La responsabilità professionale che grava sui progettisti tecnici (ingegneri e architetti) è eccessiva, segnala uno studio della Fondazione
La responsabilità professionale che grava sui progettisti tecnici (ingegneri e architetti) è eccessiva. Soprattutto perché non si ferma agli errori di progettazione, ma si estende spesso in solido con quella dell’impresa che esegue i lavori. A lanciare l’allarme è uno studio della Fondazione Inarcassa, illustrato la scorsa settimana al viceministro della Giustizia, Francesco Paolo Sisto. «Il quadro normativo vigente – vi si legge – non garantisce una distinzione chiara tra le responsabilità dei professionisti e quelle dell’impresa esecutrice, lasciando i liberi professionisti esposti a rischi sproporzionati rispetto al loro effettivo ruolo nell’esecuzione dell’opera». Quindi i tecnici non trovano facilmente polizze Rc e, se le trovano, queste hanno costi molto alti. Fondazione Inarcassa chiede di modificare la norma del Codice civile limitando la responsabilità ai difetti di progettazione per dolo o colpa grave. Inoltre, si propone di estendere la norma della legge sull’equo compenso che limita l’azione di responsabilità a dieci anni dalla prestazione del progettista, mentre oggi al di fuori del perimetro dell’equo compenso, i dieci anni decorrono dalla conoscenza del vizio d’opera.
FONTI Valeria Uva “Enti Locali & Edilizia”
