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Ppp, «matrice dei rischi» troppo poco usata nelle piccole gare: l’Anac aggiorna le linee guida

Testo in consultazione fino al 13 dicembre: obiettivo semplificare l’individuazione e la ripartizione delle responsabilità nelle operazioni meno complesse

Nei contratti di partenariato pubblico-privato le stazioni appaltanti utilizzano in maniera ancora troppo limitata la matrice dei rischi. Questa carenza, misurata da un’indagine dell’Autorità Anticorruzione, si rileva in particolare per gli affidamenti di importo inferiore a un milione di euro, dunque nelle piccole gare. Forse per la difficoltà a gestire uno strumento complesso come il partenariato, da parte degli enti appaltanti meno strutturati.

Il risultato ha un impatto negativo sui risultati delle iniziative di partenariato pubblico privato. Non riuscire a individuare e dunque ad allocare efficientemente i rischi tra ente appaltante e privato chiamato a gestire l’opera pubblica è uno dei primi motivi delle fragilità dimostrate dalle operazioni di project financing in Italia.

È questo il motivo che ha indotto l’Anac a proporre un aggiornamento delle linee guida sul Ppp (le linee guida n.9 sul «Monitoraggio delle amministrazioni aggiudicatrici sull’attività dell’operatore economico nei contratti di partenariato pubblico privato») sulla base del testo appena messo in consultazione dall’Autorità. Il documento rimarrà in consultazione fino al 13 dicembre ed è aperto alle osservazioni di operatori e delle Pa, da inviare tramite il modulo messo a disposizione sul sito dell’Anac.

L’obiettivo finale è infatti quello di monitorare le amministrazioni aggiudicatrici nei contratti di partenariato pubblico-privato allo scopo di verificare l’attività dell’operatore privato, e accertare che da parte del pubblico ci sia una equilibrata ripartizione del rischio.

Nel nuovo testo l’Autorità passa in rassegna tutti i possibili rischi da prendere in considerazione quando si struttura un’operazione di Ppp, evidenziando i casi in cui pericoli di mancato successo del progetto non vengono messi in capo agli operatori privati e passando in rassegna anche le condizioni che possono condurre a una revisione del Piano economico-finanziario iniziale.

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Un capitolo rilevante è dedicato alla corretta definizione delle clausole contrattuali. Per andare incontro a Pa e imprese più piccole l’Anac chiede ai partecipanti alla consultazione di indicare «come il contenuto dell’offerta e il contratto di Ppp possano essere semplificati per le operazioni meno complesse o di importo più contenuto». Un’operazione di semplificazione che per l’Autorità deve essere replicata anche sul cuore dell’aggiornamento di queste linee guida, ovvero la matrice dei rischi, in modo da permettere una corretta ripartizione delle responsabilità di insuccesso del progetto anche «per i contratti meno complessi o di importo contenuto».

 

 

FONTI  Mauro Salerno  “Edilizia e Territorio”










 





























 






 

 

 

 











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