In Gazzetta il decreto del Mims. Affidamenti a trattativa privata e con appalto integrato sul progetto di fattibilità
Ripartiti alle 72 aree interne 300 milioni di euro in totale per il periodo 2021-2026, di cui 20 milioni nel 2021 e 50 nel 2022 per la manutenzione stradale. Si tratta delle risorse del fondo complementare stanziate in affiancamento alle risorse del Pnrr appositamente destinate alla viabilità stradale secondaria e locale. Il relativo decreto del Mims è stato pubblicato sulla Gazzetta del 6 dicembre
Gli enti destinatari delle risorse potranno applicare per l’attuazione degli interventi le stesse deroghe previste per affidare le opere finanziate dal Pnrr. In particolare viene consentita la procedura negoziata senza pubblicazione del bando, sia pure «nella misura strettamente necessaria, quando, per ragioni di estrema urgenza derivanti da circostanze imprevedibili, non imputabili alla stazione appaltante, l’applicazione dei termini, anche abbreviati, previsti dalle procedure ordinarie può compromettere la realizzazione degli obiettivi o il rispetto dei tempi di attuazione». Inoltre i Rup sono autorizzati a affidare l’opera con appalto integrato sul progetto di fattibilità, chiedendo ai concorrenti la redazione della progettazione definitiva e/o esecutiva.
Come è noto le aree interne sono costituiti da enti locali parte di varie circoscrizioni amministrative. Gli interventi vanno attuati dagli amministratori locali, a partire dal presidente della Provincia o dal sindaco metropolitano con la maggioranza dei comuni dell’area interna, convocando l’assemblea dei sindaci. In Friuli Venezia Giulia e Valle d’Aosta saranno i presidenti delle Regioni a doversi attivare. Entro il 31 dicembre occorre definire un piano degli interventi ritenuti prioritari sulla rete regionale, provinciale e comunale. Il piano va poi inviato al Mims dai soggetti attuatori entro il 31 marzo.
L’approvazione da parte del ministero (Direzione generale per le strade e le autostrade, l’alta sorveglianza sulle infrastrutture stradali e la vigilanza sui contratti concessori autostradali) se non ci saranno osservazioni entro «novanta giorni dalla ricezione del piano e, comunque non oltre il 30 giugno 2022». Il piano deve prevedere progetti per l’intero ammontare del riparto assegnato ma «possono essere indicati senza vincolo di finanziamento ulteriori progetti, con ordine di priorità, per un valore non superiore al 20% dell’importo assegnato».
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FONTI M.Fr. “Edilizia e Territorio”
