Si apre il 10 novembre lo sportello virtuale sui fondi riservati a Pmi e lavoratori autonomi per acquistare strumenti software avanzati. «Precompilazione» dal 20 ottobre. Fino a 20mila euro a fondo perduto per istanza
Appuntamento fra tre mesi esatti: alle ore 12:00 del 10 novembre si apre infatti lo sportello virtuale per presentare la richiesta di contributo a fondo perduto a valere sui 150 milioni messi a disposizione dal ministero dell’Industria e del Made in Italy per l’acquisto di strumenti software da parte di piccole e medie imprese e lavoratori autonomi. Un esercito di imprenditori – il bando non prevede limitazioni in base al tipo di attività – che si darà battaglia per piazzare la richiesta qualche millesimo di secondo più avanti degli altri in modo da avere qualche speranza di ottenere i fondi.
Sul decreto direttoriale 4 agosto 2026 del Mimit dedicato al bando si precisa infatti che l’istruttoria delle istanze (con il supporto di Invitalia) avverrà «nel rispetto dell’ordine cronologico di presentazione». Il 20 ottobre si apre invece la «fase di precompilazione della domanda», sempre a partire dalle ore 12:00. I moduli ancora non ci sono ma il ministero promette, «con congruo anticipo rispetto alla data di apertura dello sportello», di rendere disponibili schema della domanda e documentazione da allegare.
Circa la metà della dotazione – esattamente 71.065.813,34 euro – è riservata alle otto regioni del Mezzogiorno (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia). Le risorse possono essere utilizzate per acquistare «servizi e prodotti di cloud computing e cyber security nuove e aggiuntive rispetto a quelle a disposizione e/o di soluzioni tecnologiche più avanzate e sicure rispetto a quelle in uso». Ciascun richiedente può presentare una sola istanza – per una spesa ammissibile di almeno 4mila euro – con una richiesta di contributo a fondo perduto per metà della spesa ma che non potrà superare i 20mila euro. Unica condizione: disporre di una connessione internet di almeno 30 Mbps in download. Il piano di spesa non deve superare i 12 mesi mentre gli eventuali abbonamenti devono avere una durata di almeno due anni.
Più esattamente, è possibile acquistare i seguenti prodotti/servizi: soluzioni hardware cybersecurity; soluzioni software cybersecurity; servizi cloud infrastrutturali (IaaS) e di piattaforma (PaaS); servizi Cloud SaaS, quali: software di contabilità; soluzioni per la gestione delle risorse umane (HRM); sistemi di gestione produttività/Workflow (ERP), incluse soluzioni di produttività aziendale integrate con funzionalità di intelligenza artificiale; software per la gestione di contenuti digitali (CMS) ed e-commerce; strumenti per gestire le interazioni con i clienti (CRM) che includono, tra gli altri, i servizi di collaborazione e centralino virtuale (UCC e PABX); servizi di configurazione, monitoraggio e supporto continuativo dei servizi, inclusi i servizi professionali, fatta eccezione per i servizi di formazione (max 30% del piano di spesa).
FONTI M.Fr. “Edilizia & Territorio”
