Skip to content
Close
Hit enter to search or ESC to close

Nuovo Codice Appalti (D.Lgs. 36/2023): testo aggiornato al Correttivo 2025 e ultime novità

Testo integrale del Codice dei contratti pubblici (D.Lgs. 36/2023) aggiornato al decreto correttivo (D.Lgs. 209/2024) da consultare online o scaricare in PDF. Focus su novità, correttivi e aggiornamenti

In questo articolo trovi:

  • il testo integrale del nuovo Codice appalti aggiornato al 2025 (disponibile per la consultazione veloce e in formato PDF per il download e la stampa);
  • la sintesi delle principali novità introdotte dal Correttivo al Codice appalti in vigore dal 1° gennaio 2025.

Qui puoi consultare l’aggiornamento in real time della giurisprudenza e dei chiarimenti di ANAC e MIT sulla corretta applicazione del Codice Appalti.

Ti ricordiamo che con l’entrata in vigore del nuovo Codice appalti, le stazioni appaltanti hanno l’obbligo di migrare verso piattaforme aperte interoperabili (BIM) e adottare metodi e strumenti di gestione informativa digitale delle costruzioni.

 

Aggiornamento 18 febbraio 2025
La raccolta delle sentenze più importanti sul Codice appalti

L’Ufficio del massimario della Giustizia amministrativa ha pubblicato un’interessante rassegna monotematica di giurisprudenza incentrata sul Codice dei Contratti Pubblici 2024, a cura del Magistrato Diana Caminiti. Lo studio esamina la giurisprudenza del Consiglio di Stato e dei TAR su alcuni argomenti focali, in sede di prima applicazione del nuovo codice dei contratti pubblici. Visto il breve periodo trascorso dall’entrata in vigore del D.Lgs. 36/2023, applicabile in generale alle procedure avviate dal 1° luglio 2023, sono incluse nel documento anche le pronunce relative a situazioni disciplinate dal vecchio codice, il D.Lgs. 50/2016 che hanno fatto riferimento al nuovo codice, sia a fini interpretativi sia per evidenziare le differenze normative. Vengono, poi, menzionati alcuni orientamenti della Corte di giustizia che hanno contribuito alle modifiche della precedente normativa, nonché, ove rilevante, le pronunce della Corte dei conti e della Corte di cassazione. Il nuovo codice, esattamente come il precedente, si basa sulla direttiva 2014/24/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 26 febbraio 2014. Tuttavia, tiene conto delle criticità emerse nell’ambito giurisprudenziale, comprese le decisioni della Corte di giustizia e della Corte costituzionale.

Rassegna di giurisprudenza sul Codice dei Contratti Pubblici – Giustizia Amministrativa (2024)

Le novità del Correttivo 2025 al Codice appalti

Il D.Lgs. 209/2024 recante le nuove disposizioni integrative e correttive al Codice dei Contratti Pubblici è in vigore dal 31 dicembre 2024. Il provvedimento intende semplificare e razionalizzare il quadro normativo, rispondendo a criticità emerse durante l’applicazione del codice e alle richieste di modifica da parte dell’Unione Europea. Analizziamo nel dettaglio le principali modifiche:

Il provvedimento interviene nei seguenti ambiti:

  • la tutela dell’equo compenso nelle gare di progettazione;
  • il meccanismo di revisione dei prezzi;
  • la digitalizzazione dei contratti pubblici e BIM;
  • tutela della micro, piccole e medie imprese (MPMIP)
    le tutele lavoristiche;
  • la qualificazione delle stazioni appaltanti;
  • uso delle attestazioni SOA nei subappalti;
  • nomina esterna del RUP;
  • incentivi tecnici anche per dirigenti e servizi di rilevanza;
  • tempistica delle procedure di appalto e di concessione;
  • affidamenti diretti e deroga al principio di rotazione;
  • garanzie a corredo dell’offerta;
  • accordi quadro;
  • silenzio-assenso nella verifica dei requisiti.

Tutte le novità del Correttivo appalti 2025

Correttivo Appalti 2025: il testo PDF del D.Lgs. 209/2024
Il Decreto legislativo 31 dicembre 2024, n. 209 – recante “Disposizioni integrative e correttive al codice dei contratti pubblici, di cui al decreto legislativo 31 marzo 2023, n. 36” – prima di essere approvato dal Consiglio dei Ministri n. 109 del 23 dicembre 2024 è stato sottoposto al parere del Consiglio di Stato, della Conferenza Unificata e delle Camere.

