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Oice, equo compenso e codice rallentano la domanda di servizi tecnici

 

Lupoi: «Sta sparendo la concorrenza a vantaggio degli affidamenti diretti, è urgente intervenire con modifiche al codice»

 

A ottobre continua l’effetto-boomerang del nuovo codice e della legge sull’equo compenso: in frenata la domanda di servizi tecnici. Dal primo luglio a fine ottobre sono soltanto il 15% del totale le gare oltre 140.000 euro con compensi fissi e ribassi solo sulle spese; le restanti seguono le indicazioni del bando-tipo Oice.

Sono questi i dati più significativi rilevati dall’Osservatorio OICE/Informatel nel mese di ottobre. In particolare il totale del valore per servizi tecnici immessi nel mercato pubblico a ottobre, comprendendo i 128,1 milioni derivati dai bandi di architettura e ingegneria e i 43,1 milioni di servizi tecnici contenuti negli appalti integrati, è pari a 172,2 milioni. Il dato è positivo rispetto a settembre (quasi il doppio rispetto agli 85,6 milioni di settembre ma era stato il mese con il minimo storico dal 1994), mentre è in calo del 77,8% su ottobre 2022. Se si guarda ai bandi per soli servizi tecnici (senza appalti integrati), la diminuzione è del 76,1% su ottobre 2022. Pesa l’assenza di alcuni grandi committenti che non emettono bandi anche perché in attesa di chiarimenti sull’applicazione della legge sull’equo compenso.

Le gare per servizi tecnici pubblicate sulla gazzetta europea (sopra la soglia UE di 215.000 euro) sono solo 66, un dato che mostra evidentemente il ricorso al frazionamento artificioso dei bandi per rientrare nella fascia degli affidamenti diretti (fino a 140.000 euro).

Numericamente gli affidamenti sotto i 140.000 euro per i quali OICE tratta da questo mese anche gli open data di ANAC, classificandoli per i propri associati, sono stati 504, il 73,8% del totale dei bandi, per un valore di 21,7 milioni di euro, il 18% del totale; tra queste per la sola progettazione 187 affidamenti, il 76,6% del totale per 10,2 milioni di euro, il 18,1%.

Dal primo luglio ad oggi sono stati 69 i bandi con richiesta di ribasso unico (sul compenso a base d’asta e sulle spese) e soltanto 15 quelle in cui si chiede il ribasso solo sulle spese e si lascia fisso il compenso (16 gare non citano le modalità di ribasso). Per la richiesta dei requisiti tecnici in 50 gare le stazioni appaltanti fanno riferimento a 3 anni, in 19 gare di chiedono 5 anni e in 24 gare 10 anni. Solo 7 gare non riportano il dato di richiesta dei requisiti tecnici. Per i requisiti economico finanziari 51 gare fanno riferimento a 3 anni, 4 gare a 10 anni, 20 ai migliori 3 anni degli ultimi 5. 25 gare non riportano il dato di richiesta dei requisiti tecnici.

«I primi dieci mesi dell’anno si chiudono senza che dal mercato arrivino segnali positivi – ha dichiarato il presidente dell’Oice Giorgio Lupoi, a commento dei dati dell’osservatorio – in particolare da alcune grandi stazioni appaltanti che di fatto sono quasi ferme da luglio ad oggi. La discesa è generalizzata e riguarda tutto il settore. Siamo sempre più preoccupati della frenata della domanda che è determinata anche dall’entrata in vigore del nuovo codice, oltre che dalle incertezze sull’applicazione della legge sull’equo compenso, e si caratterizza per il massiccio ricorso ai micro affidamenti che adesso, alla luce dei dati Anac che abbiamo iniziato ad acquisire da quando sono stati resi disponibili, rendono evidente come le stazioni appaltanti stiano frazionando molti affidamenti di importo maggiore. Bisognerà tenerne conto nella revisione del codice anche perché l’assenza di concorrenza, frutto anche della fretta di acquisire elaborati anche per interventi PNRR, difficilmente andrà di pari passo con livelli qualitativi adeguati. Notiamo poi come l’impatto della legge sull’equo compenso e della tesi per cui le gare andrebbero effettuate con compensi fissi e ribassi solo sulle spese rimanga residuale e quindi le stazioni appaltanti sembra seguire le indicazioni del nostro bando-tipo che abbiamo sul nostro sito. Va nuovamente segnalato invece come sia deleteria la scelta di chiedere requisiti su tre anni, rilevata nella metà delle gare; è comunque da apprezzare che la restante metà dei bandi preveda – come da noi suggerito- 5 o 10 anni di requisiti. E’ un aspetto molto importante, quello dell’accesso al mercato, sul quale occorre intervenire al più presto per non penalizzare le strutture di minori dimensioni, ma ormai anche quelle di media dimensione, che non sono in grado di qualificarsi per le gare di maggiore importo».

 

 

FONTI      E.l. & E.        “Enti Locali & Edilizia”

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