Il Consiglio dell’Unione europea ha adottato il Regolamento che sarà alla base dei prossimi investimenti nei 27 Paesi fino al 2050. Salvini: Italia in cinque corridoi euromediterranei
Il Consiglio dell’Unione europea ha adottato, dando così il via libera definitivo, il nuovo Regolamento Ten-T. Il Regolamento fissa delle scadenze per la realizzazione delle varie infrastrutture della rete europea al 2030, al 2040 e al 2050. Una delle novità del Regolamento è proprio l’inserimento della scadenza intermedia del 2040, allo scopo di anticipare il completamento di alcuni progetti ferroviari, soprattutto transfrontalieri, dando loro precedenza rispetto alla scadenza del 205o che resta ferma per l’intera rete. Tra i progetti ferroviari da completare entro il 2040 è stata inserita per esempio la tratta iberica tra Porto e Vigo e quella mitteleuropea tra Budapest e Bucarest. Un’altra rilevante novità che è stata recepita nel Regolamento è l’“avvicinamento” dell’Ucraina, deciso dalla Commissione Ue nel luglio 2022, dopo l’aggressione della Russia, attraverso l’estensione di ben quattro corridoi della rete Ten-T all’Ucraina e alla Moldova, e riducendo contestualmente i collegamenti transfrontalieri con Russia e Bielorussia. Sempre in tema di collegamenti ferroviari, il Regolamento fissa definitivamente lo standard di scartamento – cioè la misura di riferimento per la posa dei binari – per l’intero territorio europeo. La proposta di Regolamento era stata adottata dalla Commissione Ue il 13 dicembre scorso. Il testo attende ora la firma dei presidenti del Consiglio e del Parlamento europeo, poi sarà pubblicato sulla Gazzetta europea ed entrerà in vigore dopo 20 giorni.
Secondo il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, che ha gestito il negoziato con Bruxelles, il nuovo regolamento «consolida il ruolo dell’Italia quale hub logistico euromediterraneo». Una nota Mit ricorda che l’Italia è inclusa in cinque corridoi europei di trasporto: lo Scandinavo-Mediterraneo, che attraversa l’Europa da nord a sud; il Corridoio Mediterraneo, che taglia il continente in orizzontale ed arriva in Ucraina; il Corridoio Mare del Nord-Reno-Mediterraneo, che unisce Genova ai Porti del nord-Europa; il Corridoio Mar Baltico-Mar Adriatico, arricchito, sul lato italiano, dal prolungamento della “Dorsale Adriatica” fino a Bari; il nuovo Corridoio dei Balcani Occidentali, cui l’Italia è connessa da nord, grazie all’inserimento della sezione “Trieste-Lubiana” e da sud, con la nuova tratta “Bari-Durazzo-Skopje—Sofia”. Il ministro Salvini rivendica di avere ottenuto «risultati fondamentali per il ruolo strategico del Paese a cominciare dalla rinnovata configurazione della rete nazionale. Tra le principali rilevanti novità, si registrano l’inclusione del porto di Civitavecchia quale porto di Roma nella rete Centrale (attesa dal 2013) ed il nuovo tracciato del Ponte sullo Stretto di Messina».
«Particolarmente positivo» viene definito dal Mit il «risultato per l’Italia sul fronte ferroviario». Si citano in particolare le «due direttrici merci lungo le dorsali costiere e una direttrice passeggeri nell’asse Centrale e riallineate le vie di accesso al valico del Brennero e alla linea Torino-Lione, nonché riconfigurata la linea Venezia-Trieste quale adeguamento dell’esistente, tutte facenti parte della rete Centrale e dei tracciati dei Corridoi corrispondenti». Inoltre, «molte sezioni sono state elevate a rango della rete Centrale “estesa”, entrando a far parte dei tracciati di Corridoio; in rete Centrale e nel Corridoio corrispondente, è entrata la sezione ferroviaria “Novara -Seregno” quale bypass del nodo di Milano e, a sud, la sezione ferroviaria alta-velocità “Battipaglia-Praia”».
Ancora: «è stato ottenuto l’inserimento di numerose sezioni ferroviarie in rete Globale: ad esempio la chiusura dell’anello ferroviario nel sud della Sicilia che collega i nodi di Caltanissetta, Agrigento, Licata, Gela, Pozzallo e Siracusa, le sezioni “Aosta- Chivasso”, “Brindisi-Taranto” e le tre sezioni transfrontaliere “Fossano-Cuneo-confine francese-Ventimiglia”, “Fortezza– confine austriaco (linea della Val Pusteria)” e “Gorizia-confine sloveno”; è stata, altresì, inclusa la parte mancante della sezione stradale e ferroviaria della linea Jonica nella rete di rango Globale in Calabria e l’ultimo miglio stradale al nodo urbano di Campobasso. Anche i nodi sono stati ampliati con l’inserimento di ulteriori 7 nuovi porti in rete Globale: Capri, Ischia, Ponza, Porto Empedocle, Porto Santo Stefano e Procida e Villa San Giovanni affiancato a Reggio Calabria».
«Tra i terminali merci se ne evidenziano quattro in rete Centrale: Fernetti, Santo Stefano di Magra, Agognate affiancato a Novara e Segrate a Milano e 12 in rete Globale (Busto Arsizio-Sacconago insieme a Gallarate, Bergamo Cortenuova, Cremona PLB e Piadena, Faenza, Foggia Incoronata, Forlì Cesena Villa Selva, Marzaglia, Ortona, Castelguelfo insieme a Parma già esistente, Pordenone e Portogruaro)». «La rete italiana Globale – informa infine il Mit – vede poi l’inclusione di 3 nuovi aeroporti (Isola D’Elba, Perugia e Rimini in sostituzione di Forlì) e l’esclusione di Brescia. Si è ottenuto, infine, l’incremento della rete dei nodi urbani salita a 50 unità rispetto ai 9 nodi attualmente presenti».
FONTI M.Fr. “Enti Locali & Edilizia”
