In una delibera l’Autorità chiede di focalizzare l’attenzione sulle fase esecutive degli appalti, con monitoraggi effettivi e documentati. Chiamato in causa in particolare il ruolo di Rup e Dec
Basta con copia incolla, formule di stile e rispetto delle regole semplicemente formale. Sull’esecuzione dei contratti servono controlli reali e più stringenti. È il richiamo che arriva dall’Autorità Anticorruzione con la delibera (n. 497 del 29 ottobre 2024) con cui il presidente Giuseppe Busìa “invita” le stazioni appaltanti a rispettare l’obbligo di monitorare in modo rigoroso l’esecuzione degli appalti, siano essi di lavori o di servizi, evitando di concentrare l’attenzione solo sulla gestione delle gare. Il documento fornisce tutta una serie di indicazioni operative a Responsabili del progetto (Rup) e Direttori dell’esecuzione (Dec) e nasce con l’obiettivo di superare le criticità riscontrate durante le attività di vigilanza, evidenziando la necessità di un controllo efficace, tempestivo e documentato. Rup e i Dec in particolare sono chiamati a garantire un ruolo attivo e trasparente in tutte le fasi dell’esecuzione.
Le direttive
Nella delibera l’Anac sottolinea che le stazioni appaltanti devono configurare correttamente la documentazione di gara e il contratto d’appalto, predisponendo clausole dettagliate per la gestione dei controlli. Ciò include:
– Ispezioni periodiche e non annunciate
– Check-list di verifica e processi verbali strutturati in contraddittorio con l’appaltatore.
– Chiare modalità di valutazione delle migliorie tecniche offerte dagli operatori economici in gara.
La delibera specifica inoltre che i controlli devono essere svolti con cadenza regolare e non limitarsi a risposte a segnalazioni o feedback negativi. L’Autorità ha riscontrato, infatti, che in molti casi il controllo è formale e superficiale, privo di evidenze documentali che dimostrino l’effettiva attività di verifica.
L’attività di vigilanza
L’Anac ha avviato la delibera a seguito di numerose anomalie emerse durante la vigilanza d’ufficio su appalti di servizi e forniture. Tra i problemi più comuni sono stati riscontrati controlli svolti solo a posteriori, in seguito a segnalazioni esterne, la mancanza di documentazione che attesti le verifiche effettuate e l’assenza di strumenti digitali per tracciare in tempo reale le attività di monitoraggio.
Secondo la delibera, il Rup e il Dec devono assumere un ruolo «proattivo», garantendo che l’esecuzione del contratto avvenga nel rispetto delle clausole contrattuali. In particolare l’invito è quello di utilizzare criteri di misurabilità e redigere attestazioni periodiche di regolare esecuzione basate su verifiche qualitative e quantitative. La mancata verbalizzazione delle attività di controllo compromette la trasparenza e la tracciabilità delle verifiche svolte, con potenziali rischi di sanzioni.
Digitalizzazione e trasparenza
La delibera richiama l’obbligo per le stazioni appaltanti di utilizzare piattaforme digitali per il monitoraggio del ciclo di vita dei contratti, sfruttando a pieno le potenzialità delle piattaforme digitali per standardizzare i processi e semplificare la gestione. Richiesta anche la formazione del personale coinvolto, inclusi Rup e Dec e la verbalizzazione rigorosa di tutte le attività di controllo.
FONTI Mauro Salerno “Enti locali & Edilizia”
