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Gare digitali, Pa in difficoltà: dal 1° gennaio in Gazzetta Ue solo 137 bandi (spediti nel 2023

Sulla piattaforma dell’Anac da inizio anno pubblicato solo un avviso da 154mila euro del Comune di Ginestra

 

Non c’è dubbio che si tratta di una rivoluzione, e che come tutte le novità ad alto impatto per mettersi in moto ha bisogno di un periodo di rodaggio. Un tempo adeguato per prendere confidenza con l’obbligo di digitalizzare tutte le fasi di gestione di contratti pubblici, scattato il 1° gennaio, le stazioni appaltanti peraltro lo hanno anche avuto, visto che il traguardo era noto fin dallo scorso 31 marzo, data di entrata in vigore del nuovo codice degli appalti. È mancato però l’affiancamento istituzionale ai funzionari della Pa prima in termini di formazione e informazione e poi (soprattutto) in termini di investimenti in infrastrutture digitali e figure professionali competenti. Anche le speranze di una proroga dell’obbligo, coltivate fino all’ultimo all’interno degli uffici gara delle stazioni appaltanti, sono evaporate (almeno finora: resta l’ultima spiaggia del passaggio parlamentare del decreto Milleproroghe).

Nel frattempo la prescrizione di gestire non solo le gare, ma tutto il ciclo degli appalti con piattaforma elettronica, sta ingolfando il mercato. Una situazione ampiamente prevedibile, visto che sono pochissimi gli enti con piattaforme certificate,   come avevamo segnalato qui ormai qualche settimana fa .   E su questi (in particolare la Consip che gestisce il Mepa) si stanno concentrando le attenzioni di tutti i funzionari pubblici pieni di dubbi su come operare. In particolare sul fronte dei microaffidamenti da poche migliaia di euro. Contratti di gestione quasi giornaliera e comunque ad alta ricorrenza che (sotto i 5mila euro) godono di un regime super-semplificato che aveva fatto pensare di poter sfuggire alla tagliola della digitalizzazione. Così invece non è, come abbiamo spiegato ieri qui.

Il quadro delle difficoltà in cui si dibattono in questi giorni i funzionari pubblici, soprattutto quelli dei piccoli comuni di cui è composto il tessuto istituzionale italiano, lontano da centri nevralgici come Milano e/o Roma, emerge con chiarezza dall’elenco dei bandi pubblicati nei primi giorni dell’anno sulla Gazzetta ufficiale europea, quella su cui dovranno continuare a essere pubblicati gli appalti di lavori, servizi e forniture oltre le soglie Ue, anche se ora per il tramite dell’Anac. Come ha di recente ricordato la stessa Autorità, la Banca dati Anac dal 1° gennaio ha il compito di prendere in carico ogni giorno le richieste di pubblicazione trasmesse attraverso le piattaforme digitali da parte delle stazioni appaltanti, trasmettendole all’Ufficio europeo. Mentre la pubblicità a livello nazionale di bandi e avvisi relativi ad affidamenti inferiori alla soglia Ue viene garantita direttamente dalla Banca dati Anac, che li pubblica sulla piattaforma per la pubblicità legale degli atti.

C’è da dire che almeno all’apparenza finora non c’è stato molto da lavorare per chi presidia l’ufficio pubblicazioni. Scorrendo le Gazzette europee pubblicate dal 1° al 9 gennaio (oggi) si scopre che sono stati solo 137 i bandi pubblicati per contratti da affidare in Italia. Di cui solo sette per appalti gestiti con procedure digitali (a meno di non voler ipotizzare errori nell’invio alla Gazzetta). In tutti gli altri casi si tratta di avvisi spediti – con cura – prima della scadenza del 31 dicembre. Solo per avere un termine di raffronto, l’anno scorso negli stessi giorni sulla Gazzetta europea erano stati pubblicati ben 279 bandi di gara, dunque esattamente il doppio, quasi un centinaio dei quali spediti proprio nei primi giorni di gennaio 2023. Per capire che c’è più di una difficoltà – che rischia di riverberarsi pesantemente sul mercato degli appalti di inizio anno – si può inoltre fare un giro sulla nuova piattaforma appalti gestita dall’Anac: da inizio anno fa bella mostra di sé solo un avviso di gara. È stato pubblicato il 5 gennaio dal Comune potentino di Ginestra: 154mila euro di lavori per una strada agricola. Niente prima e nulla anche poi nelle pagine dell’8 e del 9 gennaio.

 

 

FONTI        Mauro Salerno   “Enti Locali & Edilizia”

Categorized: News