Rendiamo disponibile per il download gratuito il testo ufficiale del provvedimento pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 305 del 31 dicembre 2024, data a partire dalla quale è in vigore.

D.Lgs. 209/2024 – Disposizioni correttive al Codice Appalti

Codice Appalti 2025: il testo PDF aggiornato del D.Lgs. 36/2023

Scarica il testo del Codice Appalti aggiornato e coordinato con le modifiche introdotte da Decreto Correttivo 2025.

Scarica il nuovo codice appalti D.Lgs. 36/2023 PDF (v. 8.4 – 2025)

Tavola sinottica di confronto 2023-2025
Qui puoi scaricare la tavola sinottica di BibLus che mostra il testo del Codice Appalti prima e dopo dell’entrata in vigore del Decreto Correttivo.

Il Decreto Correttivo è riportato in tabella e confrontato con il testo previgente del Codice appalti per consentire una lettura più rapida e una comprensione più veloce delle modifiche introdotte.

Correttivo Codice Appalti – Tavola sinottica di confronto

Vecchio vs nuovo Codice Appalti: cosa cambia?
Le norme che regolano i contratti pubblici previste dal D.Lgs. 50/2016 sono state modificate in maniera significativa dal D.Lgs. 36/2023.

Se vuoi sapere di più cosa cambia tra il vecchio ed il nuovo codice appalti, consulta la nostra tabella di raffronto e leggi la sintesi qui proposta.

Digitalizzazione
Secondo l’art. 19 D.Lgs. 356/2023 le stazioni appaltanti devono assicurare la digitalizzazione del ciclo di vita dei contratti.

A partire dal 1° gennaio 2024 tutti gli affidamenti (sia quelli sopra soglia che quelli sottosoglia) possono essere gestiti per mezzo di piattaforme di approvvigionamento digitale.

Inoltre, per dare attuazione alla digitalizzazione è stato realizzato un “Ecosistema nazionale di approvvigionamento digitale (e-procurement)“.

L’ecosistema si fonda sull’infrastruttura tecnologica della Piattaforma Digitale Nazionale Dati (PDND) per l’interoperabilità dei sistemi informativi e delle basi di dati ed ha come fulcro la Banca dati nazionale dei contratti pubblici (BDNCP).

Gestita da ANAC, la Banca dati nazionale interagisce, da un lato, con le piattaforme di approvvigionamento digitale certificate utilizzate dalle stazioni appaltanti ed enti concedenti per gestire il ciclo di vita dei contratti, dall’altro con le banche dati statali che detengono le informazioni necessarie alle stazioni appaltanti e agli enti concedenti per gestire le varie fasi del ciclo di vita dei contratti pubblici.

Obbligo Appalti BIM
L’art. 43 del nuovo Codice appalti obbliga – a decorrere dal 1° gennaio 2025 – le stazioni appaltanti e gli enti concedenti ad dottare metodi e strumenti di gestione informativa digitale delle costruzioni per la progettazione e la realizzazione di opere di nuova costruzione e per gli interventi su costruzioni esistenti per progetti con valore stimato pari o superiore a 2 milioni di euro.

Procedure di affidamento
L’articolo 50 del nuovo codice appalti prevede un sistema di procedure per l’affidamento differente rispetto all’impianto precedente: limiti più alti per gli affidamenti diretti e un sistema semplificato.

Sono previste le seguenti procedure di affidamento.

Lavori:

  • affidamento diretto fino a 150.000 euro;
  • procedura negoziata senza bando, con consultazione di 5 operatori economici, per i lavori di importo fino a 1 milione di euro;
  • procedura negoziata senza bando, con consultazione di 10 operatori economici, per i lavori di importo fino a soglia.

Servizi e forniture:

  • affidamento diretto fino a 140.000 euro;
  • procedura negoziata senza bando, con consultazione di 5 operatori economici, per i servizi/fornitura fino a soglia di rilevanza europea.

Inoltre, per l’affidamento di lavori di importo pari o superiore a 1 milione di euro e fino 5,382 milioni di euro è fatta salva la possibilità di procedere con gara ad evidenza pubblica senza necessità di motivazione.

Con l’entrata in vigore del nuovo codice appalti (luglio 2023), la metodologia BIM diventerà una realtà consolidata nella normale amministrazione di un appalto pubblico. Per non trovarti impreparato ti consiglio di scoprire subito il mondo BIM codice appalti e assolvere a tutti gli obblighi che la nuova normativa impone.

