In campo anche il Competence center Start 4.0 e la società genovese Fos. Finanziato con fondi Pnrr punta a formare gli addetti in attività pericolose
Utilizzare la realtà virtuale per la formazione dei lavoratori dei cantieri edili, in particolare per le attività ad alto rischio: questo l’obiettivo del progetto «Preventive innovation» che vede in campo l’Inail tramite il Dit (Dipartimento innovazioni tecnologiche e sicurezza degli impianti, prodotti e insediamenti antropici), il Competence center Start 4.0 e la società genovese di consulenza e ricerca tecnologica Fos.
Finanziato con fondi Pnnr, il progetto – i cui dettagli sono stati presentati in occasione di un seminario organizzato nella sede centrale dell’Inail a Roma – punta a formare gli addetti in particolare sull’uso della benna conica per calcestruzzo e di quella autoscaricante per detriti, attrezzature che se non adeguatamente maneggiate diventano estremamente pericolose al punto da provocare conseguenze anche fatali sulla salute. Stando ad un’analisi potata avanti dal Dit e dedicata a mappare gli infortuni più ricorrenti facendo leva sui dati del sistema nazionale di sorveglianza Infor.Mo – che dal 2002 monitora migliaia ei eventi gravi e mortali sul territorio nazionale – il lavoro si è focalizzato sugli infortuni relativi all’uso di benne e gru (in dettaglio sono stati selezionati 9 casi di cui 7 mortali e 2 gravi). «Da questo esame – spiega l’Inail – è emerso come la tipologia di incidente più ricorrente sia la caduta dall’alto di gravi, ossia il distacco e la precipitazione della benna o del suo contenuto, spesso causata da agganci non corretti, manovre errate o posizionamento dell’operatore sotto il carico sospeso».
Di qui l’idea di ricostruire le attività attraverso l’impiego delle tecnologie immersive e di mettere a punto tre moduli formativi sotto la direzione scientifica del gruppo di lavoro dell’Inail guidato da Luciano Di Donato. La formazione passa dalla valutazione d’impatto su macchine e attrezzature da lavoro all’uso delle tecnologie. E il lavoro ha preso le mosse dalle buone prassi esistenti, con un focus specifico su quelle già validate dalla Commissione consultiva permanente affinché ogni soluzione proposta sia non solo efficace sul campo ma pienamente allineata al quadro normativo vigente in materia di salute e sicurezza sul lavoro.
«Fondamentale è stata l’elaborazione delle procedure operative di sicurezza per entrambe le tipologie di benna», continua l’Inail nell’evidenziare che le procedure sviluppate e validate dal Laboratorio “Sicurezza degli impianti di trasformazione e produzione” del Dit hanno rappresentato il pilastro portante dei video multimediali accessibili in modalità di realtà virtuale prodotti da Fos. È stato dunque valutato l’impatto della realtà virtuale nell’addestramento degli operatori e ne è emerso che la simulazione immersiva è in grado di consentire la sperimentazione di scenari di rischio senza pericoli reali, di incrementare sensibilmente i livelli di sicurezza percepita e reale e di passate da un modello di formazione puramente teorica a un apprendimento esperienziale. Il sistema in sostanza è in grado di simulare una serie di scenari – ad esempio il rischio di essere colpiti da un carico sospeso (come una benna) – generando una “memoria del rischio” che la lezione teorica non può offrire. Gli strumenti di realtà virtuale sono in grado di tracciare movimenti e decisioni del lavoratore, permettendo dunque di certificate la competenza acquisita.
Fra i casi d’uso più significativi l’impiego del geofencing per la perimetrazione delle aree di “keep out”, specialmente nelle delicate fasi che precedono le demolizioni, ossia è stato generato perimetro virtuale associato ad un’area geografica reale. Tutte le analisi effettuate sono state condotte verificando la compatibilità con la normativa esistente, a partire dal Dlgs 81/08 – la legge sulla tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro – per l’integrazione della segnaletica virtuale tenendo conto delle prescrizioni su segnaletica e delimitazione dei cantieri.
Grande attenzione alla privacy, ossia alle disposizioni del Regolamento europeo Gdpr per quel che riguarda le implicazioni relative al tracciamento dei lavoratori in tempo reale e alla gestione dei dati biometrici o di posizionamento. E sono stati presi in considerazione anche gli impatti relativi all’adozione dell’Ai Act tenendo conto dunque dei vincoli imposti dal Regolamento europeo sull’intelligenza artificiale, applicabili anche allo sviluppo di ambienti virtuali intelligenti. E per quel che riguarda le attività di addestramento si è tenuto conto di quanto sancito dall’accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025, accordo che sancisce il riconoscimento ufficiale di realtà virtuale e aumentata in qualità di metodologie didattiche valide e certificate per la formazione obbligatoria in materia di salute e sicurezza.
FONTI Mila Fiordalisi “Enti Locali & Edilizia”
