Altro aspetto fondamentale l’integrazione della gestione del rischio e l’adozione di principi avanzati di project management
Il Documento di indirizzo alla progettazione (Dip), del D.lgs. 36/2023 Allegato I7, rappresenta un elemento cruciale nella pianificazione e realizzazione delle opere pubbliche. Questo documento non solo fornisce le linee guida per la progettazione, ma garantisce anche che tutte le fasi del progetto siano eseguite in modo coerente, sicuro e conforme alle normative vigenti. Un aspetto fondamentale del Dip è l’integrazione della gestione del rischio, basata sulla norma Uni Iso 31000 (Risk Management), e l’adozione di principi avanzati di gestione dei progetti come quelli delineati nella norma Uni Iso 21502 (Project Management).
Il Dip è un documento ufficiale redatto dalla stazione appaltante che stabilisce le linee guida, gli obiettivi, le esigenze e i requisiti necessari per la progettazione delle opere pubbliche. Esso funge da quadro di riferimento per tutte le fasi successive del processo progettuale, assicurando che ogni passo sia ben documentato e orientato verso il raggiungimento degli obiettivi prefissati.
Il Dip svolge diverse funzioni chiave:
1. Definizione degli obiettivi: chiarisce gli obiettivi principali dell’opera, compresi gli aspetti funzionali, tecnici, economici e temporali.
2. Indirizzo per la progettazione: fornisce linee guida specifiche per i progettisti, indicando le specifiche tecniche e i criteri progettuali da seguire.
3. Gestione dei rischi: include indicazioni per la gestione dei rischi basate sulla norma Uni Iso 31000, garantendo una progettazione sicura e conforme.
4. Coordinamento delle risorse: facilita il coordinamento delle risorse umane, tecniche e finanziarie necessarie per la realizzazione del progetto.
5. Garanzia della qualità: assicura che la progettazione soddisfi gli standard di qualità richiesti, prevenendo problemi durante la fase esecutiva.
6. Quadro economico: fornisce una stima dettagliata dei costi complessivi necessari per la realizzazione dell’opera, inclusi i costi diretti e indiretti.
Il Dip deve essere redatto nella fase preliminare di un progetto di opera pubblica, prima dell’inizio della progettazione vera e propria. Questo momento è cruciale perché il tale documento costituisce la base su cui verranno sviluppati i progetti di fattibilità tecnico-economica, definitivo ed esecutivo. La responsabilità della redazione del DIP spetta alla stazione appaltante, ovvero l’ente pubblico o l’organizzazione che commissiona l’opera. In pratica, può essere redatto da:
a) Il Responsabile upnico di progetto (Rup): figura chiave all’interno della stazione appaltante, che coordina e gestisce l’intero processo di progettazione e realizzazione dell’opera.
b) Team di progettazione interno: se l’ente dispone di un proprio ufficio tecnico con competenze adeguate, questo team può essere incaricato della redazione del Dip.
c) Professionisti esterni: la stazione appaltante può affidarne la redazione a consulenti o società di ingegneria esterne specializzate nella progettazione e gestione di opere pubbliche.
L’integrazione della gestione del rischio
La gestione del rischio è un aspetto fondamentale nel processo di progettazione delle opere pubbliche. La norma Uni Iso 31000 fornisce un quadro completo per la gestione del rischio, che deve essere integrato nel DIP. Questo approccio consente di identificare, analizzare e gestire i rischi in modo sistematico, migliorando la resilienza del progetto e riducendo le incertezze. La gestione del rischio aiuta i decisori a fare scelte più informate e garantisce la conformità ai requisiti legali e normativi.
Inoltre, con la versione Uni Iso 31000:2018 (ultima versione in vigore ed in fase di revisione) si introduce una nuova modalità di gestione del rischio e intende supportare le organizzazioni fornendo loro delle prassi efficaci per la gestione del rischio affinché le stesse siano in grado di gestire ogni rischio ed il mutare delle condizioni a contorno. Pertanto, si può affermare che la nuova Iso intende indirizzare le organizzazioni a adeguare la loro gestione del rischio alle esigenze e obiettivi aziendali, siano essi soggetti economici o, come in questo, la Pa.
Il processo di gestione del rischio comprende diverse fasi:
• Comunicazione e consultazione: deve avvenire in ogni fase del processo di gestione del rischio per assicurare la comprensione degli interessi degli stakeholder e la corretta identificazione dei rischi. Questa fase aiuta a capire le categorie dei rischi e di conseguenza anche come trattarli.
• Stabilire il contesto: definire i parametri interni ed esterni che influenzano la gestione del rischio e sviluppare criteri di valutazione del rischio. In un progetto edile con contesto generale ben definito è buona norma identificare quello particolare che risiede nella redazione di una corretta WBS alla base dell’abito di tutti i progetti.
• Valutazione del rischio: comprende l’identificazione, l’analisi e la valutazione del rischio per determinare quali rischi necessitano di trattamento.
• Trattamento del rischio: selezionare e implementare le opzioni più appropriate per mitigare i rischi. Obbiettivo finale è quello di compilare fin da subito il registro dei rischi.
• Monitoraggio e revisione: assicurare che il processo di gestione del rischio sia efficace e che i controlli del rischio siano adeguati.
• Registrazione: mantenere un’adeguata documentazione del processo di gestione del rischio per migliorare continuamente i metodi, gli strumenti utilizzati ed andare a implementare un database nel quale vi sono contenute tutte le informazioni che ci aiuteranno in futuro a identificar e categorizzare i rischi nei futuri progetti,
La norma Uni Iso 21502
Nel contesto del Dip la norma Uni Iso 21502 gioca un ruolo fondamentale. Questa norma fornisce linee guida per la gestione dei progetti, con un focus particolare sulla pianificazione e gestione della realizzazione. La sua adozione assicura che i progetti siano gestiti in modo efficiente, rispettando tempi e budget, e che i rischi siano adeguatamente gestiti. Come specificato nel Codice degli appalti (Dlgs 36/2023) Allegato I7:
«Il Dip, oltre ai contenuti stabiliti, può contenere, in materia di digitalizzazione dei processi e di modellazione informativa, ulteriori riferimenti alla fase esecutiva, anche con riferimento alla pianificazione e gestione della realizzazione prevista dalla norma Uni Iso 21502:2021 e dalla norma Uni Iso 31000».
Riassumendo, il Documento di indirizzo alla progettazione è uno strumento essenziale per garantire che i progetti di opere pubbliche siano sviluppati in modo coerente, sicuro e conforme alle normative vigenti. La sua redazione, effettuata in modo dettagliato e accurato, consente di avere una visione completa, fin dai primi momenti, delle risorse economiche necessarie, facilitando la pianificazione e il controllo dei costi durante tutto il ciclo di vita del progetto. L’integrazione della gestione del rischio e l’adozione di principi avanzati di gestione dei progetti rappresentano passaggi cruciali per il successo e la sostenibilità delle opere pubbliche.
FONTI Antonio Ortenzi “Enti Locali & Edilizia”