La nuova figura del RUP
Nel nuovo codice appalti la figura del RUP cambia nome rispetto al D.Lgs. 50/2016: da responsabile unico del procedimento diventa responsabile unico del progetto.

Il subappalto a cascata
La novità in materia di subappalto è introdotta dall’art. 119 D.Lgs. 36/2023, precisamente al comma 17. Detta novità consiste nella possibilità di ricorrere al subappalto a cascata, a differenza di quanto indicato nell’art. 105 D.Lgs. 50/2016 in cui ne era specificato il divieto.

Che cos’è il subappalto a cascata? È l’affidamento di lavorazioni di competenza del subappaltatore, ad una impresa terza. Il nuovo codice appalti stabilisce che è possibile farlo a discrezione della stazione appaltante.

L’appalto a corpo
L’appalto a corpo è una forma di contratto nella quale il prezzo dell’opera è fisso e determinato globalmente, indipendentemente dalle quantità di materiali utilizzate o dalle ore di lavoro impiegate. L’aspetto fondamentale dell’appalto a corpo è che il prezzo pattuito rimane invariabile, a meno che non si verifichino circostanze eccezionali o modifiche al progetto concordato.

I nuovi livelli di progettazione
Il nuovo testo abolisce completamente il livello intermedio di progettazione: i livelli di progettazione diventano due:

  • progetto di fattibilità tecnico-economica;
  • progetto esecutivo.

L’allegato I.7 del Codice definisce i contenuti dei due livelli di progettazione e stabilisce il contenuto minimo del quadro delle necessità e del documento di indirizzo della progettazione che le stazioni appaltanti e gli enti concedenti devono predisporre.

L’appalto integrato
Si parla di appalto integrato quando il contratto ha per oggetto sia la progettazione che l’esecuzione dei lavori, ossia l’affidamento della progettazione esecutiva e l’esecuzione dei lavori sulla base di un progetto di fattibilità tecnico-economica approvato. Il nuovo codice consente il ricorso all’appalto integrato.

Il Quadro economico
Si tratta di uno strumento importante per controllare le attività necessarie alla realizzazione di un determinato progetto perché “riassume” il costo stimato di un’opera. Anche il quadro economico ha subito degli aggiornamento nel nuovo codice appalti ha subito delle modifiche.

La Revisione prezzi
Nelle procedure di affidamento è obbligatorio l’inserimento delle clausole di revisione prezzi che si attivano per variazioni del costo dell’opera, della fornitura o del servizio, in aumento o in diminuzione, superiori al 5% dell’importo complessivo e operano nella misura dell’80% della variazione stessa, in relazione alle prestazioni da eseguire in maniera prevalente.

La qualificazione delle stazioni appaltanti
Il D.Lgs. 36/2023 dedica due articoli, il 62 e il 63, e l’allegato II.4 alla qualificazione delle stazioni appaltanti. Lo scopo principale è la riorganizzazione delle PA nel settore degli appalti pubblici al fine di ottenere maggiore qualità ed efficienza nella gestione delle gare.

La qualificazione è prevista per:

  • affidamento diretto di servizi e forniture superiori alle soglie;
  • affidamento di lavori superiori a 500.000 €.

Al riguardo ti consiglio di leggere l’articolo dedicato.

Il principio del risultato
Un’altra novità del nuovo codice rispetto al D.Lgs. 50/2016 è il principio del risultato a cui è dedicato il primo articolo del D.Lgs. 36/2023:

Il principio del risultato costituisce attuazione del principio del buon andamento e dei correlati principi di efficienza, efficacia ed economicità. Esso è perseguito nell’interesse della comunità e per il raggiungimento degli obiettivi dell’Unione europea.

La vera rivoluzione è contenuta nel comma 4: la responsabilità del personale finora veniva intesa come responsabilità di violazione delle norme. Il principio del risultato, invece, presuppone che la valutazione avvenga in funzione del risultato concreto raggiunto e non per la mera applicazione delle norme.

L’obiettivo principale del nuovo codice è quello di gestire bene ogni fase: dall’affidamento fino alla realizzazione dei lavori con la massima tempestività e il miglior rapporto qualità/prezzo. Ma se velocità significa non applicare correttamente le norme o significa mettere da parte la qualità, perde di valore.

Il nuovo codice si apre con l’analisi di 12 principi generali di derivazione costituzionale, tra cui il principio del risultato che richiama il principio del buon andamento di cui all’art. 97 della Costituzione. Il principio del risultato deve essere inteso in funzione di altri principi: concorrenza, trasparenza, verificabilità, tracciabilità, efficacia, efficienza, economicità.

