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Soa fuori dal Fascicolo virtuale, da gennaio blocco dei certificati ai costruttori

Una circolare del ministero della Giustizia ferma l’invio dei dati sul casellario: impossibile la verifica dei requisiti. Anac: ci stiamo lavorando

 

Con il mercato privato gelato dall’addio al Superbonus, una nuvola si addensa anche all’orizzonte dei costruttori che tentano la fortuna nei cantieri pubblici. Dal 1° gennaio partecipare alle gare per lavori potrebbe trasformarsi in un percorso a ostacoli ancora più accidentato di adesso, sia per le oltre 20mila imprese già in possesso dell’attestazione Soa, necessaria per aver accesso al mercato, sia per quelle interessate ad affacciarsi al settore per la prima volta. Il paradosso è che a generare il problema è proprio il Fascicolo virtuale dell’operatore economico gestito dall’Autorità Anticorruzione (Anac), il fulcro principale della strategia di digitalizzazione, ideata per semplificare la vita alle imprese e rendere più agevole e rapida la partecipazione alle gare.

Invece si rischia l’esatto contrario. Il motivo è presto detto. Da quando è stata annunciata l’entrata in funzione del nuovo Fascicolo virtuale (Fvoe 2.0) molti degli enti cui imprese e Soa erano soliti rivolgersi per ottenere il “pezzo di carta” necessario ad documentare il possesso dei requisiti autodichiarati dai costruttori hanno cominciato a ridurre i canali di comunicazione. Se esiste un punto unico di raccolta della documentazione dove già facciamo confluire le informazioni necessarie, è il ragionamento degli enti certificatori, perchè continuate a chiedere ancora gli stessi documenti anche a noi? E allora ecco che si chiudono gli sportelli.

Nei mesi scorsi il problema, parzialmente rientrato, era stato evidenziato sul fronte dell’Agenzia delle Entrate, “centro di smistamento” dei certificati necessari a comprovare l’assenza di violazioni tributarie punibili con il cartellino rosso. Ora a rifiutarsi di “fare due volte lo stesso lavoro” è il ministero della Giustizia, punto di raccolta delle informazioni contenute nel casellario giudiziario, primo fondamentale filtro per l’accesso al mercato degli appalti, per impedire la certificazione di imprese dal curriculum non immacolato.

Con una circolare inviata pochi giorni fa a corti d’appello e tribunali, il ministero di via Arenula ha spiegato che dopo aver concesso qualche mese di concomitanza del doppio canale di rilascio dei certificati del casellario, dal 1° gennaio 2025 le porte verranno chiuse. I richiedenti, si legge nel documento, dovranno rivolgersi soltanto alle procedure digitali gestire dall’Anac per ottenere i dati sulle condanne penali. Così «gli Uffici locali del Casellario dovranno sospendere il rilascio dei certificati del Casellario giudiziale e dell’Anagrafe delle sanzioni amministrative dipendenti da reato. Soltanto «fino a tale data – viene specificato – gli Uffici locali del casellario potranno continuare a procedere al rilascio dei certificati in esame, informando però i richiedenti delle nuove modalità operative».

Insomma dal 1° gennaio anche la richiesta dei casellari giudiziari dovrà passare attraverso il Fascicolo virtuale. Il che sarebbe perfettamente in linea con gli obiettivi di semplificazione se tutti i soggetti coinvolti nella catena delle certificazioni vi avessero accesso. Invece se il principio – pur tra tante difficoltà – vale per stazioni appaltanti e imprese, lo stesso non può dirsi per le Soa, le società chiamate a verificare in prima istanza il possesso dei requisiti dichiarati dai costruttori. Per un qualche motivo, infatti, nonostante diverse sollecitazioni, queste società (e dire che si tratta di soli 15 soggetti) non hanno ancora ricevuto dall’Anac l’accesso al Fvoe.

In mancanza di una qualche novità nelle prossime settimane, si rischia di bloccare l’attività di migliaia di costruttori. È vero che anche in assenza di risposte dagli enti certificatori, in base alle regole dettate dalla stessa Anac, dopo 30 giorni le Soa possono far valere il principio del silenzio-assenso. Ed è anche vero che nel decreto Correttivo del codice, approvato solo in prima battuta dal Governo, è stata inserita una norma-paracadute che consente di aggiudicare le gare anche in pendenza della verifica dei requisiti in caso di malfunzionamenti del Fvoe. Ma qui il problema è diverso. Ed è altrettanto chiaro che nessuno vorrà prendersi la responsabilità di attestazione di un’impresa di fronte alla mancanza della storia giudiziale dei titolari.

L’Autorità non è all’oscuro di quanto sta accadendo. Anzi è bene informata, anche dei rischi che si corrono a partire da gennaio. «Stiamo lavorando per risolvere la situazione, anche quella dell’accesso al fascicolo per le Soa», rispondono. Intanto tutti gli enti certificatori sarebbero stati invitati, dalla stessa Autorità, a mantenere ancora aperti i vecchi canali di rilascio dei certificati. Quelli extra Fvoe, per intenderci. Basterà?

 

 

 

FONTI      Mauro Salerno   “Enti Locali & Edilizia”

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