Salvini frena sugli stadi: «No ai fondi nazionali, i soldi li mettano i privati»
Il lavorio per lo sblocco della terza rata del Pnrr da 19 miliardi si è ufficialmente chiuso e il Governo italiano manderà a Bruxelles le ultime carte entro venerdì. Ma le ricadute del negoziato, che ha fermato i finanziamenti comunitari agli stadi di Firenze e Venezia, continua ad agitare l’Esecutivo: il piano B, fondato sull’idea di sostituire le risorse Ue con quelle domestiche del Fondo nazionale complementare, è stato stoppato ieri dal vicepremier e ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini: «Avere stadi nuovi interessa tutto il Paese, ma visto che saranno di società private è giusto che paghino i privati». La questione, insomma, continuerà a far discutere a Roma ma, e questo è il punto fondamentale, il ministro per il Pnrr Raffaele Fitto è riuscito a portare al traguardo con successo il confronto sugli obiettivi del secondo semestre 2022.
Il tassello mancante è stato completato nelle scorse ore con la pubblicazione, da parte del ministero di Salvini, del decreto con le linee guida per l’attuazione della riforma delle concessioni portuali. A far accendere il semaforo verde di Bruxelles è l’attribuzione all’Authority dei trasporti di un ruolo centrale nella predisposizione dello schema tipo del piano economico-finanziario e nella possibilità di dare un parere preventivo ai documenti con le candidature. Nel nuovo documento, inoltre, è chiarita la querelle sulla durata delle concessioni: non sarà uguale per tutti, ma sarà misurata sulla base del valore di attualizzazione degli investimenti proposti, in un meccanismo che in pratica allungherà in calendario in proporzione allo sforzo economico dell’aspirante concessionario.
Intanto Fitto, che domani terrà l’informativa alle Camere sollecitata dalle opposizioni, ha annunciato, nella nuova governance del Pnrr, un «sistema di collegamento tra i diversi enti» attuatori del Piano. Il ministro è al lavoro sulla relazione semestrale sullo stato di attuazione del Pnrr, che però non arriverà prima di metà maggio. Un nuovo allarme nel frattempo arriva dalla Corte dei conti Ue, che accusa il Recovery italiano di «scarsa chiarezza», «notevoli ritardi» sugli investimenti per le scuole digitali. I magistrati contabili europei saranno in Italia per la loro prima ispezione sul campo a partire dal 3 maggio.
FONTI Manuela Perrone e Gianni Trovati “Enti Locali & Edilizia”
