La Rete tecnica delle professioni ha chiesto di modificare la norma contenuta nel Dl sugli aiuti post maltempo al Sud, in conversione alla Camera
La richiesta è stata espressa in modo diplomatico – «coordinare l’art. 19 del Ddl C. 2823 con il quadro normativo vigente e con le competenze che la legge già attribuisce alle professioni tecniche regolamentate» – ma la questione viene considerata un «nodo cruciale» su cui i professionisti sono determinati a sciogliere. Si parla del ddl di conversione del decreto legge n.25/2026 con le misure seguite all’ondata di maltempo che all’inizio dell’anno ha colpito in particolare Calabria, Sardegna e Sicilia. Il testo è in fase di conversione presso la Commissione Ambiente della Camera che, tra gli altri, ha ascoltato anche una delegazione della Rete delle professioni tecniche. Il presidente dei geometri Paolo Biscaro è andato subito al punto, richiamando l’attenzione su «un nodo ritenuto cruciale», cioè appunto la misura che istituisce «il ruolo degli esperti assicurativi catastrofali» presso la Consap. Di fatto una sorta di albo, aperto a diplomati in materie tecniche, anche non laureati (ma in questo caso serve un tirocinio almeno biennale presso un esperto assicurativo catastrofale già iscritto al ruolo). L’accesso al ruolo avverrebbe con il superamento di «una prova di idoneità, consistente in un esame su materie tecniche, giuridiche ed economiche rilevanti nell’esercizio dell’attività, disciplinata dalla Consap con proprio regolamento».
Il conflitto con gli Ordini
«L’ambito di attività previste per queste figure – ha rilevato Biscaro – sono già attribuite oggi per legge alle professioni tecniche regolamentate. Ampliare la possibilità di svolgere attività riservate ad altri soggetti senza il percorso di abilitazione professionale – esame di Stato e iscrizione agli albi presso Ordini e Collegi – va a creare una duplicazione di figure e di percorsi abilitanti, che sono invece previsti proprio a tutela della collettività». Il presidente dei geometri ha poi evidenziato «il rischio di una duplicazione dei regimi disciplinari: da un lato, i Consigli nazionali esercitano la vigilanza sull’attività professionale, applicano i codici deontologici e dispongono sanzioni fino alla cancellazione; dall’altro, l’art. 19 introdurrebbe un regime parallelo presso Consap, con possibili sovrapposizioni e conflitti normativi». «Riteniamo che la costituzione di questo ruolo non abbia carattere d’urgenza – ha concluso il presidente dei geometri – proprio perché già oggi esistono, all’interno degli Ordini nazionali, strutture che svolgono, e hanno svolto in passato, attività in caso di eventi catastrofali». Il riferimento è alla Struttura Tecnica nazionale di Protezione civile (Stn) che opera attraverso Ordini e Collegi professionali sulla base di specifici protocolli d’intesa con il Dipartimento della Protezione Civile e mediante schede di valutazione del danno post-calamità.
La soluzione proposta
Per superare il conflitto, i professionisti chiedono di «preservare la coerenza della disciplina ordinistica delle professioni regolamentate, evitando duplicazioni nei percorsi di abilitazione professionale e coordinando le disposizioni vigenti con quelle introdotte». Vengono pertanto suggerite le seguenti proposte emendative:
- l’introduzione di un comma 1-bis per riconoscere di diritto l’iscrizione al ruolo agli iscritti agli Albi di Ordini e Collegi con competenze tecniche specifiche nell’accertamento e nella stima economica del danno ai beni immobili, previa verifica dei soli requisiti di onorabilità;
- una norma di salvaguardia delle competenze già riservate per legge alle professioni tecniche regolamentate, con riferimento al comma 4;
- il riconoscimento del diritto all’iscrizione anche nella fase di prima applicazione, con riferimento al comma 9.
FONTI M.Fr. “Enti Locali & Edilizia”
