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Salvini: «Codice appalti per semplificare e accelerare»

 

Primo contatto positivo di Salvini con il testo del Consiglio di Stato

 

Sembra positivo il primo impatto del ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, con la bozza di codice appalti messa a punto dal Consiglio di Stato e consegnatagli ieri proprio dal Presidente Franco Frattini e dal coordinatore della commissione che ha scritto il testo, il presidente della sezione normativa, Luigi Carbone. Con Salvini hanno partecipato all’incontro anche Edoardo Rixi, ufficialmente in veste di deputato, ma in realtà candidato dallo stesso Salvini a fare il viceministro a Porta Pia, il capo di gabinetto Alfredo Storto e l’ex viceministro Alessandro Morelli. La prima valutazione positiva si può dedurre da un video su Instagram in cui Salvini prende in mano la bozza del codice e mostrandola dice: «Il nuovo codice degli appalti che semplifica, modernizza e accelera tutto quello che è il modo di lavorare in Italia».

Si direbbe che l’abbia già fatto suo, anche se ovviamente dovrà essere accuratamente letto in tutti i suoi 230 articoli e negli allegati (ancora mancanti) che costituiscono di fatto il regolamento attuativo. Nella nota diffusa in mattinata, Salvini aveva già chiarito quali siano i suoi obiettivi prioritari: «Ridurre ritardi e burocrazia, per aiutare le imprese a lavorare di più e meglio». Salvini, in base alla legge delega 78/2022, dovrà presentare lo schema di codice appalti al Consiglio dei ministri insieme alla premier Giorgia Meloni. L’incontro di ieri è evidentemente servito a far capire che il ministero delle Infrastrutture è pienamente in campo sul codice, dopo un periodo, quello finale della scorsa legislatura, in cui la questione era stata saldamente, se non esclusivamente, nelle mani di Palazzo Chigi.

Da qui alle prossime due o tre settimane si dovrebbe capire se e quanto il governo vorrà modificare il testo messo a punto dal Consiglio di Stato. L’iter prevede l’invio alla Conferenza unificata Stato-Regioni-città per il parere, una prima approvazione del Consiglio dei ministri, il parere parlamentare (che richiederà fra 30 e 45 giorni) e l’approvazione definitiva in Consiglio dei ministri. Il Pnrr impone come termine per l’approvazione il 31 marzo. Nel video su Instagram Salvini fa capire che un altro piano di lavoro riguarderà il dossier delle 117 opere commissariate sparse «in giro per tutta Italia, da Nord a Sud, che stiamo lavorando per accelerare e sbloccare».

 

 

FONTI    Giorgio Santilli       “Edilizia e Territorio”








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