Il Consiglio superiore dei lavori pubblici ha dato l’ok all’aggiornamento delle istruzioni per attuare le linee guida dell’Ansfisa a cura di Anas, concessionari autostradali e degli altri enti gestori
Il Consiglio superiore dei lavori pubblici ha approvato – con un decreto pubblicato sul sito del Mit e datato 5 novembre – l’aggiornamento delle “Istruzioni operative per l’applicazione delle Linee Guida per la classificazione e gestione del rischio, la valutazione della sicurezza ed il monitoraggio dei ponti esistenti”. Il testo – a cura dell’Ansfisa – è accompagnato da diversi allegati, relativi a schede, modelli e procedure.
Le istruzioni sono rivolte a tecnici e gestori al fine di attuare le linee guida dell’Ansfisa sempre in materia di censimento, classificazione del rischio, verifica della sicurezza, sorveglianza e monitoraggio dei ponti e dei viadotti esistenti. Le indicazioni si applicano a tutte le opere con luce complessiva superiore ai 6 metri. Per i ponti al disotto di questa misura «sarà comunque cura del gestore dell’infrastruttura definire le modalità di sorveglianza e monitoraggio, anche in termini di cadenza temporale, in funzione delle specifiche peculiarità delle opere e delle caratteristiche territoriali».
Le Linee guida, si precisa nel testo, «si applicano, in maniera cogente da parte di Anas Spa e dei concessionari autostradali. Nelle more dell’’emanazione di altri decreti di adozione, quindi anche nei casi in cui non dovessero essere giuridicamente vincolanti, le Linee Guida costituiscono comunque riferimento di comprovata validità di cui al § 12 delle vigenti Norme tecniche per le costruzioni, esplicitandone le modalità applicative ai ponti esistenti. Esse, pertanto, superano, per le opere in parola, le indicazioni in materia riportate dalla Circolare del Ministero dei Lavori Pubblici del 19/07/1967, n. 6736/61A1, “Controllo delle condizioni di stabilità delle opere d’arte stradali.”, aggiornandole sia dal punto di vista amministrativo che tecnico-scientifico al quadro normativo primario e secondario vigente”».
Inoltre, le Linee guida, «sono pienamente utilizzabili, indipendentemente dalla sperimentazione di un sistema di monitoraggio dinamico da applicare su infrastrutture, al termine del quale, potranno essere approvati eventuali adeguamenti alle stesse» Linee guida.
Tra le varie indicazioni, il testo precisa che «l’ordine di priorità che è possibile definire per l’esecuzione delle ispezioni è da stabilirsi sulla base delle informazioni raccolte durante la fase di censimento (Livello 0) e sulla base delle eventuali esigenze del gestore. In qualsiasi caso, è il gestore, come responsabile della pianificazione, che identifica i criteri per la definizione dell’ordine di priorità. È evidente che il censimento delle opere costituisce primo e imprescindibile passo di ogni sistema di gestione della sicurezza di infrastrutture, e che pertanto ogni sforzo deve essere profuso dai gestori per il più rapido completamento del Livello 0».
FONTI M.Fr. “Enti Locali & Edilizia”
