La Società dello Stretto chiede 120 giorni in più per rispondere agli oltre 200 rilievi della commissione Via-Vas del Mase. Il progetto definitivo sarà consegnato a settembre per essere approvato dal Cipess a novembre. Il Dl 35/2023 prevedeva l’approvazione del progetto esecutivo entro il 31 luglio
La società dello Stretto di Messina ha chiesto una sospensione di 120 giorni per rispondere agli oltre duecento rilievi sollevati dalla commissione Via-Vas del ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica sul progetto definitivo del Ponte. Secondo le previsioni le integrazioni richieste dalla commissione avrebbero dovuto essere elaborate in 30 giorni, salvo proroghe, che appunto ora vengono richieste.
La decisione di chiedere la sospensione dei termini, secondo quanto spiega l’amministratore delegato della Società dello Stretto di Messina, Pietro Ciucci «è motivata dalla eccezionale rilevanza dell’opera e riflette la volontà e il massimo impegno della società nel fornire puntuali ed esaurienti risposte alle richieste di integrazioni e chiarimenti sugli elaborati tecnici del progetto definitivo del ponte sullo Stretto di Messina, presentate dalla Commissione Via e Vas del Mase». «Alcuni approfondimenti – aggiunge Ciucci – prevedono indagini di campo, come ulteriori rilievi faunistici terrestri, batimetrici e subacquei, ai quali la Società intende dedicare la massima attenzione utilizzando pienamente i tempi consentiti dalla normativa».
L’effetto della richiesta non è indolore. I tre mesi in più chiesti dalla società per integrare il progetto definitivo adeguandolo alle obiezioni sollevate dal Mase hanno la conseguenza di far slittare la prima scadenza prevista nel nuovo cronoprogramma della grande opera. Il Dl 35/2023 che ha riportato in vita progetto e appalto (con costi aggiornati a un minimo di 13,5 miliardi) prevede, infatti, all’articolo 2, comma 8, l’approvazione del progetto esecutivo entro il 31 luglio 2024. Con la sospensione è scontato che questa prima scadenza non sarà rispettata. Secondo quanto si apprende, il progetto esecutivo verrà presentato per stralci, dopo l’approvazione del progetto definitivo da parte del Cipess che al momento sarebbe prevista a novembre.
Del resto, secondo quanto si legge nella stessa nota della società, il progetto definitivo non potrà essere pronto per gli esami di riparazione prima di metà settembre. «Nell’ambito della procedura in corso di valutazione di impatto ambientale, di concerto con il Contraente Generale Eurolink», si legge nel comunicato, la Società Stretto di Messina «ha ritenuto opportuno di richiedere al Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica, ai sensi della normativa vigente (Dlgs 163/2006), una sospensione di 120 giorni dei termini per la presentazione della documentazione integrativa richiesta che, con i nuovi termini temporali, sarà consegnata entro metà settembre 2024».
Travolta dai fatti anche la promessa più volte annunciata anche dal ministro Matteo Salvini dell’avvio del cantiere entro l’estate. Anche se una nota del Mit tiene a ribadire che «il 2024 sarà l’anno del Ponte sullo Stretto: con senso di responsabilità, è stato ritenuto opportuno fare tutte le verifiche del caso, andando oltre i doveri previsti dalla legge, perché un’opera così rilevante a livello mondiale merita massima scrupolosità». Per il ministero la richiesta di sospensione dei termini per la risposta al Mase «è l’ennesima prova della serietà del progetto e delle intenzioni del governo. I lavori partiranno comunque nei prossimi mesi, dopo l’approvazione del Cipess».
FONTI Mauro Salerno “Enti Locali & Edilizia”
