Nei primi sei mesi +24% di spesa rispetto al 2022. Bandi pubblici, a luglio +80,9% in valore, nei primi sette mesi del 2023 bandite gare per 53,5 miliardi. Ance: Enti locali protagonisti del Pnrr
Il Pnrr ha sostenuto la spesa in conto capitale degli enti locali e ha mantenuto su valori elevati sia il numero sia il valore dei bandi di gara, consentendo di superare senza troppi traumi il passaggio dal vecchio al nuovo codice appalti, in vigore dal 1° luglio. Lo dicono i numeri riportati nell’ultimo numero di Edilizia Flash, uscita il 18 settembre, a cura dell’ufficio studi dell’Ance. Nel capitolo dedicato ai bandi pubblici, si legge, tra le altre cose, che «le amministrazioni locali si confermano protagoniste della sfida Pnrr». L’affermazione è riferita in particolare al dato dell’incremento del 200% dei valori dei bandi di gara fatto registrare da comuni e province nei primi sette mesi di quest’anno. L’accelerazione, spiegano i costruttori, è dovuta allo sblocco, dopo una lunga attesa, della ripartizione del Fondo per l’avvio delle opere indifferibili. Il provvedimento, previsto dal Dl aiuti n.50/2022 del maggio scorso, consentiva l’adeguamento dei prezzi delle opere finanziate da Pnrr e Piano complementare. L’operatività della misura è scattata a novembre 2022, dando il via, da quel momento in poi, «a un’accelerazione senza precedenti».
La mancata battuta d’arresto dei bandi nel passaggio dal vecchio al nuovo codice – sostiene l’Ance – si deve al Pnrr, ma sarebbe meglio dire alla decisione di derogare alle nuove norme per tutte le gare finanziate da Pnrr Piano complementare. Pertanto – al netto di un notevole dato di giugno 2023 (12,75 miliardi), spiegabile con la corsa a “svuotare i cassetti” prima delle nuove norme – i numeri, secondo i costruttori, sono molto positivi. «A luglio 2023, secondo il monitoraggio di Ance-Infoplus, con 1.816 gare pubblicate per un importo di circa 10 miliardi, i bandi di gara per lavori pubblici segnano un aumento del 15,7% nel numero rispetto allo stesso mese del 2022, e del 80,9% per quanto concerne il valore bandito. Con il dato di luglio, il valore posto in gara nei primi 7 mesi dell’anno raggiunge i 53,5 miliardi». Rispetto al precedente mese di giugno la caduta del numero dei bandi è stata del 45,1% e il calo dei valori del 21,8 per cento.
A proposito dei valori che vengono elaborati nelle statistiche c’è anche da segnalare il caso del maxi-bando da quasi tre miliardi di euro della gara di Telt per il tunnel della Torino-Lione. Il bando in lingua italiana è stato pubblicato sulla Gazzetta europea del 26 giugno ma la nota dell’Ance lo conteggia tra i bandi di luglio, citando la pubblicazione sul Bur Piemonte del 13 luglio. Non solo, dal momento che non viene specificata la quota di lavori in territorio italiano è stato scelto di considerare l’intero importo di quasi tre miliardi. Anche per questo, forse, il “salto” dei valori tra i mesi di giugno e di luglio appare meno accentuato.
Quanto alla spesa in conto capitale degli enti locali, l’Ance – elaborando i dati Siope della Ragioneria – segnala che un incremento del 24% nel primo semestre 2023 rispetto all’anno prima. «Tale andamento – si legge nella nota – è il risultato di due trimestri positivi (+21,6% I trim. e+26,2% II trim.) ed è spiegato principalmente dalla realizzazione degli investimenti finanziati con le risorse del Pnrr». «L’andamento della spesa in conto capitale – commentano i costruttori – conferma la ripresa degli investimenti comunali avviata a partire dal 2019, che ha visto la spesa in conto capitale aumentare del 40% negli ultimi quattro anni». La crescita della spesa riguarda tutte le macro aree del Paese, sia pure con diverse velocità. Il maggiore dinamismo si deve al Centro Italia (+36%), seguito dalle aree del Nord (+23%) e del Sud (+20%).
FONTI M.Fr. “Enti Locali & Edilizia”
