Quadro delle risorse (scheda G): stima dei costi suddivisi per annualità e fonti di finanziamento.
  • Elenco degli acquisti (scheda H): elenco dettagliato con priorità, riferimenti CUP e CUI (se collegati a lavori).
  • Elenco degli acquisti rinunciati o non avviati (scheda I): beni e servizi presenti nella prima annualità del programma precedente ma non confermati, come previsto dall’art. 7, co. 3, dell’Allegato I.5.

Strumenti digitali
Per la redazione, approvazione e trasmissione del P.T.A.B.S. le stazioni appaltanti possono utilizzare:

  • la piattaforma SCP (Servizio Contratti Pubblici), che alimenta la BDNCP (Banca Dati Nazionale dei Contratti Pubblici);
  • i sistemi informativi regionali e delle province autonome interoperabili con SCP;
  • le piattaforme di approvvigionamento digitale certificate di cui all’art. 25 del Codice, anch’esse interconnesse con SCP.

Programma triennale dei lavori pubblici
Il P.T.LL.PP. è il documento con cui le stazioni appaltanti o gli enti concedenti pianificano, su base triennale, le opere pubbliche da realizzare. Rappresenta lo strumento di riferimento per garantire trasparenza, coerenza e corretto utilizzo delle risorse, in linea con le disposizioni del Codice dei contratti pubblici (d.lgs. 36/2023).

Contenuti del P.T.LL.PP.
Il programma deve comprendere:

  • interventi di lavori o lotti funzionali, a condizione che sia stato rispettato il livello minimo di progettazione previsto dall’art. 37, comma 2, del Codice, con quantificazione delle risorse necessarie;
  • immobili disponibili, utilizzabili come copertura finanziaria degli interventi mediante vendita o concessione in diritto di godimento;
  • opere incompiute, così come definite dal d.m. 13 marzo 2013, n. 42, indipendentemente dal loro valore.

Il P.T.LL.PP. si articola in tre annualità, la prima delle quali coincide con un elaborato denominato Elenco annuale, che raccoglie i lavori da avviare entro l’anno di riferimento.

 

Ambito di applicazione
Il programma è obbligatorio per i lavori che:

  • rientrano nel campo di applicazione del Codice (artt. 7 e 13);
  • hanno importo stimato pari o superiore a 150mila euro (art. 50, co. 1, lett. a), soglia richiamata dall’art. 37, co. 2);
  • richiedono il Codice Identificativo di Gara (CIG), salvo le eccezioni previste dalle delibere ANAC n. 584 e 585/2023.

Non è invece richiesto per i lavori esclusi dal Codice o dalle direttive UE 2014/23, 2014/24 e 2014/25.

Opere sopra soglia europea
Per gli interventi di importo pari o superiore a € 5.538.000 (art. 14, comma 1, lett. a), Codice):

  • per l’inserimento nella seconda o terza annualità è necessario il documento di fattibilità delle alternative progettuali, salvo i lavori di manutenzione ordinaria;
  • per l’inserimento nella prima annualità (Elenco annuale) occorre il documento di indirizzo alla progettazione.

Requisiti per l’inserimento nell’Elenco annuale
Un’opera può essere inserita nell’Elenco annuale solo se:

  • dispone della copertura finanziaria a bilancio;
  • prevede l’avvio della procedura di affidamento entro la prima annualità;
  • rispetta i livelli minimi di progettazione (art. 37, comma 2, Codice);
  • è conforme agli strumenti urbanistici vigenti o adottati.

Ulteriori criteri:

  • in caso di acquisti connessi ai lavori, questi devono essere inseriti nel P.T.A.B.S.;
  • in presenza di più lavori riconducibili a un unico intervento, devono essere prioritariamente avviati quelli principali.

Schemi-tipo
Il Programma e l’Elenco annuale devono essere redatti sulla base degli schemi-tipo allegati all’Allegato I.V del Codice, che comprendono:

A. quadro delle risorse necessarie, articolate per annualità e fonte di finanziamento;
B. elenco delle opere pubbliche incompiute;
C. elenco degli immobili disponibili per cessione o utilizzo strumentale agli interventi;
D. elenco dei lavori previsti nel triennio;
E. elenco dei lavori da avviare nell’annualità (Elenco annuale);
F. elenco dei lavori presenti nel precedente Elenco annuale e non confermati.

 

Strumenti digitali
Per la redazione, approvazione e trasmissione del Piano e dell’Elenco annuale, le amministrazioni possono utilizzare:

  • la piattaforma SCP (Servizio Contratti Pubblici), che assolve anche gli obblighi informativi e alimenta la BDNCP;
  • i sistemi informativi regionali interoperabili con SCP;
  • le piattaforme di approvvigionamento digitale certificate (art. 25 Codice), anch’esse interconnesse con SCP.

La disciplina è stata confermata dalla delibera ANAC n. 582 del 13 dicembre 2023.

 

Programmazione: da obbligo normativo a paradigma operativo
La nuova sezione relativa alla programmazione si presenta quindi come un punto di riferimento pratico e strategico per RUP e stazioni appaltanti: non si tratta soltanto di un archivio di adempimenti, ma di uno strumento che consente di gestire in maniera trasparente, digitale e coerente la fase iniziale del ciclo di vita dei contratti pubblici.

In questo modo la programmazione si conferma il vero paradigma operativo del nuovo Codice, capace di garantire all’amministrazione pubblica non solo il rispetto della norma, ma anche la possibilità di pianificare in modo più efficace e responsabile l’utilizzo delle risorse.

La digitalizzazione introdotta dal Codice ha infatti cambiato radicalmente l’approccio operativo, come dimostra l’attenzione a questi aspetti:

  • trasparenza e tracciabilità delle scelte: grazie al SCP, le stazioni appaltanti possono trasmettere i dati di programmazione direttamente dalle proprie piattaforme digitali, che confluiscono nella BDNCP;
  • obbligatorietà dei programmi triennali: PTLLPP e PTABS rappresentano il presupposto necessario per poter avviare legittimamente ogni procedura di affidamento;
  • contenuti e coerenza: i programmi devono dettagliare interventi, forniture, tempistiche, modalità operative e fonti di finanziamento, garantendo allineamento con documenti programmatori e bilancio;
  • ruolo operativo del RUP: il RUP deve presidiare la fase di programmazione, verificando la corretta imputazione degli interventi, la disponibilità delle risorse e la coerenza con gli obiettivi strategici dell’amministrazione. In questo modo diventa garante della legittimità del processo e della sua tracciabilità digitale.

 

 

 

FONTI      “LavoriPubblici.it”

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