Gli incentivi alle funzioni tecniche
Il tema degli incentivi alle funzioni tecniche è un tema molto discusso e complesso. In 30 anni ha visto molte modifiche: dalla legge Merloni al governo Merloni. L’art. 45 del nuovo codice appalti conferma il limite delle risorse incentivabili al 2%, l’allegato I.10 individua l’elenco tassativo delle attività incentivabili. Il 2% deve essere ulteriormente diviso: l’80% è destinato alle figure tecniche, il 20% è utilizzato per acquisti di beni, strumenti e servizi oppure per tirocini formativi. Rispetto al D.Lgs. 50/2016 possiamo riscontrare 4 importanti novità:

  • tetto massimo per gli incentivi portato al 100%;
  • incremento del 15% per uso di strumenti digitali;
  • nessuna confluenza nel fondo per l’incentivazione;
  • allegato I.10, elenco delle attività tecniche incentivabili.

Il Documento di gara unico europeo
Il DGUE è un documento obbligatorio nell’ambito del nuovo codice appalti 2023. È un’autodichiarazione europea che sostituisce certificazioni pubbliche per partecipare alle gare d’appalto.

Deve essere compilato in formato elettronico e serve a dichiarare il possesso di requisiti e criteri richiesti dalla stazione appaltante. Può essere obbligatorio per vari tipi di contratti e viene utilizzato per semplificare il lavoro delle enti aggiudicatori.

La Decisione di contrarre
La determina a contrarre è il primo passo verso l’affidamento di un contratto pubblico. Secondo l’art. 11 del D.Lgs. 163/06 prima dell’avvio delle procedure di affidamento dei contratti pubblici, le amministrazioni aggiudicatrici decretano o determinano di contrarre, in conformità ai propri ordinamenti, individuando gli elementi essenziali del contratto e i criteri di selezione degli operatori economici e delle offerte.

Risoluzione contratto di appalto
La Risoluzione del contratto di appalto è disciplinata dall’art. 122 del D.Lgs. 36/2023 nel quale si individuano le condizioni in cui è obbligatoria e quelle in cui la stazione appaltante ha la facoltà di farlo. Le ipotesi sono diverse e complesse.

Le note ANCI sul nuovo Codice appalti
Nuovo codice: le principali novità secondo ANCI
43esimo Quaderno ANCI: le novità del Codice appalti

Da quando è in vigore il nuovo Codice appalti?
Dal 1° aprile 2023, il nuovo Codice appalti (D.Lgs. 36/2023), o più correttamente “Codice dei contratti pubblici“, ha mandato in pensione dopo quasi 7 anni di onorato servizio il “vecchio” D.Lgs. 50/2016.

In realtà le disposizioni del codice hanno acquisito efficacia a partire dal primo luglio 2023. Sempre dal primo luglio 2023 era prevista l’abrogazione del D.Lgs. 50/2016 e l’adozione delle nuove disposizioni. Tuttavia si è delineato un periodo transitorio durante il quale alcune disposizioni del vecchio codice coesisteranno con il nuovo.

 

Delibere ANAC di attuazione del nuovo Codice Appalti
Il nuovo codice prevede espressamente che l’ANAC definisca con propri provvedimenti una disciplina regolamentare per l’attuazione dello stesso codice (artt. 23, 24, ecc.).

Ecco le 12 delibere ANAC emanate in ottemperanza a quanto previsto dal codice.

Bandi-tipo ANAC
In attuazione del nuovo Codice dei contratti pubblici (articolo 222, comma 2, del decreto legislativo n. 36 del 31 marzo 2023) l’Anac ha emanato:

D.Lgs. 36/2023 in PDF aggiornato, con indice interattivo e note
Il testo del D.Lgs. 36/2023 è stato pubblicato sul supplemento ordinario n. 12 della Gazzetta Ufficiale n. 77 del 31 marzo 2023.

Nella versione curata dalla redazione BibLus il nuovo codice appalti è proposto come un unico documento, formattato su 2 colonne (di facile lettura), completo di:

  • indice interattivo;
  • articoli e commi ben visibili;
  • note integrate ai corrispondenti articoli;
  • link all’indice sempre disponibile.

Il testo è aggiornato alle nuove modifiche apportate dal D.Lgs. 209/2024.

Scarica il nuovo codice appalti D.Lgs. 36/2023 PDF (v. 8.4 – 2025)

 

 

FONTI               “BibLus”

IMMAGINE       “BibLus”

 

 

 

Categorized: News