Pronto il decreto attuativo del ministero del Lavoro: tra le novità l’obbligo di stop alle attività in caso di colpa grave
Nei cantieri edili in caso di infortunio mortale per “colpa grave” dell’impresa scatterà la sospensione dell’attività fino a 12 mesi. È una delle novità della versione finale del decreto attuativo del ministro del Lavoro, Marina Calderone che introduce dal 1° ottobre la patente a crediti in edilizia, illustrato ieri alle parti sociali. Dal 1° ottobre imprese e lavoratori autonomi che operano nei cantieri temporanei o mobili devono averla, mentre sono esclusi coloro che effettuano solo forniture o prestazioni intellettuali.
La domanda va presentata dal legale rappresentante dell’impresa e dal lavoratore autonomo, autocertificando il possesso di una serie di requisiti, tra cui l’iscrizione alla Camera di commercio, l’adempimento degli obblighi formativi, il possesso del Durc. Le imprese e i lavoratori autonomi stabiliti fuori dalla Ue devono presentare sul portale Inl l’autocertificazione dell’avvenuto riconoscimento secondo la legge italiana del documento equivalente rilasciato dal Paese d’origine. La patente è revocata se è accertata in via definitiva, in sede di controllo successivo al rilascio, la non veridicità della dichiarazione; dopo 12 mesi dalla revoca si può richiedere il rilascio di una nuova patente.
Nel testo che è alla firma del ministro Calderone è previsto che se nei cantieri si verifica un infortunio mortale imputabile al datore di lavoro (al suo delegato o al dirigente), almeno a titolo di colpa grave, scatta la sospensione, diversamente dalla precedente versione del decreto che non prevedeva alcun automatismo. La durata della sospensione della patente, comunque non superiore a 12 mesi, è determinata tenendo conto della gravità degli infortuni, nonché della gravità della violazione in materia di salute e sicurezza e delle eventuali recidive: contro il provvedimento cautelare di sospensione è ammesso ricorso. In caso di adozione del provvedimento di sospensione cautelare, l’Ispettorato nazionale del lavoro provvede alla verifica del ripristino delle condizioni di sicurezza dell’attività lavorativa presso il cantiere ove si è verificata la violazione.
Non si può operare nei cantieri mobili con meno di 15 crediti in base al decreto Pnrr che ha introdotto lo strumento, il punteggio della patente è decurtato in caso di provvedimenti definitivi: per infortunio mortale si tolgono da 20 punti a 40, 15 per assoluta inabilità permanente al lavoro, 10 per malattia professionale. Di base vengono riconosciuti 30 crediti ma si può arrivare a 100; 10 punti vengono riconosciuti in base all’anzianità di iscrizione alla Camera di commercio, fino a 30 crediti per attività, investimenti o formazione in tema di salute e sicurezza sul lavoro. In mancanza di provvedimenti di decurtazione del punteggio, la patente è incrementata di un credito per ciascun biennio dopo il rilascio sino a 20 crediti.
Per i rappresentanti di Confindustria è uno «strumento nato nell’emergenza e, come tutte le iniziative adottate sull’onda emozionale, non risponde alle reali esigenze delle imprese, risolvendosi in un approccio inutilmente burocratico e non coerente con le istanze di qualità del lavoro, che invece condividiamo pienamente». Nonostante il confronto, «l’impostazione del provvedimento costituisce un precedente non condivisibile, come non condivisibile è la sua estensione ad altri ambiti, preferendosi la logica della qualificazione volontaria adottata dalle grandi imprese». Nel merito, per Confindustria il testo contiene «oggettivi miglioramenti ma anche dei profili di notevole criticità», un provvedimento che «incide su una libertà costituzionalmente tutelata, deve essere caratterizzato da adeguate tutele, mentre l’apparato sanzionatorio appare nettamente sproporzionato». Viene accolta «favorevolmente l’intenzione del ministero di adottare prossimi provvedimenti correttivi sulla base della prima esperienza applicativa, in direzione di un reale sistema qualificatorio, che valorizzi il far bene delle imprese e non sia meramente sanzionatorio».
Il vicepresidente Ance, Carlo Trestini, «apprezza il lavoro del ministero che ha rafforzato il decreto attuativo confermandone l’applicazione a tutti gli operatori che lavorano in cantiere. Non è ancora la qualificazione del settore che rappresenta la condizione essenziale per la tutela della sicurezza, ma è un passo importante». Francesca Re David (Cgil) sottolinea che «alcune nostre proposte sono state recepite, come l’obbligatorietà della sospensione in caso di morte del lavoratore», ma esprime un «giudizio negativo». Critica Ivana Veronese (Uil): «La patente che parte da 30 punti, ma può arrivare a 100, ne decurta massimo 40 per infortunio mortale singolo o plurimo. Solo quando si arriva a 15, dopo un lungo percorso con tempi incerti per arrivare a una sentenza passata in giudicato, scattano gli obblighi di formazione». Plaude la Cisl, per voce di Mattia Pirulli: «Accolte molte delle nostre richieste, rafforzato il ruolo delle RLS/RLST che saranno avvisati dalle aziende dall’avvio di richiesta di rilascio della patente e potranno avere accesso alle informazioni».
FONTI Giorgio Pogliotti “Enti Locali & Edilizia”
